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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:53:33, in Lettera C, visto n. 482 volte)
Descrive alcune formazioni anatomiche che sono situate in regione addominale. In particolare: l'arteria (o tronco) celìaco; il plesso celìaco; il punto celiaco.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:47:20, in Lettera C, visto n. 486 volte)
Vedilaparoscopia.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:48:00, in Lettera C, visto n. 593 volte)
Sono cellule totipotenti, di tipo embrionale, capaci di differenziarsi verso qualsiasi direzione dello scenario tessutale: ad esempio possono trasormarsi in cellule del sangue (globuli rossi, bianchi) o cellule epiteliali e nervose. Le cellule staminali si trovano nel midollo osseo, ma una piccola percentuale circola nel sangue: è così possibile ottenere quote di sangue arricchito in cellule staminali e utlizzarlo per successive reinfusioni nello stesso individuo, come si fa spesso per la preparazione a trattamenti antiblastici intensi.Il campo di applicazione delle cellule staminali si fa sempre più ampio, dato il potere riparativo e rigenarativo di queste cellule: è recente l'osservazione che possono essere utili anche per limitare l'estensione delle aree del cuore infartuate e premettere una guarigione più rapida e, se trapiantate nelle aree cerebrali sofferenti che causano il morbo di Parkinson possono ridurre tremori e rigidità tipiche della malattia. Le cellule staminali contenute nel nostro organismo non sono molte e risiedono solamente in certe aree del nostro corpo. Quelle più importanti sono contenute nel nostro organismo e risiedono nel cervello, nel midollo osseo, nello strato di pelle più profondo chiamato derma e in altre zone come i vasi sanguigni e la polpa dentaria. Gli altri tipi di cellule staminali in grado di differenziarsi in molti più tipi di cellule sono prelevabili da altre fonti come il cordone ombelicale di un bambino appena nato o il liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione. Entrambi i tipi di cellula sono utilizzati per alcune cure: le staminali del cordone sono utilizzate per le malattie del sangue come la leucemia, quelle del liquido amniotico sono invece utilizzate, per adesso, nella cura del feto quando è affetto da anomalie. Esiste infine un ultimo tipo di cellula staminale, chiamato embrionale perchè per utilizzarla bisogna distruggere un embrione di poche settimane, la blastociste. La distruzione di questo embrione ha provocato un dibattito etico perchè distruggere questa blastociste significherebbe per delle persone l'uccisione di un possibile essere umano. A causa di questo dibattito, in molti paesi è stato vietato di raccoglierle, sfavorendo quindi la ricerca su questo campo. Il fattore che spinge ancora i ricercatori a studiare le cellule staminali embrionali è la loro capacità di differenziarsi in tutti i tipi di cellule poichè sono in grado di moltiplicarsi moltissime volte. La conservazione di queste cellule avviene a temperature molto basse, intorno ai -200°C, in appositi laboratori o banche. Solitamente quelle conservate nei laboratori si utilizzano per gli esperimenti, invece quelle conservate nelle banche possono essere utilizzate o per uso privato o come donazione. Le banche possono essere private o pubbliche, a seconda della legislazione del paese. In Italia, per esempio, non sono ammesse le banche private per la conservazione delle cellule staminali del cordone, a differenza della Gran Bretagna dove sono ammesse.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:51:57, in Lettera C, visto n. 504 volte)
Infiammazione circoscritta dei tessuti connettivi interstiziali di origine infettiva (stafilococco, streptococco, gonococco ecc.), con tendenza alla diffusione. Questa è dovuta principalmente alla virulenza del germe patogeno e, a volte, a traumi continuati o alla diminuita resistenza dell'organismo. La cellulite può localizzarsi alla cute, nel sottocutaneo e nei tessuti più profondi. Tra le forme più frequenti: la cellulite cervicale diffusa, la cellulite orbitaria, la cellulite perivescicale.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:51:01, in Lettera C, visto n. 419 volte)
Condizione del tessuto sottocutaneo, tipica del sesso femminile, in cui si ha un'ipertrofia, spesso a sviluppo nodulare, dei componenti connettivi e adiposi. Tale condizione si localizza prevalentemente ai fianchi, alle natiche, alle cosce. L'inizio della cellulite è determinato dalle alterazioni degli scambi tra i piccoli vasi venosi e i tessuti, con un enorme aumento della permeabilità delle pareti dei capillari, che determinano una eccessiva fuoriuscita di plasma e quindi un edema interstiziale sottocutaneo. Si crea così una situazione di squilibrio tra la quantità di siero trasudato dai vasi nel tessuto sottocutaneo e la capacità di smaltimento da parte del sistema linfatico. Alla condizione di edema il connettivo circostante risponde con una trasformazione fibrosclerotica e un ingrossamento delle cellule adipose. La cellulite si manifesta dopo la pubertà e ha un andamento evolutivo. All'inizio della formazione, la cute assume un colore cianotico, violaceo, quasi livido, in seguito compaiono aumento della pastosità e aspetto a buccia d'arancia. A questo stadio sono frequenti i disturbi dovuti alla stasi venosa, cioè senso di gonfiore e stanchezza alle gambe. La formazione della cellulite è determinata da numerosi fattori causali: il più importante di essi è la predisposizione ereditaria genetico-costituzionale, che agisce su disfunzioni di natura ormonale, in particolare sul sistema di controllo e regolazione della secrezione ormonale femminile, con associate situazioni di malfunzionamento della tiroide, delle ghiandole surrenali e del pancreas. Fattori favorenti o aggravanti lo stato cellulitico sono l'alimentazione (eccesso di grassi e zuccheri); il cattivo funzionamento del fegato (con difettoso metabolismo dei grassi); la stitichezza; i disturbi circolatori come le varici agli arti inferiori e la stasi venosa-linfatica; l'eccessiva sedentarietà. La terapia della cellulite, attualmente esclusivamente sintomatica, ha come punto cardine la mesoterapia effettuata con ago singolo o con piastre a più aghi di dimensioni molto piccole, tali da poter iniettare nel sottocute sostanze attive sulla circolazione, drenanti i liquidi e stimolanti il ricambio degli adipociti. Utile è anche il drenaggio linfatico, effettuato con massaggio delicato di mani esperte. Per certe forme può essere efficace la liposuzione, consistente nell'aspirazione, attraverso un aspiratore a cannula, di blocchi di tessuto adiposo dal sottocute. Oltre alle indicazioni di carattere più strettamente dietetico (ad esempio, diminuzione dell'apporto di sale, responsabile della ritenzione idrica, aumento dell'assunzione di potassio con la frutta e le verdure), gli esperti in terapie naturali consigliano prodotti ad azione diuretica e/o in grado di favorire la circolazione venosa. Tra le sostanze naturali più efficaci del primo gruppo vanno segnalati il tarassaco (diuretico), la linfa di betulla (depurativa e diuretica), la spirea. Per proteggere i vasi e decongestionare il circolo venoso si ricorre invece a pilosella, ginkgo biloba, ippocastano, centella asiatica, mirtillo e pungitopo (potente flebotonico e antiedemigeno). Il trattamento degli accumuli adiposi può essere condotto anche con estratti di edera (Hedera helix) associati ad altri fitocomplessi. La crema da massaggio all'edera, così come le altre creme anticellulite, è più efficace nei casi di cellulite edematosa di recente formazione.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:54:13, in Lettera C, visto n. 528 volte)
Tessuto calcificato che costituisce il rivestimento esterno della radice del dente. Viene prodotto da speciali cellule del connettivo dette cementoblasti. Il cemento agisce da struttura di attacco alla membrana parodontale, per cui le sue alterazioni possono rendere impossibile al dente di rimanere fisso nel suo alveolo. In odontoiatria, prendono il nome di cemento particolari materiali adoperati per l'otturazione delle cavità dentarie e per il fissaggio di protesi permanenti. I cementi sono ottenuti per combinazione di una polvere e di un liquido che danno vita a una massa plastica la quale indurisce più o meno rapidamente.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:55:45, in Lettera C, visto n. 438 volte)
Tessuto connettivale necrotico di aspetto denso e giallastro, che occupa la parte centrale di un foruncolo. Eliminato, lascia una profonda cavità da cui fuoriesce pus misto a sangue e a siero.
 
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