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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
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Di dr.ssa Anna Carderi (del 17/10/2013 @ 12:38:00, in Lettera C, visto n. 438 volte)
Insieme di disturbi psicomotori caratterizzati da riduzione dell'attività motoria. Si manifesta con arresto psicomotorio o stupore o immobilità e con rigidità in diversi gruppi muscolari, per cui il soggetto può assumere atteggiamenti posturali, talora bizzarri, che sono mantenuti per un certo tempo (immobilità statuaria). Tipica di una forma di schizofrenia, si può riscontrare anche in altre psicosi e in stati tossinfettivi. Insorge in genere bruscamente e può permanere da pochi minuti a diversi mesi. Spesso si associano altri sintomi: catalessia o flexibilitas cerea (tono muscolare di tipo plastico, con conservazione di atteggiamenti imposti), stereotipie, manierismi, negativismo ecc.
 
Di riccardo (del 17/10/2013 @ 12:38:49, in Lettera C, visto n. 453 volte)
Neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale e periferico. Tra le catecolamine ricordiamo l'adrenalina, la noradrenalina (sintetizzate anche dalla sostanza midollare del surrene oltre che dalle terminazioni nervose delle fibre adrenergiche), la dopamina.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 12:43:27, in Lettera C, visto n. 429 volte)
Formata da martello, incudine e staffa i tre ossicini nell'orecchio medio; si tendono in successione dalla membrana del timpano alla finestra ovale.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 13:01:45, in Lettera C, visto n. 440 volte)
Enzima contenuto nei lisosomi delle cellule. Le catepsine intervenendo nei processi di autolisi provocano la scissione dei costituenti proteici cellulari in peptidi e aminoacidi. Hanno inoltre la funzione di distruggere le proteine di origine extracellulare (residui batterici, prodotti della reazione antigene-anticorpo ecc.), allorché tali sostanze vengono assunte dalle cellule per fagocitosi o mediante altri meccanismi. Particolarmente ricche di catepsina sono le cellule del sistema reticoloistiocitario e le cellule neoplastiche.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 13:06:35, in Lettera C, visto n. 437 volte)
Tubicino aperto alle due estremità, usato per arrivare alle cavità interne dell'organismo a scopo diagnostico o terapeutico (cateterismo). Ha aspetto e dimensioni diverse; può essere rigido, semirigido o flessibile, a seconda dell'impiego. Più comune è l'utilizzo nelle malattie urologiche per permettere il deflusso dell'urina (catetere vescicale o uretrale), ma può essere usato per arrivare al cuore, ai polmoni, ai vasi sanguigni, ai canali lacrimali.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 13:07:58, in Lettera C, visto n. 414 volte)
Il catetere viene inserito attraverso un vaso periferico di e poi sospinto fino alle cavità cardiache. Il cateterismo cardìaco destro (o venoso) viene effettuato introducendo il catetere nella vena femorale, nella vena brachiale o nella vena giugulare, e sospingendolo fino all'atrio destro, poi al ventricolo destro e quindi all'arteria polmonare, fino alla più piccola ramificazione raggiungibile. Durante le varie manovre è possibile misurare le pressioni e le tensioni d'ossigeno presenti nei vari distretti, oppure iniettare mezzi di contrasto per visualizzare radiograficamente le cavità cardiache, o coloranti particolari per studiarne la diffusione nel sangue, il tempo di circolo e ricavare altri dati utili alla valutazione della funzionalità cardiocircolatoria. Attraverso il catetere è anche possibile effettuare biopsie del muscolo cardiaco. Con tecniche più sofisticate si possono prelevare campioni di sangue refluo dalle coronarie per studiare alcuni aspetti del metabolismo cardiaco. Il cateterismo cardìaco sinistro (o arterioso) viene effettuato con scopi analoghi raggiungendo le cavità sinistre del cuore per via retrograda, dall'arteria femorale o dall'arteria brachiale. Mediante cateterismo cardìaco sinistro si procede all'esecuzione dell'angiocardiografia.
 
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 13:09:58, in Lettera C, visto n. 407 volte)
Intervento per cui, attraverso la dilatazione della tuba stessa si consente l'aerazione del cavo del timpano ristabilendo nell'orecchio la pervietà della tuba (o tromba) di Eustachio. Con il cateterismo tubàrico si possono anche far arrivare all'orecchio medio cortisonici, decongestionanti, balsamici, acque termali sulfuree o salsoiodiche.
 
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