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Di seguito tutti i lemmi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di salute (del 10/12/2009 @ 19:30:37, in Lettera S, visto n. 1149 volte)
E' un tratto dilatato del canale alimentare, interposto tra l’esofago e l’intestino. E’ situato nella cavità addominale sotto il diaframma e occupa l’ipocondrio sinistro e una parte dell’epigastrio. In esso gli alimenti si accumulano e sostano temporaneamente per essere sottoposti all’azione digestiva del succo gastrico. La sua capacità media nell’adulto è di 1200 ml; in condizioni di media distensione ha una lunghezza di 29-30 cm ed un diametro traverso variabile da 10 a 5 cm, che decresce dalle porzioni prossimali a quelle distali. Lo stomaco ha una forma di sacca allungata con l’estremo prossimale espanso a cupola e posto in alto e a sinistra del piano sagittale mediano e l’estremo distale, irregolarmente conico, situato in basso e a destra. Il suo asse principale è verticale ma, nella sua porzione inferiore, si inflette verso destra facendosi dapprima orizzontale e quindi obliquamente ascendente in alto e indietro. Pertanto l’organo si presenta complessivamente incurvato con la concavità rivolta a destra, in alto e posteriormente. Presenta due orifizi, uno superiore o cardia (orifizio esofageo) e uno inferiore o piloro (orifizio duodenale). Si distinguono nello stomaco tre parti principali: il fondo, il corpo e la parte pilorica. Il fondo è la parte più alta dello stomaco che, foggiata a cupola, si adatta alla concavità del diaframma; si considera come limite convenzionale tra fondo e corpo un piano orizzontale passante per il cardia. Il corpo rappresenta la porzione più estesa dell’organo e fa seguito direttamente al fondo; ha forma cilindroconica e si dirige in basso quasi verticalmente, restringendosi; il limite convenzionale con la parte pilorica è segnato da una linea obliqua che dalla piega angolare raggiunge la grande curvatura. La parte pilorica, di aspetto irregolarmente conico, è diretta obliquamente in alto e a destra e forma con il corpo un angolo di circa 90°, terminando nel piloro. L’osservazione radiologica dello stomaco permette di distinguere tre parti principali a differente significato anatomofunzionale: una parte superiore che corrisponde al fondo, normalmente occupata da gas (bolla gastrica), la cui presenza svolge al contempo una funzione di regolazione della pressione endogastrica e una funzione di contenzione, impedendo il reflusso dallo stomaco nell’esofago; una parte media, corrispondente al corpo, caratterizzata da una vera e propria attività peristaltica, a funzione convogliatrice in direzione della parte antropilorica; una parte antropilorica, corrispondente alla parte pilorica che ha funzione evacuatrice in direzione del duodeno ed è caratterizzata da contrazioni concentriche della muscolatura con formazione temporanea di uno sfintere funzionale preantrale, con il compito di impedire il reflusso del contenuto (chimo) verso il corpo dello stomaco durante la fase espulsiva. A stomaco vuoto e retratto, la superficie interna del viscere si mostra sollevata in pieghe grossolane, pieghe gastriche, dirette prevalentemente secondo l’asse longitudinale dell’organo e anastomizzate tra loro in modo da formare un reticolo a maglie allungate. A stomaco disteso risultano meglio visibili sottili solchi della mucosa anastomizzati a rete, solchi permanenti, che delimitano su tutto l’ambito della superficie gastrica piccole aree di forma variabile, di diametro da 2 a 4 mm, dette areole gastriche. La superficie di tali aree presenta numerosi infossamenti, le fossette gastriche, nel cui fondo si aprono le ghiandole dello stomaco. La parete dello stomaco è formata da una tonaca mucosa, una sottomucosa e una muscolare, cui segue una tonaca sierosa (peritoneo). La tonaca mucosa, come si è visto, risulta sollevata in minuti rilievi poligonali denominati areole gastriche. Tale tonaca è formata, dall’interno verso l’esterno, da epitelio di rivestimento, lamina propria e muscolaris mucosae. L’epitelio di rivestimento si distende sulle creste gastriche e si porta sino ai fondi delle fossette gastriche. Le sue cellule sono alte, prismatiche, provviste di rari microvilli. Il nucleo si trova nella metà basale della cellula. Sotto il nucleo vi sono cisterne appiattite del RER (Reticolo Endoplasmico Rugoso), nonché mitocondri. Sui lati e al polo superiore del nucleo è localizzato il complesso di Golgi. Granuli a contenuto omogeneo occupano in gran numero l’area compresa tra complesso di Golgi e porzione apicale. Il secreto è formato da muco (proteoglicani neutri), che ricopre tutta la superficie interna dello stomaco, proteggendolo dall’azione degli enzimi proteolitici presenti nel lume e neutralizzando l’elevata acidità del contenuto gastrico. La lamina propria è formata da connettivo lasso, fasci di fibre collagene ed elastiche, con fibrociti, macrofagi, granulociti eosinofili e plasmacellule. Nella lamina propria si trovano capillari sanguigni (con endotelio provvisto di pori), quasi regolarmente giustapposti ai tubuli ghiandolari oppure all’epitelio di rivestimento. La lamina propria si distingue in parte connettivale, che forma l’asse delle creste gastriche, e in parte profonda, che accoglie i diversi tipi di ghiandole gastriche: cardiali, gastriche propriamente dette e piloriche. Le ghiandole cardiali (presenti per pochi centimetri dall’orifizio cardiale) sono del tipo tubulare composto; le cellule dei tubuli ghiandolari secernono glicoproteine neutre. Il secreto spinge il nucleo nel terzo basale delle cellule. Le ghiandole gastriche propriamente dette si trovano nella mucosa del fondo e del corpo dello stomaco. Sono del tipo tubulare semplice. Si aprono nei fondi delle fossette gastriche dove si trovano cellule indifferenziate, che provvedono al rimpiazzo delle cellule dell’epitelio di rivestimento e dei tubuli ghiandolari. La parete del tubulo al di sotto dello sbocco presenta tre tipi di cellule: cellule del colletto, cellule principali o adelomorfe, cellule di rivestimento o delomorfe e cellule endocrine (enterocromaffini). Le cellule indifferenziate, precedentemente nominate, sono localizzate nelle immediate vicinanze dello sbocco delle ghiandole, nella regione di confine tra tubuli ghiandolari ed epitelio del fondo delle fossette; il citoplasma è povero di organelli, il nucleo è posto nella parte media del corpo cellulare. Le cellule del colletto (poste nelle immediate vicinanze del collo delle ghiandole) sono caratterizzate da numerosi granuli di secreto (proteoglicani acidi) posti nella parte apicale della cellula; il nucleo si trova nel terzo basale. Le cellule adelomorfe sono alte, prismatiche, con il nucleo posto nella parte media del corpo cellulare; presentano nella parte basale il RER e il complesso di Golgi ben evidente, nella parte apicale granuli di secreto. Secernono pepsinogeno (precursore della pepsina) e rennina, una proteasi che digerisce le proteine del latte. Le cellule delomorfe hanno un collo assottigliato ed un corpo voluminoso che sporge alla superficie esterna del tubulo; sono ricche di mitocondri, RER e REL (Reticolo Endoplasmico Liscio); il complesso di Golgi è spesso localizzato tra il nucleo e la superficie della cellula volta verso la membrana basale. La membrana apicale continua direttamente in canalicoli intracellulari (capillari di secrezione intracellulari) che presentano alla loro superficie interna un gran numero di microvilli. Le cellule delomorfe riversano il loro prodotto di secrezione (HCl) entro questi canalicoli che quindi facilitano la secrezione, in quanto aumentano la superficie secernente. Si ritiene che il luogo di formazione dell’HCl sia la membrana plasmatica che delimita i canalicoli; il grande numero di mitocondri fornisce alla cellula l’energia necessaria per il trasporto attivo di ioni. Le cellule delomorfe secernono anche il fattore intrinseco, una glicoproteina capace di legare la vitamina B12 presente negli alimenti, rendendola assorbibile a livello dell’intestino tenue. Le cellule endocrine più numerose sono le enterocromaffini, che producono serotonina capace di stimolare la contrazione della muscolatura liscia. Sono ricche di granuli e presentano un apparato di Golgi ed un RER sviluppati. Altri tipi di cellule endocrine producono altri ormoni, per esempio la gastrina. Le ghiandole piloriche sono del tipo tubulare composto e secernono glicoproteine neutre; tra esse si trovano cellule endocrine del tipo G secernenti gastrina e enterocromaffini secernenti serotonina. La gastrina ha soprattutto la funzione di stimolare la secrezione di HCl da parte delle cellule delomorfe delle ghiandole gastriche propriamente dette. La muscolaris mucosae dello stomaco consiste di due strati, uno circolare (interno) ed uno longitudinale (esterno). La sua contrazione favorisce la fuoriuscita del secreto dai tubuli e dalle fossette. La tonaca sottomucosa aderisce intimamente alla mucosa e più lassamente alla muscolare, è costituita da tessuto connettivo lasso con fibre elastiche e cellule adipose. La tonaca muscolare è particolarmente spessa in tutta la parete dello stomaco. Tra lo strato longitudinale esterno e quello circolare interno si interpone uno strato di fibre oblique; queste sono poste alla superficie interna dello strato circolare e si aprono a ventaglio dall’incisura cardiale verso la grande curvatura. Nella regione pilorica è sviluppato lo strato circolare che, a livello del passaggio tra piloro e duodeno, forma lo sfintere pilorico che solleva le tonache sottomucosa e mucosa in un rilievo pseudovalvolare. La tonaca sierosa è data dal peritoneo costituito dal mesotelio e da uno strato sottomesoteliale di connettivo denso, uniti alla tonaca muscolare da una sottosierosa.
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Di salute (del 06/10/2007 @ 17:45:59, in Lettera S, visto n. 1102 volte)
Lo strutto (o sugna) è un grasso alimentare ricavato dalla fusione a vapore dei tessuti adiposi interni del maiale. È una pasta bianca, compatta e translucida; si differenzia dal lardo, ottenuto dal grasso del dorso dei suini e dal guanciale. Resiste bene al calore e per questo motivo viene utilizzato per la preparazione di alcune ricette particolari. In cucina si preferiscono altri grassi, ma lo strutto viene comunque impiegato dall’industria alimentare per la preparazione di molti prodotti da forno (grissini, pan carrè ecc.). INFO AL. - Carboidrati: 0; proteine: 0,3; grassi: 99; acqua: 0,5; calorie: 892.
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Di salute (del 06/10/2007 @ 17:46:44, in Lettera S, visto n. 839 volte)
Lo struzzo (Struthio camelus) ha fatto recentemente la sua comparsa sui banchi dei negozi alimentari italiani, dopo il successo ottenuto nel resto d’Europa. Bisogna dire che non è una novità assoluta: al tempo dell’imperatore Tiberio, la carne di struzzo era consumata a Roma (almeno dai più ricchi), come ci testimonia una ricetta di Apicio secondo il quale lo struzzo veniva brasato in salsa alla menta. La carne di struzzo ha sicuramente molti pregi. Innanzitutto ha un bell’aspetto, dal colore rosso vivo, inoltre è molto tenera e rapida da cuocere, si presta a molte preparazioni diverse e contiene pochi grassi, mentre il contenuto proteico è elevato. I tagli della carne di struzzo reperibili dal consumatore sono tre: il filetto, lo spezzatino e il macinato. Inoltre, dello struzzo si possono cucinare anche il cuore e il fegato, con ottimi risultati. INFO AL. - Calorie: 96 Carboidrati: 2,5; proteine: 21,4; grassi: 2; acqua: 74,1.
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Di salute (del 06/10/2007 @ 17:48:34, in Lettera S, visto n. 3682 volte)
La produzione di succhi di frutta è regolamentata da una serie di norme rigide, al fine di evitare frodi alimentari o la commercializzazione di alimenti non genuini. La legislazione italiana prevede la commercializzazione di quattro tipi di succhi di frutta: quelli semplici, ottenuti dal solo processo meccanico di spremitura, i succhi concentrati (concentrazione superiore al 50%) in cui una parte dell’acqua presente nel succo viene eliminata, i succhi disidratati, ridotti quindi in polvere e i nettari di frutta, ove al succo e alla polpa del frutto (in percentuale variabile dal 30% al 50%) viene aggiunto lo zucchero diluito in acqua. Nei casi di succhi di frutta lo zucchero aggiunto non può essere superiore a 100 g/litro, mentre nel nettare di frutta la percentuale di zucchero può salire fino a costituire un quinto del peso complessivo. Fa eccezione il succo di limone per il quale, data la natura aspra del frutto, è consentita l’aggiunta di zucchero fino a 200 g per litro. Anche la percentuale di frutta (succo o purea) è garantita per legge, e varia a seconda del frutto (da un minimo di 25% del ribes a un massimo di 50% delle mele). Tutti i vari tipi di succhi sono sottoposti a un processo di pastorizzazione, al fine di garantire la sterilizzazione ed evitare il fenomeno di fermentazione, un processo chimico che demolisce i carboidrati grazie all'opera di microrganismi detti fermenti (lieviti, muffe, batteri) che utilizzano materiale che sono in grado di attaccare per ottenere energia sufficiente alla loro vita, producendo alcol citrico e acetone. La frutta, per il suo elevato contenuto di amido e zuccheri, è particolarmente sensibile a questo processo chimico. La pastorizzazione, come molti processi termici, diminuisce il contenuto di vitamine che nei succhi è quindi decisamente inferiore a quello della frutta fresca. Nei succhi è vietata l’aggiunta di coloranti, mentre è ammessa quella dell’acido ascorbico (antiossidante), dell’acido citrico (fino a 5 g per litro), dell’acido lattico (fino a 5 g per litro), dell’acido malico (fino a 3 g per litro), oltre a carbonati di calcio e tartrati di potassio. Nel processo di filtraggio del succo sono consentiti anche l’uso di chiarificanti per rendere più limpido il succo, di aromi per esaltare il gusto e di anidride solforosa (usata come stabilizzante, esattamente come per il vino, in quantità non superiore a 10 mg per litro). Si deve osservare che l'apporto di zucchero aggiunto rende il prodotto inutilmente più appetibile della frutta fresca: in sostanza un prodotto meno ricco nutrizionalmente della frutta fresca, inutilmente più calorico e più appetibile.
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Di medicina (del 16/09/2007 @ 15:12:01, in Lettera S, visto n. 1641 volte)
Farmaci NomAntepsin, Citogel, Crafilm, Escudo, Gastogel, Ipagastril, Sucrager, Sucralfato, Sucralfin, Sucramal, Sucrate, Sucroril, Sugar, Sugast, Suril, Ulcrast, Zenodian. Indicazioni Trattamento dell'ulcera peptica e delle forme infiammatorie della mucosa gastrica. In corso di terapia con farmaci gastrolesivi (FANS, steroidi, ecc.) viene usato come gastroprotettivo. Controindicazioni Controindicato nei casi di ipersensibilità accertata verso i componenti del prodotto. Interazioni Sono conosciute interazioni con chinolonici, farmaci antinfiammatori non steroidei, idantoinici, ormoni tiroidei e penicillina
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Di salute (del 06/10/2007 @ 17:49:19, in Lettera S, visto n. 4359 volte)
Le salse e i sughi possono essere preparati o acquistati in comode confezioni già pronte. In entrambi i casi occorre notare che in genere modificano ampiamente le caratteristiche nutrizionali dei cibi cui si accompagnano. È pertanto importante conoscere gli ingredienti di base; infatti il contenuto calorico di una salsa dipende dai grassi presenti in essa: olio, burro e grassi animali (tuorlo d'uova, formaggio, salumi). Ved. anche Pasta. Bagna cauda - È un piatto tipico della cucina piemontese. Il nome è composto dai termini piemontesi bagna (salsa o sugo) e cauda (calda); questa salsa va infatti consumata caldissima. Gli ingredienti sono aglio (che viene immerso per un’ora nel latte per facilitarne la digestione), acciughe dissalate e diliscate a pezzetti e olio d’oliva. Il composto viene cotto a fuoco lento e, una volta pronto, viene portato caldo in tavola. I commensali dispongono di un pentolino (che manterrà calda la bagna cauda nel corso del pasto), in cui immergono ortaggi e verdure preparati in precedenza. Besciamella - La besciamella è una salsa che prende il nome dal suo inventore, Louis de Béchamel, cuoco di Luigi XV. Per la preparazione della besciamella si utilizzano una parte di burro, una parte di farina, dieci parti di latte, con aggiunta di sale e noce moscata, perciò è meno calorica rispetto ad altre preparazioni simili, come la maionese (100 g di besciamella danno 172 calorie circa, contro le 655 della maionese). Amatriciana - L’amatriciana è una salsa utilizzata come condimento per la pasta. È nata ad Amatrice (Rieti), dall’eredità di una salsa preesistente, la gricia, alla quale venne aggiunto il pomodoro; gli altri ingredienti sono il guanciale di suino, il peperoncino, l’olio, il sale e il pepe. Carbonara - L’origine di questa salsa per condire la pasta è controversa; alcuni la attribuiscono ai carbonari umbri nel diciannovesimo secolo, altri al nobile napoletano Ippolito Cavalcanti che ne pubblicò la ricetta in un suo libro. Gli ingredienti di questa celebre salsa sono il guanciale di suino, l’olio, le uova, il formaggio (pecorino o parmigiano). Pesto - Salsa tipica della cucina ligure, il pesto ha origini molto antiche. La prima “codifica” ufficiale risale al 1800, quando incontriamo un “battuto o sapore all’aglio”, la cui composizione è così definita: uno spicchio d’aglio, basilico, formaggio sardo e parmigiano, il tutto pestato con poco burro e infine diluito con olio. La preparazione odierna prevede l’utilizzo di sale grosso, pinoli, basilico, aglio, olio, pecorino e parmigiano grattugiati. È uno dei sughi più calorici. Ketchup - La salsa ketchup è una salsa piccante a base di passato di pomodoro, aceto, sale, zucchero e spezie (a volte viene utilizzato anche il peperoncino). Le prime ricette di ketchup risalgono alla fine del diciassettesimo secolo in Inghilterra (il nome era catchup e la ricetta ben diversa: acciughe, noci, funghi e fagioli). La ketchup attuale fu preparata per la prima volta a livello industriale da Heinz negli Stati Uniti, con la stessa ricetta utilizzata attualmente. Ragù - Il ragù (termine italiano derivato dal francese ragout) indica una serie di preparazioni simili utilizzate per condire paste e risotti. La varietà di ragù serviti sulle tavole italiane è molto grande e varia da regione a regione. Forse il ragù più conosciuto è quello preparato secondo la ricetta emiliana (carne di manzo macinata, prosciutto o salsiccia, olio, burro, cipolla, carote, sedano, pomodoro, sale e pepe), ma ne esistono moltissime altre, come il ragù lucano (maiale, pomodori pelati, pancetta, lardo, pecorino prezzemolo, aglio, vino rosso, sale, pepe, noce moscata), il ragù di castrato (castrato, grasso di maiale, cipolla, carote, pelati, olio d'oliva, vino rosso, peperoncino, pepe e rosmarino), il ragù d’agnello, il ragù alla napoletana (manzo, pancetta o grasso di prosciutto, cipolle, prezzemolo, burro o margarina, olio d'oliva, vino rosso, concentrato di pomodoro, sale).
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Di medicina (del 16/09/2007 @ 15:12:56, in Lettera S, visto n. 1814 volte)
Farmaci Imigran, Sumigrene. Indicazioni Trattamento dell'attacco acuto dell'emicrania con o senza aura e della cefalea a grappolo. Controindicazioni Controindicato nei soggetti con cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa e insufficienza epatica grave. Interazioni Sono conosciute interazioni con farmaci a base di ergotamina.
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