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Di seguito tutti i lemmi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.psico (del 07/08/2007 @ 10:31:58, in Lettera G, visto n. 960 volte)
Patologia dell’occhio caratterizzata da aumento della pressione endoculare, per ostacolo al deflusso dei liquidi fisiologici interni all’occhio. Produce alterazioni del campo visivo, con formazione di scotomi, fino alla totale perdita della vista e comporta anche alterazioni della pupilla. Il glaucoma è una delle patologie più pericolose tra quelle che colpiscono l'occhio, prevalentemente dopo i quarant'anni; ne esistono di varie forme, tra le quali la più diffusa è il glaucoma primario ad angolo aperto (un tempo indicato con il termine glaucoma cronico semplice). Risulta rilevante una componente genetica della patologia, per cui è possibile identificare persone a rischio tra coloro che hanno avuto familiari sofferenti della stessa patologia, oppure particolare razze (nera e caraibica). Inoltre costituiscono altri fattori a rischio l'ipertensione arteriosa e il diabete. Le varie forme di glaucoma sono accomunate dal loro principale effetto, ovvero il danneggiamento irreversibile della testa del nervo ottico (papilla ottica), che porta a cecità o a una perdita sostanziale delle capacità visive. Uno dei sintomi più significativi per la diagnosi delle forme più diffuse di glaucoma (ma non di tutte) è la presenza di ipertensione oculare: all'interno della cavità oculare è presente un liquido, l'umor acqueo, che viene dinamicamente prodotto e riassorbito. Se il meccanismo di equilibrio della quantità di umor acqueo si altera, con accumulo di liquido, la pressione interna aumenta, con effetto di compressione degli organi adiacenti, in particolar modo la testa del nervo ottico. I valori medi non patologici della pressione interoculare sono intorno a 16 mmHg, con un limite massimo di 21 mmHg. Il danneggiamento delle fibre del nervo ottico è un fenomeno progressivo e inizia con la perdita della visione ai margini del campo visivo. Tuttavia la patologia ha generalmente un andamento lento e inizialmente priva di sintomi rilevabili dal paziente. Per questo motivo è importante una diagnosi precoce con la misurazione della pressione interoculare (tonometria) e l'osservazione oftalmica dello stato della papilla ottica. Inoltre speciali strumentazioni al laser permettono di rilevare la perdita delle fibre nervose. Se la diagnosi è precoce e lo stato di degenerazione del nervo ottico non è già avanzato, la malattia si può curare con terapie mediche (colliri che riducono la pressione interoculare) o parachirurgiche (uso di laser) per controllare la progressione della malattia. Recentemente diversi studi (prevalentemente statunitensi), durati molti anni con centinaia di pazienti, hanno verificato che per arrestare la malattia è necessario abbassare il tono oculare, ma molto di più rispetto ai valori ritenuti sufficienti in passato: con un tono oculare normale di 20 mm Hg è spesso necessario scendere anche a 10 mm o anche meno. Per ottenere questo risultato si possono utilizzare colliri derivati dalle prostaglandine (latanoprost, bimaprost, travoprost) nettamente più ipotonizzanti rispetto ai prodotti precedenti. La terapia chirurgica (trabeculoctomia) è risolutiva nell'80% dei casi circa e consiste nel praticare un tunnel al di sotto della congiuntiva per favorire il deflusso dell'umor acqueo. La complicazioni più comuni dell'intervento sono l'insorgere della cataratta e la possibilità di recidiva, che rendono necessari controlli periodici anche dopo l'intervento. Esistono altre forme di glaucoma più rare: il glaucoma a pressione normale, in cui la pressione interoculare si mantiene al di sotto della soglia di 21 mmHg e le cui cause non sono state ancora ben evidenziate, e il glaucoma congenito, che si manifesta prima dei due anni d'età ed è dovuto a un difetto congenito della struttura interna dell'occhio che ostacola il deflusso dell'umor acqueo.
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Di Dr.ssa Maglioni (del 24/12/2010 @ 11:42:58, in Lettera G, visto n. 2189 volte)
La Scala di Glasgow, nota anche come Glasgow Coma Score (punteggio del coma di Glasgow) o scala GCS è utilizzata dai neurochirughi per valutare la gravità dei traumi cranici e monitorare l'evoluzione clinica dello stato di un paziente in coma. Si basa sulla somministrazione di tre tipi di stimoli e sulla valutazione delle risposte (oculare, verbale e motoria), si esprime con un numero che è la somma delle valutazioni di ogni singola funzione. Un punteggio compreso tra 13 e 15 è indicativo di trauma cranico lieve senza conseguenze, un punteggio inferiore è associato a prognosi progressivamente più gravi. Un punteggio uguale a 3 corrisponde al coma profondo.
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Di Dr.ssa Maglioni (del 24/12/2010 @ 11:35:07, in Lettera G, visto n. 722 volte)
È una grave e rara sindrome emorragica, a carattere autosomico recessivo, provocata da un difetto di aggregazione delle piastrine. La causa è un deficit o un difetto del complesso glicoproteico IIb-IIIa, in conseguenza del quale le piastrine non sono in grado di legare il fibrinogeno e non possono formare aggregati. Per questo si verificano emorragie frequenti, in alcuni pazienti si tratta di minimo sanguinamento, in altri le perdite di sangue sono spesso gravi e potenzialmente fatali. Le sedi dell'emorragia costanti, si verifica la porpora, l'epistassi, l'emorragia gengivale e la menoraggia; le emorragie gastrointestinali e l'ematuria sono meno comuni. Nella maggior parte dei casi i sintomi si manifestano subito dopo la nascita. La terapia comprende trattamenti emostatici locali e/o la somministrazione di dDAVP (desmopressina). Quando questi metodi sono inefficaci, o in previsione di un intervento chirurgico, la terapia consiste nella trasfusione di concentrati piastrinici HLA-compatibili. Una nuova alternativa terapeutica è la somministrazione del fattore VIIa ricombinante.
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Di Dr.ssa Maglioni (del 24/12/2010 @ 11:19:01, in Lettera G, visto n. 661 volte)
Porzione apicale del pene a livello della quale si apre il meato urinario, la parte terminale del sistema urinario. Ha forma bulbare semiconica ed è costituito da un rigonfiamento del corpo cavernoso, ricoperto più o meno completamente da cute, il prepuzio, non fissata alle parti sottostanti e perciò retrattile. La funzione del prepuzio è quella di proteggere la sensibile superficie del glande, schermandolo dagli agenti esterni. Il glande è separato dal pene dal solco balano-prepuziale, è costituito da una mucosa, fortemente vascolarizzata e ricca di innervzioni. La sua stimolazione attiva le vie del piacere.
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Di dr.AlisaManca (del 25/09/2007 @ 13:11:34, in Lettera G, visto n. 2633 volte)
sono i più comuni tumori del tratto gastroenterico,anche se rappresentano soltanto lo 0.2% della totalità. Hanno origine mesenchimale (non epiteliale) e tra i tumori di questa origine,rappresentano l’80% di essi. L’incidenza è maggiore in soggetti con età compresa tra i 40 e 60 anni e non c’è grossa differenza tra i due sessi. Solo recentemente sono stati considerati come una patologia a sé stante rispetto ai leiomiomi,leiomiosarcomi,tumori a cellule fusate con i quali,erroneamente,venivano classificati. Venivano,infatti,considerati come dei sarcomi; in realtà non lo sono perché presentano un comportamento differente da essi in quanto non rispondono alla chemioterapia. Sembrano originare dalle cellule di Cajal,che fanno parte del plesso neurale delle strutture intestinali; al microscopio ottico si evidenzia una commissione di elementi neuronali e miogeni. Ciò che rappresenta il criterio diagnostico per eccellenza è la positività del recettore c-Kit espresso nel 95% dei tumori di questo tipo. I GIST non derivano da una trasformazione maligna delle cellule di Cajal,ma probabilmente hanno un comune progenitore,cioè derivano da una stessa cellula staminale che si differenzia o in cellula di Cajal del plesso neuronale-enterico o in cellula che darà origine alla forma tumorale. Clinicamente sono spesso asintomatici,soprattutto se di piccole dimensioni e in fase precoce; divengono sintomatici quando sono molto estesi. Rispetto ad altri tumori che crescono invadendo il lume intestinale,dando stenosi o sanguinamento,i GIST che crescono nello spessore intestinale hanno un tipo di crescita che porta a dislocare le strutture adiacenti; quindi divengono sintomatici solo quando diventano di grosse dimensioni. I sintomi e i segni sono correlati alla localizzazione e alle dimensioni del tumore: vago senso di dolore addominale,emorragie del tratto gastroenterico,anemia,colo ponderale,addome acuto. Nel 50-50% l’origine è in sede gastrica,che è quella più frequente;nel 20-30% dei casi si localizzano a livello del tenue e del colon;nel 10% dei casi nel retto;nel 5% nell’esofago;nel 5% dei casi può originare dal retroperitoneo o dal mesentere. Ci sono due tipi istologici che si osservano più di frequente: 1) cellule fusate,nel 70% dei casi; 2)cellule epitelioidi,nel 30% dei casi; 3) di tipo misto. In questo tipo di tumore definiamo l’aggressività in base alle dimensioni e all’indice mitotico. Abbiamo parlato in precedenza di una spiccata positività per il recettore c-Kit;questo è un recettore tirosin-kinasico,transmembrana,che con la sua porzione fuori la membrana lega il ligando specifico,che in questo caso è il SCF (stem cell factor); ha anche una porzione intra-membrana e un dominio citoplasmatico. Quest’ultimo è la parte attiva del recettore:dopo il legame con il ligando,il recettore si omodimerizza e si attiva la funzione tirosinkinasica intracitoplasmatica che a sua volta attiva tutta una catena di eventi intracitoplasmatici fino alla trascrizione nel nucleo che controlla le funzioni di crescita di crescita cellulare. Il c-Kit è espresso non solo in questo tipo di tumore,ma anche in molti tessuti normali dove ha funzione regolatoria nell’ematopoiesi,melanogenesi,gametogenesi,sviluppo delle cellule di Cajal. L’attivazione di c-Kit è importante per la regolazione di numerosi funzioni cellulari quali:proliferazione,differenziazione,apoptosi,adesione/chemiotassi. Nei GIST il recettore è presente sempre mutato e questa mutazione fa si che il recettore si attivi indipendentemente dal ligando SCF. Questa attivazione,definita costitutiva,è continua. Vengono continuamente inviati segnali di trascrizione nucleare e di proliferazione cellulare,ma è bloccata l’apoptosi. Andiamo a vedere quali sono le indagini che si fanno per arrivare ad una stadiazione: TAC addominopelvica con o senza mezzo di contrasto; endoscopia; test di funzionalità epatica; analisi del sangue; 18FDG-PET,per il quali questo tumore presenta una spiccata captazione; quadro chirurgico. Importante è l’approccio chirurgico:è importante riuscire ad asportare completamente il tumore. Bisogna eliminare tutto il tumore ricoperto da una pseudocapsula. Questi tumori,essendo molto voluminosi presentano aree di necrosi che possono rompersi e dare sanguinamenti peritoneali. Sono tumori che recidivano frequentemente;solo il 10% dei pazienti rimane libero da malattia dopo terapia chirurgica. Per trattare la recidiva di questa neoplasia non resecabile,in pazienti c-Kit positivi,viene usato un farmaco che blocca il recettore c-Kit che si chiama gleevec. Il c-Kit,come abbiamo detto,si trova espresso un po’ in tutti i tessuti; è la dose somministrata che ci permette di andare ad agire dove c’è elevata proliferazione e di avere effetti trascurabili in altri tessuti.
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Di Dr.ssa Maglioni (del 23/12/2010 @ 17:19:14, in Lettera G, visto n. 1333 volte)
Detto anche patereccio, è un'infezione della piega della pelle che circonda l'unghia, di solito causata dallo stafilococco, a volte anche dallo streptococco. L'abitudine a tirare o mordere la pellicina ai lati delle unghie, ed anche il succhiamento del pollice o l'unghia incarnita favoriscono la penetrazione dei batteri. La terapia prevede impacchi caldo-umidi con garze sterili imbevute di acqua bollita tiepida da ripetere più volte al giorno fino a completa guarigione. Nel caso in cui con tale metodo la situazione non si risolva il medico provvede a prescrivere dei farmaci antibiotici.
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Di Dr.ssa Maglioni (del 23/12/2010 @ 17:11:21, in Lettera G, visto n. 721 volte)
Nome che indica 11 specie di piante perenni della famiglia delle Araliaceae. Il nome, che in cinese significa "simile all'uomo" (jen-shen) deriva dalla forma della sua radice che ricorda quella del corpo umano, con diramazioni che suggeriscono l'idea di braccia e gambe. Il suo impiego risale a migliaia di anni fa e numerose sono le sue virtù. Il ginseng deve la sua efficacia terapeutica a un gruppo di sostanze che vanno sotto il nome di "ginsenosidi". Secondo i suoi sostenitori il ginseng ha proprietà tonificanti, potenzia la memoria e le facoltà di apprendimento, aiuta il sistema immunitario e ci difende dallo stress . I detrattori del ginseng sostengono invece che i suoi effetti siono di modesta entità, e sottolineano gli effetti collaterali come insonnia, irritabilità ed irrequietezza.
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