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Di seguito tutti i lemmi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 15:43:56, in Lettera A, visto n. 658 volte)
L'antrace è un'infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis. Il contagio avviene per contatto o esposizione ad animali infetti, a tessuti di animali infetti o inalazione delle spore. E' una malattia che colpisce generalmente animali erbivori selvatici o domestici e può svilupparsi anche nell'uomo nonostante non sia stati mai registrati casi di trasmissione uomo a uomo. E' considearto un agente batteriologico molto pericoloso che potrebbe essere utilizzato a scopo bellico o terroristico. E' presente in tutto il mondo ed ha un'incidenza maggiore in America Centrale e Meridionale, Europa dell'Est, Africa, Caraibi e Medio Oriente. Chiamato anche Carbonchio, si manifesta con gli stessi sintomi di una influenza che peggiorano nel giro di qualche giorno portando a difficoltà respiratorie, shock e perdita di conoscenza. Può portare alla morte se non viene curata adeguatamente e generalmente la terapia prevede antibiotici come ciprofloxacina ed eritromicina.
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Di riccardo (del 02/02/2017 @ 10:42:16, in Lettera A, visto n. 514 volte)
In moltissime funzioni fisiologiche che si svolgono nel nostro corpo le cellule muoiono "in silenzio", senza provocare reazioni nè danni all'organismo: Il processo si definisce apoptosi ed è una vera e propria morte cellulare programmata in cui la soppressione delle funzioni vitali della cellula avvengono in stati successivi e ordinati e la cellula stessa viene eliminata senza diffusione di enzimi e fattori cellulari negli spazi connettivi, senza necrosi e senza causare infiammazione. L'apoptosi è un fenomeno che si verifica continuamente durante le fasi di rimaneggiamento degli organi, quando un organo sta sviluppandosi ed alcune sue zone devono essere riassorbite per lasciare spazio alle nuove. Avviene normalmente durante la maturazione linfocitaria nelle prime fasi di sviluppo dell'immunità, quando migliaia di cloni cellulari potenzialmente autoreattivi devono essere eliminati dall'organismo e vengono selezionati solo i linfociti che reagiranno verso gli antigeni estranei. Ma oltre ad una apoptosi fisiologica può essercene una di tipo patologico, quando le cellule di tessuti soggetti a stress ossidativi, o a reazioni autoimmuni o a fattori lesivi di altro tipo, innescano il processo di morte celulare programmata. Questa perdita non fisiologica di cellule può portare a vere patologie. Per esempio, può verificarsi un progressivo indebolimento del miocardio ed uno scompenso cardiaco congestizio, oppure può esserci una perdita di motoneuroni nel tessuto nervoso e si possono istaurare sindromi neurologiche con deficit motori, oppure la morte cellulare può interessare un organo ghiandolare e causare deficit di funzioni endocrine quale quella tiroidea, o pancreatica, o ipofisaria.
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Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:30:25, in Lettera A, visto n. 4807 volte)
L'apparato genitale femminile è costituito dalle ovaie, dalla tuba uterina, dall'utero, dalla vagina e dalla vulva. Nella donna le gonadi sono costituite dalle ovaie, che si trovano nella piccola pelvi e sono collegate all'utero. Dopo la pubertà sulle ovaie sono presenti, in diversi gradi di sviluppo, i follicoli oofori; generalmente l'ovulazione ha luogo in un follicolo alla volta (in caso contrario si ha l'ovulazione plurima). Durante lo sviluppo del follicolo ovarico si ha la formazione dell'uovo, dalla sua fase iniziale di oocito al momento in cui è in grado di essere fecondato e impiantato nella parete uterina. Inoltre le ovaie, mediante la produzione di follicolina e progesterone, regolano le fasi del ciclo mestruale. L'ovaio è collegato all'utero mediante le tube uterine (tube di Falloppio o salpingi) ed è avvolto dalle fimbrie. Fra ovaio e tube uterine non vi è una competa continuità. Infatti può accadere che l'uovo emesso non penetri nella tuba, ma ricada nella cavità addominale. Nel caso in cui l'uovo fosse stato fecondato, questo meccanismo potrebbe dare luogo a una gravidanza addominale (peraltro piuttosto rara). Le tube uterine hanno la funzione di dirigere l'uovo dall'ovaio verso l'utero, e gli spermatozoi dall'utero incontro all'uovo; esse aumentano di diametro mano a mano che si avvicinano all'utero. Questo organo, avvolto dal peritoneo, si trova nella pelvi ed è composto dal fondo (in cui si innestano le tube), dal corpo, appoggiato sulla vescia, e dal collo (che si trova presso il pavimento pelvico), su cui si inserisce la cupola vaginale. L'utero, pur restando nella sua sede, è un organo dotata di una sua mobilità ed è in grado di variare orientamento. Le pareti dell'utero hanno uno spessore notevolmente superiore rispetto a quelle delle tube, da cui derivano, soprattutto nell'area del miometrio. L'endometrio, che è il rivestimento interno di questo organo, subisce diverse variazioni durante il ciclo mestruale. La vagina è un condotto che costituisce l'ultimo tratto del canale genitale femminile, dall'utero ai genitali esterni, e riceve lo sperma al momento dell'accoppiamento. Ha una forma cilindrica appiattita, ed è formata da pareti che solitamente sono chiuse (si aprono in occasione del coito o del parto). Al suo interno si trova il collo dell'utero; la vagina sbocca mediante un orifizio (che può essere chiuso dall'imene) presso il vestibolo della vulva. La vulva è l'apertura esterna degli organi genitali femminili e si trova fra la sinfisi pubica e l'orifizio anale. È composta dal vestibolo della vagina, dal monte di Venere, dalle grandi labbra e dalle piccole labbra. Fra piccole e grandi labbra si trova il clitoride, un organo erettile; sotto la clitoride sbocca il meato urinario. La mucosa del vestibolo ospita alcune ghiandole, fra cui quelle di Bartolini.
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Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:29:57, in Lettera A, visto n. 8885 volte)
L'apparato genitale maschile è costituito dai testicoli (le gonadi, ossia gli organi che producono i gameti, cioè le cellule sessuali; in questo caso gli spermatozoi), dal canale genitale (rete testis), dalle vie spermatiche (epididimo, dotto deferente, vescicola seminale, dotto eiaculare, prostata, ghiandole bulbouretrali) e dai genitali esterni (pene, scroto, rivestimento del pene). I testicoli (o didimi) si trovano in posizione extraaddominale, sono avvolti dalla membrana vaginale del testicolo e sono contenuti nella borsa scrotale; contengono i tubuli seminiferi, in cui si trovano le cellule destinate alla produzione e al nutrimento degli spermatozoi. Lo spermatozoo, o spermio, deriva dalla trasformazione degli spermatidi, è in grado di muoversi, ha forma allungata ed è costituito da una testa che contiene il nucleo con i cromosomi e da una coda, il flagello. La spermatogenesi ha luogo nei testicoli, all'interno dei tubuli seminiferi; la prima fase consiste nella trasformazione degli spermatogoni (spermatozoi indifferenziati) in spermatociti, che a loro volta danno origine agli spermatidi. Infine gli spermatidi, dopo la formazione dell'acrosoma (una particolare struttura contenente enzimi in grado di aprire un varco nella cellula uovo) danno origine agli spermatozoi. Dopo la loro formazione, gli spermatozoi passano dai tubuli seminiferi all'epididimo, in cui ha luogo un'ulteriore fase, detta maturazione, favorita dalle secrezioni della mucosa dell'epididimo. I testicoli sono rivestiti da una tunica fibrosa che suddivide l'organo in circa 250 lobuli di forma conica. Ogni lobulo contiene da uno a tre tubuli seminiferi; questi tubuli, nel loro insieme formano la rete testis, dalla quale deriva un canale più grande che forma l'epididimo, da cui ha origine il dotto deferente. La spermatogenesi, come detto, ha luogo nei tubuli seminiferi; qui si trovano anche masse di cellule interstiziali (di Leydig), che hanno la funzione di produrre ormoni regolatori della comparsa dei caratteri sessuali secondari e dell'attività sessuale. L'epididimo è sostanzialmente un luogo di raccolta degli spermatozoi e produce una secrezione necessaria alla loro maturazione. Il dotto deferente conduce quindi il liquido seminale verso l'uretra e riceve anche il liquido proveniente dalle vescicole seminali. La prostata è un organo ghiandolare che avvolge la parte iniziale dell'uretra, in cui riversa le sue secrezioni durante l'eiaculazione. Il liquido prostatico è molto ricco di enzimi e acido citrico, e si ritiene che svolga un'attività stimolante per la motilità degli spermatozoi; durante l'eiaculazione, il liquido prostatico passa nell'uretra combinandosi con le secrezioni dei testicoli e delle vescichette seminali. Il pene è un organo erettile che contiene anche l'ultima parte dell'uretra; la sue dimensione varia secondo lo stato dei corpi cavernosi, che sono organi vascolari. Passando dalla fase flaccida a quella di erezione è in grado di effettuare la penetrazione durante il coito. È composto dalla radice, dal corpo e dal glande, che è ricoperto dal prepuzio, cui è connesso mediante il frenulo. All'apice del glande si trova il meato urinario, ossia lo sbocco finale dell'uretra.
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Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:30:50, in Lettera A, visto n. 1173 volte)
L'apparato nefrourinario è preposto alla produzione e all'eliminazione dell'urina; mediante l'urina l'organismo smaltisce gran parte delle sostanze dannose prodotte al suo interno. L'urina è prodotta dai reni ed è convogliata all'esterno del corpo attraverso le vie urinarie. Il rene svolge un'essenziale funzione di depurazione del sangue dalle sostanze nocive, ma regola anche il contenuto di acqua e sali del sangue stesso. I reni si trovano in posizione laterale rispetto alla colonna vertebrale, presso le ultime vertebre toraciche e le prime vertebre lombari; il rene sinistro ha una posizione di qualche centimetro più alta rispetto a quello destro. La struttura dei reni è composta da una zona periferica corticale, sottile e ricoperta da una capsula, e da una zona midollare strutturata in formazioni piramidali (le piramidi del Malpighi). L'unità fondamentale del rene è il nefrone; ciascun rene ne contiene più di un milione. I nefroni sono costituiti dal corpuscolo renale (glomerulo di Malpighi) e da un tubulo suddiviso in tre parti: il tubulo contorto prossimale, a fondo cieco, connesso alla rete capillare arteriosa del glomerulo; l'ansa di Henle costituita da due bracci rettilinei; il tubulo contorto distale, che prosegue nella parte iniziale del tubo collettore delle urine. Questi collettori sfociano all'apice delle piramidi del Malpighi. All'interno dei nefroni ha luogo la trasformazione del filtrato glomerulare in urina. I glomeruli sono rivestiti dalla capsula di Bowmann, che raccoglie la preurina, prodotta dal glomerulo attraverso la filtrazione del sangue. Lungo il tubulo renale hanno luogo processi successivi di filtrazione e assorbimento. La parte apicale delle piramidi del Malpighi è avvolta da una struttura a forma di calice, che raccoglie il contenuto dei dotti e lo trasporta all'interno del bacinetto renale (pelvi). Dalla pelvi parte l'uretere, un canale con parete munita di fibre muscolari rivestita di mucosa; l'uretere scorre lungo i lati della colonna vertebrale e sfocia nella vescica, un organo cavo che si trova nella regione corrispondente all'ombelico, ed è ancorata al pavimento pelvico e alla parete addominale. Le pareti della vescica sono costituite da fibre muscolari che, distendendosi, permettono l'accumulo dell'urina. Quando la vescica si contrae grazie all'azione del muscolo detrusore, l'urina viene escreta. In una posizione inferiore rispetto all'ingresso degli ureteri si trova l'uretra, che conduce l'urina fuori dalla vescica. Nell'organismo femminile l'uretra è più corta e si apre nella zona anteriore del vestibolo vaginale, dietro la clitoride. Nell'organismo maschile invece è più lunga; attraversa prima la prostata (in cui si trova lo sbocco dei dotti eiaculatori, che trasportano il liquido seminale), quindi il pene (uretra peniena). L'uretra è anche munita di uno sfintere muscolare interno di tessuto striato e di uno sfintere esterno di tessuto liscio. Lo sfintere nella donna si trova nell'area pelvica, nell'uomo presso la prostata.
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Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 14:30:26, in Lettera A, visto n. 1104 volte)
L'appendicite è una malattia infiammatoria acuta, cronica o ricorrente, che interessa l'appendice cecale (un diverticolo cavo lungo circa 1 cm che si trova nell'intestino ceco, sotto la valvola ileo-cecale). L'appendice, poiché è di piccolo diametro ed è ricca di tessuto linfatico, può ostruirsi con una certa facilità ed essere invasa dai batteri presenti nell'intestino, con conseguente formazione di ulcere. Questa patologia colpisce più frequentemente soggetti di sesso maschile, di età compresa fra i 10 e i 30 anni, soprattutto nei paesi industrializzati. I sintomi iniziali sono dolore addominale e malessere non localizzati, mentre con l'aggravarsi della patologia il dolore diviene più intenso e localizzato nel quadrante inferiore destro dell'addome, accompagnato da febbre, nausea, vomito, diarrea o stitichezza. Se non si interviene per tempo, nei casi più gravi l'addome si contrae e si può arrivare anche a uno stato di shock. L'appendicite acuta si distingue in varie forme. Quella catarrale presenta un organo integro, ma arrossato e gonfio; se l'infiammazione non guarisce può evolvere verso l'appendicite flemmonosa. In questo caso vi è la formazione di pus e la sua diffusione nei tessuti circostanti, con il rischio di causare una peritonite. La forma più grave di appendicite acuta è la gangrenosa, caratterizzata da necrosi e ingrossamento dell'appendice, che può perforarsi e provocare una peritonite acuta diffusa. Le appendiciti cronica e ricorrente danno origine a sintomi meno chiari e più difficilmente classificabili. Le forme meno gravi possono essere affrontate con una dieta appropriata e una terapia antibatterica. Per le forme acute (ma anche per quelle meno gravi, ma che non guariscono con terapie antibatteriche) la terapia prevista è quella chirurgica, con asportazione dell'appendice cecale. Nei casi più gravi si deve intervenire con una terapia antibiotica alcuni giorni prima di effettuare l'intervento. I farmaci antidolorifici e antispastici sono sconsigliati, perché possono ostacolare una diagnosi precisa.
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Di salute (del 12/12/2016 @ 17:51:09, in Lettera A, visto n. 628 volte)
La cisti aracnoidea è un’anomalie congenita che si forma durante lo sviluppo per un’alterata separazione della membrana aracnoidea.
Sono situate in uno sdoppiamento dell'aracnoide (membrana che avvolge il Sistema Nervoso Centrale) e contengono liquor limpido. Le più comuni localizzazioni sono nella fossa media, vicino al lobo temporale, o in sede soprasellare, vicino al terzo ventricolo. Comunque, le cisti possono formarsi in tutto lo spazio del compartimento intracranico, inclusa la fossa cranica posteriore.

Il contenuto della cisti è un liquido limpido, di composizione chimica simile a quella del liquor. L’aumento volumetrico nel tempo della c. a. può dipendere dalla differenza tra le concentrazioni di sodio o proteine del liquido cistico e quelle del liquor, o da un meccanismo idrodinamico a valvola (penetrazione di liquor nella cisti supportata dalle pulsazioni dei vasi arteriosi); in alcuni casi le cellule aracnoidee della parete cistica hanno capacità secretorie.

Le c. a. acquisite, molto più rare, solitamente sono conseguenti a interventi chirurgici, traumi, tumori, episodi di emorragia subaracnoidea o esiti di encefaliti (nell’infanzia). La loro patogenesi riconosce il sequestro di una certa quantità di liquor a causa di una cicatrice gliale; si accrescono in modo simile alle congenite. Le c. a. sono molto spesso asintomatiche e ben tollerate, e si manifestano clinicamente se crescono di dimensioni o se sono sede di complicanze: rottura della cisti, emorragia intracistica che crei rapidamente effetto massa o un ematoma sottodurale. I segni focali (dipendenti cioè dalla localizzazione) sono da compressione delle aree nervose adiacenti.
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Di filocell


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