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Di seguito tutti i lemmi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 19/11/2013 @ 17:17:26, in Lettera O, visto n. 4176 volte)
Infezione da funghi del meato acustico esterno. E' una dermatite che colpisce il condotto uditivo in genere da un solo lato, causata da funghi di vario tipo (Aspergillus niger, Candida albicans, ecc...). L'infiammazione genera prurito, ipoacusia, dolore e tensione. La malattia ha un decorso di alcuni mesi. La terapia è medica e si basa su farmaci applicati localmente dal paziente o mediante medicazioni eseguite dallo specialista. E' una affezione benigna e guarisce quasi sempre senza postumi, anche se può recidivare con estrema facilità. L’otomicosi può essere favorita da un’immunodepressione, da un clima di tipo tropicale, da traumi del condotto uditivo esterno, dall’applicazione di antibiotici o di corticosteroidi. La diagnosi si basa prima di tutto sull’esame obiettivo e gli esami micobatteriologici sono realizzati solo in caso di dubbio diagnostico. Il trattamento dell’otomicosi abitualmente è locale e si basa sull’applicazione di antifungini, di tipo polienico o imidazolico e deve durare almeno 2 settimane. Nella maggior parte dei casi, l’otomicosi rimane un’otite comune, che guarisce solamente con un trattamento adeguato. È necessario, tuttavia, saper individuare le forme complicate o estese che richiedono un trattamento sistemico urgente e prolungato. Le localizzazioni a livello del padiglione (dermatomicosi) si avvicinano di più alle micosi cutanee che alle otomicosi e, il più delle volte, sono indirizzate verso un trattamento dermatologico. L’otomicosi è una patologia relativamente frequente, riscontrata prevalentemente durante il periodo estivo. La sua prevalenza rappresenterebbe dal 5 al 10% dell’insieme delle otiti esterne. I fattori che favoriscono la comparsa di otomicosi sono quelli abitualmente osservati in caso di infezioni fungine: clima tropicale, immunodepressione, traumatismi locali e chirurgici, applicazione di antibiotici o di corticosteroidi in situ... Gli agenti patogeni (lieviti, filamenti miceliali cheratinofili) maggiormente riscontrati sono Candida albicans e Aspergillus. La diagnosi di otomicosi si basa innanzitutto sull’esame otoscopico e la sua sintomatologia clinica è simile a quella dell’otite esterna batterica. Tuttavia, la diagnosi può essere particolarmente difficoltosa, soprattutto in caso di sovrainfezione. Il suo trattamento è innanzitutto locale, basato sull’applicazione di antifungini, di tipo polienico (spettro stretto) o imidazolico (ampio spettro). Nella maggior parte dei casi, l’otomicosi guarisce solamente con un trattamento adeguato. È necessario, tuttavia, saper individuare le otomicosi gravi o estese la cui diagnosi può essere più difficile. Queste forme si presentano soprattutto in soggetti immunodepressi. Esse richiedono un trattamento medico urgente per via sistemica e, talvolta, il trattamento chirurgico.
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Di riccardo (del 15/06/2015 @ 14:17:35, in Lettera O, visto n. 1442 volte)
In medicina,è localizzazione auricolare dell’infestazione da larve di ditteri, favorita da precedenti affezioni dell’orecchio. E'causa di otite acuta accompagnata da intensa sintomatologia dolorosa e a volte è caratterizzata da complicazioni assai gravi, a causa dell' invasione dell’orecchio medio, della mastoide, dei seni venosi e delle meningi.
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Di riccardo (del 19/11/2013 @ 17:15:13, in Lettera O, visto n. 541 volte)
Detti anche otoconi, sono cristalli di carbonato di calcio che ricoprono la membrana otolitica, sostanza gelatinosa in cui sono immersi il chinociglio e le stereociglia dell'utricolo e del sacculo. Gli spostamenti degli otoliti (che sono relativamente pesanti), conseguenti alle modificazioni della posizione della testa e alle accelerazioni lineari, stimolano le cellule ciliate che fanno sinapsi con le terminazioni nervose determinando le sensazioni statiche e di equilibrio. Per cause ancor oggi in parte ignote, in parte conosciute, gli otoliti possono a volte staccarsi e viaggiare nei canali semicircolari, dando luogo ad una patologia vertiginosa detta vertigine parossistica posizionale benigna, nota anche con i nomi di cupololitiasi (se gli otoliti vanno a localizzarsi sulla cupola) o canalolitiasi (gli otoliti si trovano liberi nell’endolinfa, condizione più frequente).
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Di riccardo (del 19/11/2013 @ 17:14:19, in Lettera O, visto n. 506 volte)
Ematoma del padiglione auricolare di solito localizzato nella metà superiore, tra pericondrio e cartilagine. Può essere, raramente, spontaneo, in soggetti denutriti o con labilità vascolare o diatesi emorragica; più di frequente è dovuto a un trauma del padiglione a direzione tangenziale. È frequente in pugili, lottatori, e in chi carica pesi sulle spalle con manovre dal basso in alto e da destra verso sinistra (o viceversa). La terapia consiste nella puntura evacuativa con fasciatura compressiva e, se l'otoematoma si riforma, nell'incisione curvilinea; tali pratiche vanno accompagnate da adeguata copertura antibiotica.
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Di riccardo (del 19/11/2013 @ 17:13:37, in Lettera O, visto n. 451 volte)
Dolore dell'orecchio causato da una lesione auricolare. L'otodinìa può essere provocata, in caso di foruncolo del condotto, o spontanea, in corso di otite media acuta; può essere superficiale o profonda, e avere carattere parossistico, continuo, intermittente o pulsante; infine, può restare circoscritta all'orecchio o irradiarsi a cranio, nuca e collo.
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Di riccardo (del 19/11/2013 @ 17:12:26, in Lettera O, visto n. 524 volte)
Sinonimo di otoliti.
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Di salute (del 30/03/2009 @ 14:02:26, in Lettera O, visto n. 12844 volte)
L'otite colpisce molti bambini e adulti, specie nella stagione più fredda. Le conseguenze di un'infiammazione all'orecchio mal curata possono essere serie, specialmente se non si è più giovanissimi: ecco allora che la fitoterapia può dare una mano sia in termini di opportunità terapeutiche che di prevenzione. Il mal d'orecchio, detto anche otalgia o otodinia, segnala un problema all'orecchio esterno e medio: quest'ultimo è spesso attaccato da processi infiammatori e catarrali, che portano a infezioni più gravi di quelle dell'orecchio esterno. A seconda della sua durata l'otite può essere acuta o cronica. Un'otite comune nei bambini è quella media secretiva o effusiva, che comporta nell’orecchio medio un versamento, il quale compare di solito dopo un’otite media acuta non completamente risolta o all’ostruzione della tuba di Eustachio. Il versamento può essere sterile, ma generalmente contiene batteri patogeni (1). L’otite media acuta (oMa) è un’infezione batterica o virale a carico dell’orecchio medio, generalmente secondaria a irS (infezioni respiratorie Superiori). anche se si può verificare a qualsiasi età, è più frequente in età pediatrica(1): «entro il terzo anno di età, quasi tutti i bambini presentano almeno un episodio e circa il 50% soffre poi di recidive.» (2). Tale patologia si manifesta per lo più nelle stagioni invernale e primaverile. Rappresenta di solito la conseguenza di un’infiammazione, spesso di origine virale, a carico delle vie respiratorie. I microrganismi che migrano dal rinofaringe all’orecchio medio attraverso la mucosa della tuba di Eustachio sono in grado di causare edema della tuba uditiva e accumulo di essudato e muco. Nel bambino piccolo la propagazione è spesso favorita da uno scarso e inadeguato drenaggio del naso e delle cavità nasali: «… la cassa del timpano comunica ampiamente con il rinofaringe tramite la tuba di Eustachio che, nel bambino è larga, beante e ha un tragitto più orizzontale che nell’adulto» [3]. Altri fattori favorenti sono rappresentati da: iperplasia del tessuto adenoideo, immaturità del sistema immunitario (maggiore sensibilità alle infezioni), presenza di un terreno allergico, ecc. L’esposizione a fumo passivo è considerata un fattore di rischio, così come l’inquinamento. L’accumulo delle secrezioni nell’orecchio medio può andare rapidamente incontro a sovrainfezione batterica (Streptococcus pneumoniae (29,8%), Haemophilus influezae (20,9%), Moraxella catarrali (11,7%) ecc.). Generalmente la causa scatenante dell’otite è un raffreddore, e in questo caso si parla di otite virale, che rappresenta la forma più comune. Le otiti virali sono in genere complicate dalla sovrapposizione secondaria di uno di questi batteri. Il quadro clinico è caratterizzato da otalgia, senso di pressione uditiva e riduzione temporanea dell’udito. Le effusioni catarrali, infatti, sostituiscono l’aria contenuta nell’orecchio medio e interferiscono con i meccanismi di trasmissione del suono all’orecchio interno. Spesso è presente febbre: all’esame otoscopico la membrana timpanica si mostra iperemica, opacata e può presentare bolle, appare talora retratta o estroflessa (segni di versamento nell’orecchio medio) con rischio di rottura e otorrea. (1). Nell’adulto l’otite media secretiva può essere dovuta a: patologia nasale (deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, poliposi nasale ecc.) e sinusitica; presenza di un terreno immunitario locale deficitario, allergia, barotraumi ecc. e il quadro clinico è simile a quello che si manifesta nel bambino. Dovrà comunque sempre essere esclusa la possibilità che tale quadro rappresenti il sintomo di malattie più gravi che bloccano la pervietà della tuba di Eustachio (fibromi, neoplasie): si rendono necessari pertanto indagini diagnostiche più approfondite. Le forme torpide, asteniche, infine, possono incontrarsi nell’anziano e nel diabetico. (4) Antibiotici e vigile attesa in caso di otite media acuta (oMa) È opportuno intervenire con terapia antibiotica quando la sintomatologia non si risolve nell’arco delle 48-72 ore. La terapia antibiotica è generalmente indicata per alleviare i sintomi, affrettare la risoluzione dell’infezione e ridurre tanto il rischio di complicanze infettive labirintiche e intracraniche quanto il danno della funzione uditiva dell’orecchio medio (1). Numerose infiammazioni che colpiscono l’orecchio sono, però, di origine virale e l’80% circa di queste ha una durata molto breve, con risoluzione spontanea del dolore e degli altri sintomi nell’arco di 48-72 ore. Generalmente, infatti, il quadro si risolve spontaneamente nella maggior parte dei casi (80-90%) ed è per questo motivo che di norma si preferisce aspettare due tre giorni, adottando un atteggiamento di vigile attesa, prima di prescrivere antibiotici. Un loro impiego eccessivo può determinare infatti antibioticoresistenza e può impedire una maturazione adeguata del sistema immunitario, uno dei fattori che sono alla base dell’aumento nel numero di persone affette da allergia e asma. Uno studio effettuato su 315 bambini (età 6 mesi – 10 anni) ha indicato come «fattibile e accettabile» l’attendere tre giorni prima di utilizzare gli antibiotici in caso di otite media acuta in quanto, se lo stato generale del bambino lo consente, è possibile attuare una strategia di trattamento differenziato. Tale strategia ha permesso, ad esempio, una riduzione del 76% nell’impiego degli antibiotici nei casi studiati (5). Ovviamente di fronte a un quadro di oMa suppurata si impone l’antibioticoterapia. L’otite acuta, se ben trattata, guarisce quasi sempre senza danni all’orecchio. Se non viene curata adeguatamente può evolvere in otite cronica. Si parla di otite media cronica quando è presente perforazione permanente della membrana timpanica con o senza alterazioni permanenti dell’orecchio medio. L’otite media cronica può derivare da un’otite media acuta, dall’ostruzione della tuba di Eustachio, da un trauma meccanico ecc. (1). Nell’otite cronica il processo infiammatorio è superiore ai tre mesi o le recidive sono frequenti (>3, in 6 mesi). L’otite cronica, che mette a rischio la funzione auditiva, si può instaurare sia come conseguenza di una condotta terapeutica non adeguata o non tempestiva, sia a causa della gravità del processo acuto o della presenza di condizioni favorenti generali (diabete) o locali (adenoiditi, rinofaringiti recidivanti, deviazioni del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, allergie). Generalmente il paziente non accusa dolore, riferisce soltanto una perdita uditiva (ipoacusia di trasmissione).La comparsa di otodinia si verifica saltuariamente in fase di riacutizzazione del processo otitico cronico (6).
Bibliografia 1. Beers, M.H., porter, r.S.The Merck Manual eighteenth edition edizione italiana, Springer italia, 2008 2. Nannei p., Viganò G., Omeopatia pediatrica, Casa editrice ambrosiana, Milano 2006 3. Campanini enrica, Fitopediatria, tecniche Nuove, Milano 2005 4. http://www.orl.it 5. Little p, Gould C, Williamson i, Moore M, Warner G, Dunleavey J. Pragmatic randomised controlled trial of two prescribing strategies for childhood acute otitis media. BMJ. 2001 Feb 10;322(7282):336-342.
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