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Di seguito tutti i lemmi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 04/02/2014 @ 17:29:09, in Lettera P, visto n. 1076 volte)
Malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, niacina (vitamina PP), o di triptofano, amminoacido necessario per la sua sintesi. Poichè la vitamina PP è presente in genere nei prodotti freschi come latte, verdure e cereali, è frequente nelle popolazioni che si nutrono con alimenti poveri di niacina e di triptofano che si sviluppi la pellagra. Colpisce principalmente persone affette da un sistema alimentare fortemente squilibrato, fattori concorrenti sono stati disturbi gastrointestinali o alcolismo cronico, che pure interferiscono con l'assorbimento e l'assimilazione della vitamina. Anche alterazioni del metabolismo proteico possono causare la pellagra, come nel caso della sindrome carcinoide nella quale viene prodotta in eccesso serotonina, utilizzando fino al 70% del triptofano disponibile e causando quindi carenza di triptofano. A livello sintomatico La pellagra è responsabile di un quadro clinico detto "delle tre D": demenza, dermatite e diarrea. La pellagra comporta lesioni della pelle (soprattutto nelle zone esposte alla luce come desquamazione, eritema, cheratosi), diarrea, infiammazione della lingua e della bocca, irritabilità, confusione mentale, demenza, perdita di appetito e di peso, depressione e ansia. Particolare rilievo hanno i sintomi neurologici, che si manifestano inizialmente come una sindrome polinevritica con disturbi principalmente sensoriali. Risultano essere associati frequenti disturbi psichici (confusione e deterioramento intellettivo) e cutanei (eritemi ed eruzioni bollose). I sintomi della pellagra subclinica possono essere erroneamente interpretati come sintomi di una malattia mentale. Possibili complicanze della malattia possono essere identificate in lesioni a carico del sistema nervoso centrale (in particolare midollo spinale e tronco encefalico) con conseguenti quadri associati di ipertonia, nistagmo e sindrome piramidale. La pellagra deve essere distinta dalle patologie di origine genetica che determinano alterazioni nell'assorbimento intestinale o nel riassorbimento renale degli aminoacidi, come la malattia di Hartnup. In questo caso, il riscontro di aminoacidi nelle urine orienta verso una malattia genetica. Se non curato, questo disturbo può portare alla morte nel giro di pochi anni. La terapia consiste nella somministrazione di vitamina PP ad alte dosi per 14 giorni, quindi a dosi di mantenimento, e nel trattamento dello stato di malnutrizione con una dieta alimentare equilibrata.
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Di riccardo (del 02/01/2014 @ 12:50:55, in Lettera P, visto n. 497 volte)
Farmaco chemioterapico, appartenente alla famiglia dei fluorochinoloni, con azione antibatterica ad ampio spettro, impiegato in caso di gravi infezioni genitourinarie, epatobiliari, addominali, respiratorie, nelle meningiti e nella setticemia. Si deve usare in pazienti di età superiore ai 18 anni in quanto, come tutti gli antibiotici di questa famiglia, si accumula in modo irreversibile nelle cartilagini articolari.
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Di dr.ssa Anna Carderi (del 19/12/2013 @ 14:31:39, in Lettera P, visto n. 556 volte)
Tecnica dermo-estetica, usata in dermatologia per ottenere, attraverso una rigenerazione della pelle, l'eliminazione di piccole cicatrici di acne e varicella, di verruche piane giovanili, di discheratosi, di ispessimento patologico dello strato corneo della cute (ipercheratosi), di corni cutanei. Il peeling chimico si avvale di preparati chimici e, in modo particolare, di resorcina (antisettico appartenente alla classe dei difenoli), che, applicata a diverse concentrazioni sotto forma di pasta o pomata, ha un effetto esfoliante. Il peeling fisico prevede l'applicazione di radiazioni ultraviolette e l'asportazione meccanica degli strati cutanei più superficiali. Secondo la classificazione di Rubin i peeling chimici si suddividono in: - molto superficiali (assottigliamento o rimozione dello strato corneo) - superficiali (necrosi di una parte o di tutta l'epidermide fino allo strato basale) - medi (necrosi dell'epidermide e di una parte o di tutto il derma papillare) - profondi (necrosi dell'epidermide fino al derma reticolare) A livello dell'epidermide il peeling, diminuendo le coesione o lisando i cheratinociti: - rimuove lo strato corneo della cute e il tappo cheratinico dei comedoni - aumenta il turnover cellulare con relativa esfoliazione - inibisce l'attività delle ghiandole sebacee In base alla profondità di penetrazione, la sostanza chimica adoperata può coagulare la struttura proteica delle cellule (frosting) A livello del derma il peeling: -esercita un effetto irritante con conseguente eritema ed edema -stimola i fibroblasti a produrre glicoproteine e nuovo collagene, con ristrutturazione della componente fibrosa del derma Gli agenti chimici maggiormente utilizzati sono: acido glicolico acido mandelico acido piruvico acido salicilico acido tricloroacetico fenolo resorcinolo Le principali indicazioni al trattamento con peeling chimici sono: invecchiamento cutaneo discromie acne in fase attiva o cicatriziale acne rosacea iperseborrea
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Di dr.ssa Anna Carderi (del 19/12/2013 @ 14:21:16, in Lettera P, visto n. 667 volte)
In ambito psichiatrico la pedofilia è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale per soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale. Il limite di riferimento di età varia da persona a persona (poiché ogni individuo raggiunge la maturità sessuale in tempi diversi), ma oscilla generalmente tra gli 11 e 13 anni. La psichiatria e la criminologia distinguono i pedofili dai child molester (molestatori o persone che abusano di bambini) poichè le due categorie non sono sempre coincidenti. La pedofilia è una preferenza sessuale dell'individuo o un disturbo psichico. La pedofilia definisce l'orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo. Vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia. L'attrazione sessuale - in qualche misura - verso i bambini non è sufficiente per la diagnosi di pedofilia. Il Manuale Diagnostico DSM IV-TR definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l'oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi. Non si considera pedofilia il caso in cui la differenza di età tra gli individui sia minore di circa 7 anni. Non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 12 anni circa, purché abbiano già raggiunto lo sviluppo puberale: l'attrazione per gli adolescenti è definita con i termini poco usati efebofilia e ninfofilia o «sindrome di Lolita». Il criterio psichiatrico DSM prevede diverse specificazioni, la pedofilia può essere: di Tipo Esclusivo (attratto solo da bambini/e) oppure di Tipo Non Esclusivo (persona attratta anche da persone adulte); di Tipo Differenziato (attrazione solo per uno dei due sessi) oppure di Tipo Indifferenziato. L'attrazione per bambini maschi risulta mediamente più resistente fra i child molester: il tasso di recidiva dei soggetti attratti da bambini è circa doppio di quelli attratti da bambine. Tali aspetti sono anche meglio dettagliati nell'ambito della psicopatologia sessuale dei Sexual Offender, vale a dire di quella categoria di persone che a motivo della loro compulsività sessuale rientrano nelle casistiche giudiziarie e attuano comportamenti che vengono riconosciuti come penalmente rilevanti. Il Tipo Indifferenziato inoltre sembra essere mediamente più grave del Tipo Differenziato. Vi è inoltre una forma di pedofilia limitata all'incesto (interesse rivolto solo a figli/e o a fratelli/sorelle). La diffusione dei reati di pedofilia è considerata elevatissima. Il 10-30% circa dei bambini subisce molestie sessuali entro i 18 anni. L'attrazione del pedofilo può essere rivolta sia verso i bambini sia verso le bambine, ma sembra che queste ultime siano le vittime più frequenti (88%). Sino a oggi le condanne per pedofilia hanno riguardato solo 40 casi su 4000. Secondo i dati raccolti da Telefono Azzurro e pubblicati nel Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza, quasi il 60% degli abusi su minori avviene in famiglia. Nel panorama internazionale emerge che in Francia e in Inghilterra i minorenni vittime di abuso sessuale sono molto più numerosi, ma ciò che preoccupa in Italia è il "sommerso": è probabile, infatti, che alcune situazioni di abuso non arrivino alla denuncia. Occorre a tal riguardo tener sempre ben chiaro a mente che, secondo le disposizioni di legge attualmente vigenti in Italia, l'intrattenere da parte d'un adulto un qualsiasi tipo di contatto intimo con minori di 14 anni è severamente proibito[4] anche fosse consenziente; l'età minima a 13 anni riguarda invece esclusivamente i rapporti sessuali tra coetanei: 14 anni è inoltre anche l'età richiesta per le relazioni omosessuali. L'età può salire anche fino a 18 però quando l'adulto ha una posizione di autorevolezza o potere sul minore (e che abusi di ciò), un insegnante ad esempio (Vedi sotto in sezione "Aspetti normativi"). Nel caso in cui gli atti sessuali avvengano consenzientemente in cambio di denaro o altra utilità economica con un minore di 18 anni si ha il reato di Prostituzione minorile (Art. 600-bis, comma 2 c.p.).
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Di riccardo (del 19/12/2013 @ 14:18:55, in Lettera P, visto n. 480 volte)
Muscolo estensore breve delle prime quattro dita del piede; appiattito e sottile, si trova nella regione dorsale dell'estremità inferiore.
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Di riccardo (del 19/12/2013 @ 14:16:57, in Lettera P, visto n. 622 volte)
Arteria derivante dall'arteria tibiale anteriore e provvede all'irrorazione del piede. La palpazione dell'arteria pedidia permette di apprezzarne la pulsatilità: la scomparsa del polso pedidio è un segno importante da ricercare nel sospetto di patologie vascolari ostruttive.
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Di salute (del 25/06/2007 @ 11:50:23, in Lettera P, visto n. 23813 volte)
E’ una parassitosi causata da un insetto (piattola), il Phtirus pubis, appartenente all’ordine Anoplura, famiglia Pediculidae, differente da quelli che causano le pediculosi del cuoio capelluto e del corpo. Vive esclusivamente sull’uomo, nutrendosi in maniera quasi continua di sangue grazie al particolare apparato buccale dotato di un rostro retrattile, munito di denti. Piccolo e rotondo (il maschio è lungo 1 mm, femmina 1.5 mm) ha tre paia di zampe: la presenza di grossi artigli al 2° e 3° paio di zampe gli permette di aggrapparsi ai peli dell’ospite, nelle pause di riposo. Peli non solo pubici, ma anche del perineo, delle cosce, dell’addome, delle ascelle, delle ciglia e delle sopracciglia. Le ciglia sono l’habitat più naturale nel bambino, in quanto è privo della pelosità pubica: il contagio, in questo caso, più spesso è materno. La femmina produce circa 25 uova che vengono depositate alla base dei peli ai quali sono adese grazie a materiale chitinoso da essa prodotto: il loro colore è bruno-chiaro. Nell’arco di sette giorni esse si schiudono e dopo tre mute l’insetto raggiunge lo stato adulto. Vive circa un mese. Poiché la piattola non abbandona l’ospite essendo poco mobile, la trasmissione della malattia avviene attraverso stretto contatto fisico e per questo è inclusa nell’elenco delle malattie trasmesse sessualmente: il rischio di acquisirla dopo un rapporto sessuale è di circa il 95%. Meno probabile acquisirla attraverso biancheria o vestiti. La presenza della pediculosi è svelata dall’intenso prurito, notturno soprattutto, localizzato all’area pubica. L’esame obiettivo svela la presenza delle piattole e delle lendini adese ai peli; sugli indumenti intimi è possibile osservare macchiette puntiformi color ruggine (feci del pidocchio) o rosse (sangue). Meno comunemente si trovano le cosiddette macule cerulee (chiazze lenticolari grigio-bluastre di 1-3 mm di diametro) sull’addome, sulle natiche, sulle cosce, dovute all’azione della puntura del parassita. La terapia si basa sull’uso di sostanze topiche da applicarsi il 1° e 8° giorno nelle zone interessate dall’infestazione. Analogamente va trattato il partner sessuale ed i familiari che fossero parassitari. Non è necessario radere i peli. Dal momento che la malattia viene comunemente trasmessa per via sessuale occorre una accurata anamnesi genitourinaria e sessuale, prendendo in considerazione altre malattie trasmesse sessualmente, con relative indagini sierologiche.
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