Markers tumorali
Di dr.AlisaManca (del 25/09/2007 @ 13:13:12, in Lettera M, visto n. 189060 volte)
In linea generale possiamo distinguere due tipi di markers: 1) MARKERS CELLULARI: sono degli indicatori biochimici che ci danno delle informazioni riguardo la cellula che si sta studiando,la quale potrebbe essere anche sana. Si può,per esempio,indagare se le cellule della mammella hanno recettori per estrogeni. Ovviamente sia le cellule sane,sia quelle tumorali potranno avere questi recettori. Questo vuol dire che la positività o negatività recettoriale è un segno prognostico o di indicazione terapeutica,non è un indicatore di malattia. 2) MARKERS TUMORALI: oggi si preferisce parlare di markers associati al tumore perché molte di queste sostanze,pur essendo iperespresse da cellule tumorali,possono essere presenti anche in condizioni normali. Tra quelli prodotti dal tumore possiamo avere: Ormoni,che danno origine a sindromi paraneoplastiche ( iper o ipoglicemie,poliglobulie,etc); Antigeni associati al tumore: - antigeni oncofetali (CEA, AFP); - antigeni tumorali definiti da ibridomi ( CA 19.9, CA 15.3, CA 125). Il CEA (antigene carcino-embrionario) è prodotto da cellule tumorali indifferenziate,ma prodotto anche a livello embrionale. L’ AFP (alfa-feto-proteina) è prodotta da vari tipi di cellule tumorali,ma anche dall’embrione. Quello che differenzia il fisiologico dal patologico è,spesso,il dosaggio. Gli antigeni tumorali definiti da ibridomi,sono antigeni espressi da cellule tumorali che si riescono ad identificare grazie alla tecnica degli ibridomi attraverso la quale si sono riusciti ad ottenere antigeni specifici contro antigeni presenti su determinate cellule tumorali. Questa tecnica consiste nell’immunizzare un animale con un antigene ricavato da una cellula tumorale il più possibile specifico per quel tipo tumorale;l’animale produce anticorpi,ma in quantità non sufficienti per poterli utilizzare. Si prende dall’animale immunizzato una cellula immunocompetente (linfocita B) che produce anticorpi e la fondo con una cellula di mielosa che produce anticorpi in grande quantità; a quest’ultima cellula,in questo modo,do l’indicazione di produrre anticorpi specifici diretti contro l’antigene riconosciuto dal linfocita B . Questi anticorpi monoclinali serviranno per identificare gli antigeni tumorali circolanti. Vediamo più in dettaglio i markers. CEA (antigene-carcino-embrionale): è uno dei markers che si usa di più; è molto sensibile. I valori normali sono < di 5,mentre nei fumatori sono < di 10;oltre 10,però,la possibilità che ci sia un tumore è elevata. Il CEA non è molto specifico perché può aumentare in molti tipi di tumore (colon-retto,stomaco,pancreas,polmone,mammella,endometrio). AFP (alfa-feto-proteina): è una glicoproteina del tipo alfa-1-globulina;normalmente è presente nel feto,sacco vitellino,epitelio intestinale del feto;proprio per questo motivo,valori molto elevati si possono trovare,fisiologicamente,nel feto,nel neonato e nella donna gravida. Ha una clearence elevata e nell’arco di 1-2 settimane i valori tendono a normalizzarsi sia nella madre che nel neonato; i valori normali nell’adulto sono molto bassi ( pochi nanogrammi). I tumori che producono AFP sono quelli in cui le cellule hanno riacquistato caratteristiche di cellule embrionali come,per esempio, i tumori germinali del testicolo. AFP è aumentata nell’epatocarcinoma ma NON nel colangiocarcinoma ( è importante questo dato,se consideriamo che spesso questi due carcinomi entrano in diagnosi differenziale). Inoltre,livelli elevati di AFP si hanno anche nel corso di cirrosi post-epatitica o epatite cronica in evoluzione. In effetti,in corso di epatite c’è una fase necrotica alla quale segue una fase di rigenerazione in cui l’epatocita assume caratteristiche di una cellula immatura e ricostruisce il tessuto epatico distrutto; AFP è alta e rimane tale in corso di epatite cronica perché c’è un continuo alternarsi di fasi di necrosi e rigenerazione. I valori normali sono < 20 mg/ml. CA 125: è un antigene glicoproteico identificato con la tecnica degli ibridomi; è associato per lo più al carcinoma ovario e viene utilizzato sia per fare diagnosi,sia per il monitoraggio. Non è utile nella diagnosi precoce e nello screening. Il tasso ematico normale è < 35 U/ml. CA 15.3: è un antigene glicoproteico associato al cancro della mammella; è rilevato da due anticorpi monoclonali rivolti verso le micelle lipidiche del latte o frazioni di membrana ottenute da metastasi di k mammario. Il CA 15.3 aumenta in relazione alla metastatizzazione del carcinoma;nelle patologie benigne si hanno valori molto bassi. Valori normali: <30 U/ml; bordeline:30-40 U/ml ( in questo caso è consigliato di effettuare un controllo del dosaggio dopo un mese); tumore: >40 U/ml. CA 50: è un antigene associato ai carcinomi colon-rettali e pancreatici. I suoi valori normali:<23 U/ml. CA 19.9: è un antigene oncofetale poco specifico:è positivo per k. pancreatico,stomaco,esofago,colon,vie biliari,polmone. E’,però, l’unico che permette di fare diagnosi su base ematica di k.pancreatico ( è positivo nell’80% dei casi). I valori normali sono <40 U/ml. Può essere aumentato anche in corso di pancreatite. TPA: antigene polipeptidico tissutale; non viene quasi mai valutato perché è aspecifico. E’ usato per controllare i tumori vescicali. Valori normali < 85 U/l. MCA : è un antigene di tipo mucinoso. E’ del tutto sovrapponibile,come sensibilità,specificità,applicazioni cliniche,al CA 15.3 che è specifico per il k.mammario. PSA: è una glicoproteina prodotta dalla prostata,normalmente aumentata in corso di patologie prostatiche. E’ più sensibile della fosfatasi acida prostatica,ma non è specifica di malignità. E’ utile nello screening,abbinato ad esplorazione rettale. Importante è fare PRIMA il prelievo di sangue per dosare il PSA e POI l’ esplorazione rettale perché premendo la prostata un po’ di PSA va nel sangue.