Terapie comportamentali.
Di dr.ssa Anna Carderi (del 04/03/2014 @ 16:20:36, in Lettera T, visto n. 771 volte)
Tecniche psicoterapeutiche che si basano sui principi teorici del comportamentismo e in modo particolare sulla sua concezione dell'apprendimento. Si occupa esclusivamente del comportamento che - secondo il punto di vista dei terapeuti comportamentisti - è stato appreso all'interno del proprio ambiente o nel corso di particolari esperienze di vita. Piuttosto che analizzare le cause inconsce che motivano il comportamento dell'individuo, il terapeuta comportamentale vuole aiutare il paziente a modificare i suoi comportamenti/sintomi problematici. La terapia comportamentale origina dagli studi di psicologia sperimentale sul condizionamento classico di Ivan Pavlov (1849-1936) e sul condizionamento operante di Burrhus Skinner (1904-1990); ad essi si aggiunsero i contributi di Joseph Wolpe (1915-1997) sulla desensibilizzazione e di Hans Eysenck (1916-1997) sulla "Teoria dei Tratti" (primo ponte funzionale verso l'integrazione tra approcci comportamentisti e del primo cognitivismo). Dagli anni '70, si parla appunto di neocomportamentismo per definire la rielaborazione operativa degli originari contributi teorici di Pavlov e Skinner in un'ottica specificatamente clinica. Dopo una prima fase di sviluppo avvenuta prevalentemente negli Stati Uniti (tra gli anni '60 ed i primi anni '80), si è poi diffusa progressivamente anche in Europa e nel resto del mondo. Lo scopo delle terapie comportamentali è il rafforzamento dei comportamenti adattivi e la diminuzione di quelli disadattivi. Le tecniche fondamentali sono: - desensibilizzazione sistematica (J. Wolpe, 1954); - terapia implosiva (H. Leitenberg, 1976); - training assertivo (A. Lazarus, 1966) e la sua variante denominata "addestramento alla libertà emotiva". - condizionamento/decondizionamento (finalizzato all'estinzione o rimodulazione di risposte comportamentali e psicofisiologiche); - flooding; - tecniche di stop del pensiero e diversione dell'attenzione; - tecniche di rilassamento (come il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson, le tecniche di controllo della respirazione o il training autogeno); - Biofeedback (BFB). In ambito riabilitativo, si avvale di tecniche quali la "Token Economy".