Elettroshock
Di riccardo (del 03/03/2014 @ 13:20:47, in Lettera E, visto n. 465 volte)
Dett anche terapia elettroconvulsivante, è una forma di terapia delle malattie nervose e mentali basata sull'impiego di corrente elettrica per generare crisi convulsive. L'elettroshock, sperimentato per la prima volta da Cerletti e Bini nel 1938, consiste nell'applicazione al cranio di una corrente elettrica alternata di breve durata, e conseguenti perdita di coscienza e spasmo muscolare a cui fa seguito una breve fase di rilassamento muscolare e quindi una caratteristica crisi convulsiva generalizzata. L'esatto meccanismo di azione non è ben conosciuto. Per evitare alcuni disturbi (come la lussazione della mandibola e le fratture ossee) viene eseguito in anestesia generale. Disturbi della memoria possono essere permanenti dopo le applicazioni. L'elettroshock è indicato soprattutto per depressioni gravi, arresti psicomotori, schizofrenia. Il suo utilizzo, molto diffuso subito dopo la sua introduzione, è stato notevolmente ridotto grazie all'avvento dei trattamenti psicofarmacologici, e al giorno d'oggi è riservato ai casi di depressione senile o di depressione endogena con grave blocco psicomotorio.