Echinococcus granulosus
Di riccardo (del 24/02/2014 @ 17:48:12, in Lettera E, visto n. 538 volte)
Verme cestode molto piccolo, di lunghezza che va da 2 a 6 millimetri; è costituito solamente da tre proglottidi, di uno scolice posto alla testa dotato di quattro ventose e di un rostro centrale, posto sulla punta dello scolice, dal quale si dipartono dai 28 ai 50 uncini. Le sue uova non si distinguono facilmente da quelle di altre specie di tenie e misurano dai 32 ai 36 micrometri.Nell'adulto, nell'ospite definitivo (cane, lupo), e nella forma larvale, nell'ospite intermedio (erbivoro e accidentalmente altri animali o esseri umani), è causa di echinococcosi. Vive nell'intestino del cane e con lo scolice (il capo) si attacca alla parete intestinale; in un solo individuo se ne possono trovare decine. ╚ formato da scolice (armato), collo e tre proglottidi: una immatura, una matura e una gravida. Le proglottidi si rinnovano man mano e quelle gravide si distaccano e sono eliminate attraverso le feci.Il parassita è ingerito accidentalmente per mezzo di alimenti contaminati dalle larve, contenute in capsule che insieme ai succhi gastrici vengono sciolte e penetrano nel sangue a livello dell'intestino. Tramite il circolo poi si diffondono e vanno a incistarsi in zone vascolarizzate, causando cisti idatidee. Le cisti più comuni vengono sviluppate nel fegato e nei polmoni, con misure anche fino a 20 cm di diametro e anche maggiori, se incistate nella cavità addominale. All'interno delle cisti si formano numerosi protoscolici, da cui si svilupperanno nuovi parassiti. Il ciclo è completo quando il cane ingerisce cisti contenute nella carne e nelle frattaglie di animali infetti. Le cisti possono essere eliminate attraverso asportazione chirurgica o svuotate per via percutanea. Il liquido contenuto, allergenico, può entrare in contatto in modo accidentale con l'ospite a causa della rottura della cisti e provocare reazioni allergiche fino anche alla morte. La parassitosi può diffondersi anche nei Paesi sviluppati, ma è più frequente nei Paesi dediti alla pastorizia. La prevenzione più comune consiste nell'igiene nel contatto con i cani e ell'evitare di somministrare a questi frattaglie o carne cruda o poco cotta.