ECG
Di riccardo (del 24/02/2014 @ 17:24:14, in Lettera E, visto n. 511 volte)
Sigla di elettrocardiogramma. Grafico che serve a riprodurre le variazioni elettriche che si verificano durante la contrazione cardiaca. Schematicamente è composto da tre onde positive (dirette superiormente rispetto alla linea isoelettrica di base), P, R e T, e da due onde negative Q, S (dirette inferiormente). Il tracciato elettrocardiografico ha origine con un'onda positiva P, corrispondente all'attivazione degli atri, a cui segue una breve linea che può inflettersi nell'onda negativa Q; a questa fa seguito un'altra onda R, poi l'onda negativa S: l'insieme delle onde Q, R, S va a costituire il complesso ventricolare, che esprime lo stato di eccitamento del miocardio ventricolare; l'onda T e il tratto S-T corrispondono alla fase di ripolarizzazione delle cellule miocardiche, in seguito all'avvenuta contrazione. Dopo l'onda T si osserva talvolta un'onda U. per quanto riguarda la diagnosi, l'elettrocardiogramma rappresenta l'indagine clinica di maggior importanza nella diagnostica cardiologica. Grazie alle informazioni che fornisce è infatti possibile individuare la presenza di disturbi del ritmo cardiaco, o della propagazione dell'impulso elettrico che causa la depolarizzazione delle fibre muscolari (alterazioni della conduzione), e di alterazioni miocardiche dovute a sofferenza ischemica (coronaropatie). Nel primo caso, anziché la normale sequenza degli eventi elettrici a intervalli regolari e costanti, possono essere osservati battiti prematuri, ectopici, più o meno normali sotto il profilo morfologico, oppure alterazioni più complesse del ritmo. I disturbi a carico della conduzione dell'impulso lungo il tessuto di conduzione portano a precise alterazioni elettrocardiografiche. La particolare morfologia dell'onda elettrica permette di rilevare alterazioni della diffusione dello stimolo, localizzate in una o più delle branche nelle quali il tessuto di conduzione si dirama a livello dei ventricoli. Infine, l'elettrocardiogramma consente di individuare eventuali disturbi dell'irrorazione sanguigna miocardica (insufficienza coronarica), che causano alterazioni della fase di ripolarizzazione, ossia del recupero dopo l'avvenuta depolarizzazione delle cellule. nel caso di ischemia del miocardio, il tratto S-T appare alterato, con sopra- o sottoslivellamento rispetto alla linea di base. Anche nell'infarto del miocardio l'elettrocardiogramma mostra tipiche alterazioni. Per questa malattia, infatti, rappresenta l'esame diagnostico per eccellenza. L'elettrocardiogramma si presenta alterato sia nella fase acuta della malattia infartuale, con comparsa delle caratteristiche "onde di lesione" (slivellamenti del tratto S-T), sia nella fase postacuta, evidenziando le "onde di necrosi", segno dell'avvenuta morte di una porzione di cellule miocardiche. Infine l'elettrocardiogramma è indicato per valutare lo stato di salute del muscolo cardiaco (per esempio, nella malattia arteriosclerotica, nell'ipertensione arteriosa) o per evidenziare particolari disturbi metabolici, come gli squilibri elettrolitici, intossicazione da digitalici.