Eccitabilità
Di riccardo (del 24/02/2014 @ 16:52:52, in Lettera E, visto n. 476 volte)
Capacità di alcune strutture organiche di rispondere a stimoli di diversa natura (ad esempio elettrici, chimici, meccanici, luminosi ecc.) con modificazioni che caratterizzano il proprio stato fisico. In genere, i fenomeni dell'eccitabilità osservano la legge del "tutto o nulla": infatti esiste una soglia di eccitabilità sotto la quale il substrato non è eccitabile, mentre per stimoli più intensi di quelli liminari la risposta non varia, ossia non aumenta in proporzione all'intensità dello stimolo. Tra le strutture eccitabili rientrano il tessuto muscolare e il tessuto nervoso. In quest'ultimo la risposta a stimoli eccitatori consiste nell'insorgenza di potenziali d'azione che si propagano lungo le fibre e che passano da una fibra all'altra mediante le sinapsi. Il tessuto muscolare risponde, invece, agli stimoli eccitatori attraverso delle contrazioni. Alla base dell'eccitazione vi è un meccanismo chimico-fisico, che genera modificazioni elettriche e scambi elettrolitici a livello della membrana cellulare. L'eccitazione di un substrato biologico determina l'aumento del consumo di energia e del metabolismo cellulare; stimoli ripetuti possono pertanto provocare l'esaurimento delle riserve energetiche cellulari e l'accumulo nella cellula di materiali di rifiuto (cataboliti). Una simile condizione si accompagna a uno stato transitorio di ineccitabilità, detto "ineccitabilità da fatica", da non confondere con il fenomeno della refrattarietà, ovvero con il blocco totale o la riduzione dell'eccitabilità che avvengono fisiologicamente successivamente allo stimolo. Per effetto di stimoli troppo intensi o prolungati alcuni recettori possono diminuire la propria eccitabilità attraverso l'aumento della soglia di stimolazione; questo fenomeno è definito adattamento.