Chiasma ˛ttico.
Di riccardo (del 24/10/2013 @ 11:50:24, in Lettera C, visto n. 903 volte)
Formazione posta tra i due emisferi cerebrali alla base del cervello, sotto il corpo calloso e davanti al tuber cinereum. Ha l'aspetto di una piccola lamina grossolanamente rettangolare, costituita da sostanza bianca, ed è il punto di incrocio (decussazione) tra le fibre nervose costituenti i nervi ottici (conosciuti anche come 2║ paio di nervi cranici). Il nervo ottico è la continuazione degli assoni delle cellule gangliari della retina. Non appena il nervo ottico lascia la retina si dirige in direzione del chiasma ottico nell'emisfero controlaterale rispetto all'occhio d'origine. Il chiasma ottico si trova nella parte inferiore del cervello immediatamente sotto l'ipotalamo. Stanti gli stretti rapporti di vicinanza tra ipofisi, terzo ventricolo e chiasma ottico, numerosi e diversi processi patologici a carico di una di queste formazioni possono comportare una compressione del chiasma causando così alterazioni della visione. Tra i responsabili possono esserci tumori ipofisari, meningiomi e condizioni che portino all'aumento della pressione del liquido cefalorachidiano nel terzo ventricolo. Per la particolare disposizione anatomica descritta, le lesioni nervose provocano tipologie caratteristiche di perdita della vista in relazione alla parte di vie ottiche coinvolta. Mediante un test del campo visivo il medico può quindi determinare con ragionevole precisione a che punto delle vie ottiche sia localizzato il problema. Una compressione della regione mediana del chiasma ottico può venir a determinare un'emianopsia bitemporale, ovvero la cecità per le due metà laterali del campo visivo, in conseguenza del coinvolgimento delle fibre nervose provenienti dalla metà mediale di ciascuna retina. Se la compressione coinvolge le parti laterali del chiasma ottico, vengono a essere coinvolte solo le fibre che non si incrociano e che provengono dalla metà laterale della retina, ovvero dal settore temporale della retina che riceve le immagini provenienti dalla metà nasale del campo visivo, provocando un'emianopsia binasale, cioè cecità delle due metà mediali del campo visivo.