Cerchiaggio cervicale.
Di riccardo (del 22/10/2013 @ 16:59:49, in Lettera C, visto n. 1777 volte)
Intervento di correzione della incontinenza cervico-segmentaria, atto a prevenire l'aborto. Si pratica in anestesia generale, preferibilmente in un'epoca compresa tra l'ottava e la nona settimana di gravidanza. Viene inserita una fettuccia di materiale non assorbibile sotto la mucosa del collo dell'utero, circondandolo. In questo modo si determina la chiusura del canale cervicale e si ripristina la sua funzione di contenimento del materiale ovulare. Le tecniche utilizzate sono la transvaginale e la transaddominale. La tecnica transvaginale è senz’altro la più diffusa, e rappresenta probabilmente più del 95% dei cerchiaggi. La tecnica più facile e comune è quella di McDonald, in cui una sutura viene passata attorno al collo dell’utero per via transvaginale. Un’altra tecnica, quella di Shirodkar, ha la stessa efficacia, ma, visto che richiede più dissezione chirurgica sia nell’inserzione che nella rimozione della sutura, è oggi meno diffusa e indicata. La tecnica transaddominale è usata raramente, di solito nei casi in cui nella gravidanza precedente il cerchiaggio transvaginale non è riuscito a prevenire il parto pretermine. Richiede inizialmente una laparotomia con inserzione della sutura per via addominale. Il cerchiaggio transaddominale può essere effettuato sia prima della gravidanza che in gravidanza. Il cerchiaggio diminuisce l’incidenza di parto pretermine di almeno il 20-40% nella gravidanze con feto singolo e accorciamento della lunghezza della cervice al di sotto dei 25 mm nel secondo trimestre. L’efficacia è stata dimostrata in particolare per le gravidanze con pregresso parto pretermine e accorciamento della cervice. Il nastro viene poi rimosso al momento del parto, quando compaiono le prime contrazioni. Il cerchiaggio può causare gravi lesioni alla cervice uterina se rimosso a travaglio di parto avanzato. In caso di rottura delle membrane pretermine, è di solito rimosso subito dopo la somministrazione delle due dosi di steroidi per la maturazione fetale, o anche prima in presenza di infezione uterina, travaglio, o stress fetale.