Meningite
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 15:48:55, in Lettera M, visto n. 1100 volte)
La meningite è un'infezione delle leptomeningi (aracnoide e pia madre, che avvolgono l'encefalo e il midollo spinale). Queste membrane (dette meningi), assieme al liquido cefalo-rachidiano (liquor), hanno lo scopo di proteggere il sistema nervoso dai traumi. Le forme più diffuse sono quella purulenta di origine batterica, quella asettica, prevalentemente virale, quella tubercolare. Può essere provocata dall'azione di batteri, virus, miceti, parassiti o protozoi, ma può anche originare da altre infezioni (otiti, sinusiti, mastoiditi) o da lesioni del cranio (traumatiche o a seguito di interventi microchirurgici). I microrganismi possono raggiungere le meningi in seguito a fratture, punture lombari, ma anche per via ematica o linfatica, o a seguito di focolai di encefalite o mielite. Gli agenti infettivi sono moltissimi: batteri (Neisseria meningitidis, Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae, Mycobacterium tuberculosis), virus (diversi enterovirus), spirochete (Treponema pallidum), protozoi (Toxoplasma gondii), miceti (Candida, Criptococcus). La forma virale di solito è meno grave e si risolve senza trattamenti specifici, mentre quella batterica può causare danni cerebrali e anche la morte. I sintomi sono cefalea intensa, localizzata soprattutto alla nuca, vomito a getto (senza rapporti con l'alimentazione), febbre alta, brividi, fotofobia, rigidità della nuca. Possono anche essere presenti segni vegetativi (come l'alternanza di atti respiratori profondi e periodi di pausa) e disturbi psichici (agitazione e torpore, stato confusionale), paralisi di nervi cranici, disturbi vasomotori. I neonati malati di meningite possono avere crisi epilettiche e irrequietezza e presentare vomito o inappetenza. Per la diagnosi si utilizza la puntura lombare (rachicentesi); il liquor prelevato, in presenza di malattia, risulta infatti alterato, in modo differente a seconda della tipologia di meningite in corso. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici, scelti a seconda del genere di agente infettivo e delle caratteristiche del paziente, e va condotta in condizioni di isolamento. Oltre agli antibiotici si possono utilizzare cortisonici. La tempestività nell'inizio della terapia è un fattore di fondamentale importanza.