Cardiomiopatia dilatativa
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 14:17:59, in Lettera C, visto n. 4855 volte)
La cardiomiopatia dilatativa (chiamata anche miocardiopatia) è una dei disordini più comuni del miocardio. Si verifica quando il ventricolo sinistro, e spesso anche quello destro, risultano simmetricamente dilatati. La cardiomiopatia dilatativa può essere secondaria a numerose condizioni, quali altre patologie (ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica), danno da agenti farmacologici (chemioterapia) o sostanze tossiche (ad esempio l'etanolo). Tuttavia, in moltissimi casi, non è possibile riconosce una causa evidente. In questo caso si definisce "cardiomiopatia dilatativa idiopatica". Da recenti studi, è emerso che i soggetti che presentano un numero estremamente frequente di extrasistole (molte migliaia al giorno) possono sviluppare, a seguito di ciò, una forma di cardiomiopatia dilatativa. In questi casi, riducendo o annullando il numero delle extrasistole si assiste, nella quasi totalità dei casi, a una progressiva regressione della cardiomiopatia. Ci sono vari tipi di miocardiopatia dilatativa: * Miocardiopatia di Chagas * Miocardiopatia alcolica * Miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro La cardiomiopatia dilativa, al pari delle altre cardiomiopatie, è un delle cause di insufficienza cardiaca. Tachiaritmie ed embolia periferica o polmonare possono presentarsi in alcuni casi. Gli esami utilizzati per comprendere meglio il danno ed eventuali altri danni collaterali sono: * Radiografia del torace. * Elettrocardiogramma. * Ecocardiografia. * Cateterismo cardiaco. Non esiste una terapia specifica, ma il trattamento tende ad attenuare e curare l’insufficienza cardiaca, utilizzando diuretici, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotesina e bloccanti dei recettori betaadrenergici. Il trapianto cardiaco si impone nei casi più gravi per salvare la vita alla persona.