Tumore alla cervice (utero)
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:15:53, in Lettera T, visto n. 1272 volte)
I tumori alla cervice sono neoplasie che colpiscono l'utero; possono essere di natura benigna o maligna. La cervice può essere interessata dai papillomi (spesso durante la gravidanza) e dal cancro del collo, il tumore più diffuso a carico dell'apparato genitale femminile. Le cellule sulla superficie della cervice a volte possono presentare cambiamenti di natura non cancerosa. Si ritiene che queste modifiche atipiche siano il primo passo verso la formazione di un cancro; ossia, sono situazioni di tipo precanceroso. Quando queste cellule si diffondono nella cervice allora si è in presenza di un tumore. Questo tipo di lesione precancerosa (displasia) viene facilmente individuata mediante l'esame pelvico e il Pap-test, che è uno strumento fondamentale di prevenzione. Il trattamento di queste lesioni dipende da molti fattori (estensione e gravità, condizioni della paziente, future gravidanze) e si basa sulla criochirurgia, sulla cauterizzazione (diatermia), sulla chirurgia laser, sulla conizzazione. Nel caso in cui le cellule atipiche vengano individuate anche nell'apertura della cervice e se la paziente non intende più avere figli, si può procedere a isterectomia (asportazione dell'utero). Se non si interviene preventivamente, si può sviluppare un carcinoma cervicale; il sintomo più comune è la perdita ematica anomala, presente anche al di fuori del ciclo mestruale oppure dopo un rapporto sessuale o una lavanda vaginale; inoltre il flusso mestruale può risultare più abbondante e prolungato. Per la diagnosi si ricorre alla colposcopia, con asportazione di una porzione di tessuto (biopsia), o alla conizzazione (si rimuove un campione di tessuto più esteso, di forma conica). In seguito si procede a esami ulteriori per valutare posizione e dimensioni del tumore (cistoscopia, proctosigmoidoscopia, Tac, Rmn). Il carcinoma cervicale viene trattato con chirurgia, radioterapia, chemioterapia e terapia biologica. La chirurgia agisce localmente con l'obbiettivo di rimuovere le parti di tessuto colpite. Si può procedere come per le lesioni precancerose, nei casi meno gravi, oppure si asporta il tumore risparmiando utero e ovaie, ma in alcuni casi si deve ricorrere all'asportazione dell'intero utero, delle tube di Falloppio e dei linfonodi. Il trattamento radioterapico viene applicato localmente e può essere esterno (i raggi sono erogati da una macchina) o interno (una capsula con il materiale radioattivo viene collocata nella cervice); in alcuni casi si effettuano entrambi i tipi di trattamento. I cicli di chemioterapia sono utilizzati nel caso in cui il tumore si sia diffuso ad altri organi; si ricorre a uno o più farmaci in combinazione. Nella terapia biologica, spesso effettuata in associazione alla chemioterapia, si utilizzano farmaci (come l'interferone) che hanno lo scopo di stimolare il sistema immunitario a combattere la malattia.