Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
Di dr.psico (del 08/09/2007 @ 12:13:03, in Lettera S, visto n. 955 volte)
La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una gravissima patologia degenerativa che colpisce un gruppo specifico di cellule del midollo spinale, i motoneuroni, prevalentemente negli adulti dopo i 40 anni (in Italia si hanno circa 6 malati ogni 100.000 abitanti). Queste cellule nervose svolgono la funzione fondamentale di trasmettere ai muscoli i comandi per il movimento. La scomparsa dei motoneuroni causa una progressiva atrofia muscolare: i muscoli volontari non ricevono più i comandi provenienti del cervello e, nel tempo, si atrofizzano, portando a una paralisi progressiva dei quattro arti e dei muscoli deputati alla deglutizione e alla parola. Purtroppo non è stata ancora individuata una terapia in grado di sconfiggere questa patologia, nota dal 1860 (venne identificata dal medico francese Charcot). Solo in una piccola percentuale di casi sono state riscontrate possibili cause di origine genetica, mentre perlopiù la causa scatenante della SLA è ignota. Il decorso medio è di circa tre anni; la morte è provocata quasi sempre per insufficienza respiratoria. Attualmente non esiste una cura specifica vera e propria per contrastare la malattia. Si ricorre a una serie di interventi di supporto nei confronti del malato, per alleviare le conseguenze della SLA, intervenendo di volta in volta secondo necessità. Si ricorre dunque alla fisioterapia, alla mobilizzazione, all'utilizzo di tutori, sedie a rotelle, a strumenti elettronici che consentano al malato di comunicare, fino all'uso di respiratori artificiali. Si può arrivare anche a interventi chirurgici nei casi più gravi; ad esempio, si ricorre alla gastrostomia quando il malato non è più in grado di deglutire (l'intervento consente di assumere il cibo direttamente dallo stomaco). Viene anche utilizzato in terapia il riluzolo, un farmaco che pare contrastare l'azione del glutammato; alcuni studi hanno infatti messo in evidenza il ruolo del glutammato, un neurotrasmettitore che si ritiene abbia effetti negativi sui motoneuroni. Il riluzolo sembrerebbe in grado di opporsi agli effetti del glutammato. Le speranze per il futuro sono legate da un lato alla possibilità di utilizzare le cellule staminali per sostituire i neuroni perduti, dall'altro alla terapia genetica, con interventi diretti a introdurre geni specifici all'interno del midollo spinale. SLA e sport - Non sono affatto provate relazioni fra sport traumatici (calcio o altri sport che comportano il contatto fisico) e SLA. Le inchieste del procuratore torinese Guariniello non sono statisticamente molto significative, anche se interessanti. La presenza di molte altre possibili cause fra di loro mutuamente esclusive (doping, masse muscolari decisamente aumentate, allenamenti particolarmente intensi ecc.) non consente di affermare nulla di definitivo.