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Di salute (del 24/06/2019 @ 14:25:53, in Lettera G, visto n. 9 volte)
La gastroschisi è la protrusione dei visceri addominali attraverso un difetto di tutto lo spessore della parete addominale, di solito a destra dell'inserzione del cordone ombelicale. E’ un difetto di formazione della parete addominale che determina la non completa chiusura dei muscoli e della cute dell'addome e che ha come conseguenza la fuoriuscita degli organi addominali. In oltre il 90% dei casi è risolvibile con un intervento chirurgico in epoca neonatale. La diagnosi avviene spesso in epoca prenatale,solitamente tra I° e II° trimestre di gravidanza. All'ecografia si visualizzano gli organi addominali, generalmente l'intestino, che fuoriescono dall'addome del feto da una piccola apertura (di 2-4 cm) posta alla destra dell'ombelico. E’ necessario prendere con molta cautela una diagnosi di gastroschisi. La diagnosi prenatale è fondamentale perché permette di seguire l'evoluzione in utero e di pianificare la miglior assistenza al neonato, consentendo ai genitori di prepararsi alle cure.
 
Di salute (del 22/06/2019 @ 10:17:51, in Lettera V, visto n. 9 volte)
La vigoressia, o bigoressia, è una forma di dismorfofobia, contraddistinta dalla continua ossessione per la massa muscolare. Differente dall'anoressia nervosa perchè l'immagine finale della persona disfunzionale è opposta a quella del soggetto affetto da anoressia. L'ossessione non trova mai realizzazione, non importano i risultati ottenuti perché per la persona appariranno sempre inferiori a quanto voleva ottenere.
 
Di Admin (del 19/04/2019 @ 13:11:29, in Lettera S, visto n. 92 volte)
La spondilite anchilosante o brevemente SPA, anche nota come morbo di Bechterew, pelvispondilite anchilopoietica o spondiloartrite anchilosante, è una forma di artrite. Questa condizione colpisce circa una persona su cento e compare tipicamente nei giovani dai 25 anni in poi, con una frequenza due-tre volte superiore negli uomini rispetto alle donne. Non bisogna pensare che la lombalgia vada considerata sempre legata a questa situazione per cui l’importante è che il dolore si mantenga nel tempo e che venga fatta una diagnosi in questo senso In caso di malattia il quadro incide sensibilmente sul movimento della colonna vertebrale, compromettendo la funzionalità fisica e la qualità di vita del paziente. Nel 70 per cento dei pazienti che sviluppano una grave forma di spondilite anchilosante, nell’arco di 10-15 anni si verifica anche la fusione vertebrale (unione delle ossa), che riduce significativamente la mobilità. Altre caratteristiche della patologia sono l’affaticamento cronico e l’insonnia. La malattia va sospettata quando sono presenti mal di schiena costante, per più di tre mesi, con dolore particolarmente nelle ore notturne, e/o rigidità mattutina che migliora con il movimento.
 
Di salute (del 14/09/2017 @ 19:22:14, in Lettera C, visto n. 7590 volte)
La chikungunya è una malattia virale, caratterizzata da febbre e forti dolori. Si trasmette attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Aedes, come Aedes aegypti ed Aedes albopictus (la zanzara tigre). L’ incubazione dura dai 2 ai 12 giorni, poi si manifestano improvvisamente febbre e dolori alle articolazioni tali da limitare i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Altri sintomi includono dolore muscolare, mal di testa, affaticamento e rash cutaneo. Il dolore alle articolazioni è spesso debilitante, generalmente dura alcuni giorni ma può anche prolungarsi per alcune settimane. Inoltre, il virus della chikungunya può causare malattie acute, subacute o croniche. Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente tuttavia, in alcuni casi il dolore alle articolazioni può persistere per mesi o anche anni. Spesso i sintomi delle persone infette sono lievi e l’infezione può non essere riconosciuta o male-interpretata Non esistono trattamenti antivirali specifici e le cure si focalizzano primariamente nell’alleviare i sintomi. Può trasmettersi da una persona all’altra, al contrario di diverse altre malattie portate dalle zanzare.
 
Di salute (del 01/09/2017 @ 19:57:44, in Lettera P, visto n. 12189 volte)
Per soggetti “naive” si intendono pazienti che che non abbiano avuto precedenti esposizioni terapeutiche ad uno specifico farmaco o per i quali le precedenti esposizioni, in base al giudizio del medico, siano sufficientemente distanti nel tempo. In questo caso alcuni esperti usano il termine "paziente naive secondario" e hanno evidenziato le difficoltà nel definire questo malato, dovendosi tenere conto non solo della farmacologia dello specifico medicinale, ma anche e soprattutto della persistenza del potenziale immunogenico.
 
Di salute (del 01/03/2017 @ 14:06:21, in Lettera E, visto n. 6160 volte)
Questo esame permette di valutare la funzionalità delle vene delle gambe. Si evidenziano elementi quali incontinenza, reflusso (flusso di sangue in senso inverso al normale) e presenza di trombi (ostruzioni) venosi superficiali o profondi. Le vene degli arti inferiori sono deputate al drenaggio dei liquidi dalle estremità degli arti stessi verso il cuore. La patologia che con maggior frequenza può interessarle è l’insufficienza venosa o l’incontinenza (l’incapacità delle vene a drenare il sangue verso l’alto) che si manifesta con gambe gonfie, edematose e vene varicose. Ad essa si aggiunge la tromboflebite (infiammazione della vena e sua ostruzione) che trova un fattore di rischio importante proprio nell’insufficienza venosa. Serve riscontrate varici, teleangectasie (capillari dilatati) e gonfiore dell’arto. A completamento della valutazione, l’ EcocolorDoppler Venoso degli Arti Inferiori consente di stabilire sia la pervietà dei vasi venosi superficiali e profondi (assenza di sangue coagulato all’interno o trombo) che la continenza delle vene. Ovvero, la corretta funzione della parete del vaso e delle valvole poste al suo interno, le quali insieme agiscono convogliando il sangue verso il cuore.
 
Di riccardo (del 09/02/2017 @ 13:07:07, in Lettera I, visto n. 40134 volte)
L’immunofissazione è una metodica prevalentemente usata per identificare le componenti monoclonali (CM) presenti in un tracciato elettroforetico. Con questo metodo si congiunge l'elettroforesi (migrazione delle proteine in campo elettrico) alla precipitazione attraverso antisieri specifici.
L'immunofissazione sierica o immunoelettroforesi è una tecnica che, in caso di sospetta gammopatia monoclonale, viene impiegata per definire la classe di immunoglobuline (IgA, IgG, IgM, IgD), ed il tipo di catena leggera kappa o lambda, che caratterizzano la gammopatia stessa.

Le immunoglobuline (Ig), denominate anche anticorpi, sono delle proteine che difendono l'organismo dalle malattie. Esistono vari tipi di Ig.

Alcune malattie causano la crescita di un numero eccessivo di cellule che generano gli anticorpi; in alcune patologie queste cellule possono generare una grande quantità di anticorpi tutti uguali, chiamati anticorpi monoclonali. Nell'immunofissazione sierica (IFX) si presentano come un picco che, in questo tipo di esame, è chiamato picco M, e sono considerate immunoglobuline anomale.
L'immunofissazione sierica si usa spesso per diagnosticare il mieloma multiplo o la macroglobulinemia di Waldenstrom, quando ne sono presenti i sintomi; entrambe le patologie producono Ig anomale.

Per misurare la quantità di immunoglobuline anomale nel sangue si può utilizzare anche un altro esame, chiamato elettroforesi delle sieroproteine, che viene prescritto dal medico per confermare determinate diagnosi.
Anche l’immunofissazione urinaria viene impiegata piuttosto di frequente come uno strumento di screening, in maniera tale da capire quali siano i valori delle immunoglobine anomale. Viene effettuato sull’urina. Il motivo per cui si sceglie tale esame è legato soprattutto alla rapidità con cui si può raggiungere un risultato. Con immunoelettroforesi sierica i risultati sono molto più precisi, ma al contempo sono disponibili con tempistiche più allungate. L’immunofissazione sierica, invece, si verifica mediante un prelievo di sangue.

Nel caso in cui i risultati siano positivi, ciò non significa che ci possa essere per forza una malattia di base.
 
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