Biliari, pigmenti -
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\\ Enciclopedia Medica : Articolo
Biliari, pigmenti
Di Dr.ssa Maglioni (del 01/02/2011 @ 13:34:48, in Lettera B, visto n. 4730 volte)


Sostanze che conferiscono alla bile il suo caratteristico colore giallo oro. I pigmenti biliari derivano dal catabolismo dell’emoglobina liberata dalla distruzione dei globuli rossi. La biliverdina deriva dal dall'apertura dell'anello dell'eme in seguito al distacco del ferro, questa poi viene ridotta a bilirubina. Tali trasformazioni hanno luogo nella milza, nel midollo osseo, nel fegato e in altre sedi in cui vengono distrutti i globuli rossi. La bilirubina che passa nel sangue è legata all'albumina. Quando arriva nel fegato viene coniugata all'acido glicuronico ed escreta nelle vie biliari sotto forma di mono- o di diglicuronide. La bilirubina coniugata presente nella bile passa nell’intestino e viene trasformata in urobilinogeno. Questo composto in parte passa nelle feci sotto forma di stercobilina. Il restante urobilinogeno viene riassorbito dalla mucosa intestinale e torna al fegato da dove viene escreto di nuovo nella bile, e in parte viene eliminato dal rene con le urine sotto forma di urobilina. Se il fegato si ammala o se vengono distrutti globuli rossi in eccesso, la bilirubina nel sangue aumenta oltre il valore di 3-4 mg/dl e conferisce alla cute e alle sclere un colorito giallastro, definito ittero. Valori normali bilirubina totale: 0,20-1,20 mg/dl. Valori normali bilirubina diretta: 0-0,2 mg/dl. Valori normali bilirubina indiretta: 0,2-0,8 mg/dl. Della bilirubina totale presente nel sangue si possono distinguere due frazioni: la bilirubina indiretta (non ancora trasformata dal fegato), che rappresenta la frazione più cospicua, e quella diretta (già trasformata dal fegato). Questo esame è indicato per determinare la presenza di una malattia del fegato (cirrosi, epatite, calcoli biliari) e per seguirne la progressione. In genere il medico prescrive il test della bilirubina in associazione ad altri esami di funzionalità epatica (fosfatasi alcalina e transaminasi AST e ALT), alle seguenti categorie: 1. pazienti che manifestano segni o sintomi di danno epatico (ittero, nausea, urine scure, dolori addominali, fatica e malessere generale); 2. coloro che abbiano avuto una storia di alcolismo; 3. individui con sospetta esposizione ai virus dell'epatite. Nei neonati la misurazione della bilirubina è considerata una pratica di routine. Infatti, nei primi tre giorni di vita, la maggior parte dei bambini manifesta una forma di ittero, l'ittero fisiologico, perché il loro sistema epatico di degradazione dell'emoglobina non è ancora del tutto sviluppato. Un eccesso di bilirubina indiretta può essere dovuto a: 1. un'aumentata distruzione dei globuli rossi (emolisi), che si verifica nell'anemia emolitica, o altri difetti della produzione dell'emoglobina (talassemia, anemia perniciosa e falciforme); 2. alcune malattie ereditarie che alterano la capacità del fegato di convertire la bilirubina indiretta in quella diretta, come le sindromi di Gilbert e Crigler-Najjar; 3. ittero fisiologico dei neonati e dei prematuri e reazione di incompatibilità tra Rh materno e quello del neonato; 4. effetto collaterale di alcuni farmaci come steroidi e rifampicina (un antibiotico usato per la cura della tubercolosi). Un aumento della bilirubina diretta può dipendere da: 1. alcune malattie ereditarie come le sindromi di Dubin-Johnson e Rotor; 2. malattie del fegato come cirrosi, epatiti virali ed epatite tossica; 3. ostruzioni delle vie biliari dovute per esempio a calcoli o tumori del fegato o del pancreas; 4. effetto collaterale di alcuni tipi di farmaci come: pillola anticoncezionale, alcuni tipi di antibiotici (tetracicline), steroidi, antinfiammatori non steroidei (FANS). Una diminuzione dei livelli di bilirubina totale, indiretta e diretta può invece essere causata da: 1. alcuni tipi di anemie (aplastica, sideropenica); 2. assunzione di certi sedativi, i barbiturici.

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