Un nuovo farmaco per la schizofrenia

Bitopertin riduce i sintomi della patologia

Keywords | schizofrenia, bitopertin, glicina,
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Per contrastare i sintomi negativi della schizofrenia è in arrivo un nuovo farmaco, bitopertin, sviluppato da Roche e Chugai. Si tratta di un farmaco orale, la cui sigla è RG1678, che inibisce il trasportatore di tipo 1 della glicina, alla base dell'aumento dei livelli del neurotrasmettitore glicina attraverso la sua ricaptazione dalla fessura sinaptica.
La glicina agisce come un co-agonista, insieme al glutammato, dei recettori NMDA. La disfunzione dei recettori NMDA può giocare un ruolo chiave nella patogenesi della schizofrenia e nella modulazione della segnalazione glutammatergica. L’aumento della concentrazioni di glicina nella fessura sinaptica può essere di aiuto nel potenziare la funzione del recettore NMDA e migliorare i sintomi della schizofrenia.
In uno studio di fase II proof-of-concept i pazienti trattati con bitopertin hanno sperimentato un significativo miglioramento nel cambiamento della scala per la valutazione dei sintomi negativi dal basale entro 8 settimane (da -4,6 nel gruppo placebo a -6,65 nel gruppo di trattamento, p <0,05 , popolazione per-protocol). Inoltre, l'83% dei pazienti trattati con bitopertin ha descritto un miglioramento dei sintomi negativi sulla CGI-I1 vs 66% nel gruppo placebo (p <0.05, popolazione per-protocol).
I dati hanno mostrato una riduzione clinicamente significativa dei sintomi negativi della schizofrenia, accompagnati da cambiamenti positivi nel funzionamento personale e sociale dei pazienti. Lo studio ha misurato miglioramenti nei pazienti con sintomi prevalentemente negativi della schizofrenia che hanno ricevuto bitopertin in combinazione con antipsicotici di seconda generazione.
Sono attualmente in corso sei studi di fase III che hanno arruolato circa 3600 pazienti e che saranno completati nel 2015. Secondo alcuni opinion leader intervistati da Decision Resources, con il suo nuovo meccanismo d’azione, bitopertin potrebbe essere un’opzione efficace contro i sintomi negativi della schizofrenia e dovrebbe essere utilizzato come terapia aggiuntiva ai farmaci già disponibili per la patologia. Inoltre, il medicinale non sembra interferire con le terapie attuali per la schizofrenia. C'è quindi molta attesa nei confronti del farmaco tra gli specialisti impegnati nella lotta alla schizofrenia. La schizofrenia colpisce circa lo 0,3-0,7% delle persone ad un certo punto della loro vita. Ciò corrisponde a 24 milioni di persone in tutto il mondo.
Essa si verifica 1,4 volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine e di solito appare prima negli uomini. L'età di picco di insorgenza è tra i 20 e i 28 anni per i maschi e tra i 26 e i 32 anni per le femmine.
http://www.italiasalute.it/Psichiatria.asp Domanda al medico specialista gratis

Andrea Sperelli
09/09/2013

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