Ogni anno 1 bambino ogni 4000 nasce con un’ernia diaframmatica. Si tratta di una condizione congenita nella quale uno o più organi dell’addome “attraversano” il diaframma e invadono la cavità del torace, compromettendo gravemente il corretto sviluppo dei polmoni.
Alla Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano ogni anno vengono effettuati 15 interventi per trattare questa patologia, in quello che è l’unico centro italiano ad avere le necessarie competenze (insieme a soli tre altri centri a livello europeo: Londra, Barcellona e Leuven in Belgio) e che segue il piccolo paziente dall’epoca fetale fino alla dimissione del neonato dopo l’intervento.
La tecnica per trattare l’ernia diaframmatica in epoca fetale, unica nel suo genere, consiste nell’introdurre una sorta di “palloncino” gonfiabile attraverso la bocca del feto quando è ancora nella pancia della sua mamma. Una vera e propria terapia in utero che favorisce il più possibile il normale sviluppo degli organi compromessi dalla malformazione. Il palloncino rimane nella sua posizione, poco sotto alle corde vocali, per circa sei settimane: poi viene rimosso con un secondo intervento, intorno alla 34esima settimana di gestazione, per liberare le vie aeree prima della nascita.
Un intervento così delicato richiede necessariamente un fortissimo lavoro di équipe. Gli specialisti del Dipartimento della Donna, del Bambino e del Neonato del Policlinico sono in grado di garantire alle madri e ai loro bambini con questa patologia un trattamento unico in Italia.
La chirurgia pediatrica si caratterizza comunque per la ricerca di soluzioni sempre innovative. Ad esempio, si prefigura un'iniezione al posto di un lungo e complesso trapianto per “riparare” un organo malato. È l’orizzonte – neanche troppo lontano – che i massimi esperti mondiali di chirurgia pediatrica vedono concretizzarsi giorno dopo giorno.
Il merito è dell’utilizzo in chirurgia pediatrica e fetale delle cellule staminali e dei progressi dell’ingegneria tissutale: grazie al loro perfezionamento, la necessità di sostituzione d'organo verrà così nel tempo sempre più contenuta. Cellule staminali appositamente “trattate” iniettate nel feto o nel neonato colpito da una anomalia congenita e gli organi o i tessuti mancanti si formeranno all’interno dell’organismo del piccolo.
Una svolta soprattutto per i nascituri affetti da malformazioni o anomalie congenite incompatibili con la vita, come l’atresia dell'esofago, le occlusioni intestinali congenite, i difetti del diaframma, i tumori tipici dell'età neonatale, le patologie estese del polmone e le malformazioni ano-rettali.
L’avveniristica tecnica ha già infatti superato lo stadio dei laboratori di ricerca per le prime applicazioni cliniche (per ora prevalentemente sulla rigenerazione di tessuti mancanti o malati).
I vantaggi di questa metodica sono enormi quanto evidenti: riduzione sensibile del ricorso al trapianto, drastica riduzione delle liste di attesa per l’individuazione di un donatore compatibile, eliminazione dei problemi di compatibilità con conseguenti problemi di rigetto, nonché delle complicanze strettamente legate ad interventi chirurgici particolarmente aggressivi ed invasivi.
La chirurgia “dell’infinitamente piccolo” ha parallelamente fatto passi da gigante negli ultimi anni, garantendo standard sempre più alti: chirurgia prenatale e neonatale, interventi sui piccoli di basso peso (600/700 gr), interventi su organi non ancora completamente formati, dunque biologicamente differenti da un organo “in miniatura”.
Tecniche interventistiche all’avanguardia che diventano sempre più essenziali anche alla luce del progressivo e preoccupante aumento di nascite premature dovuto all'età media più avanzata delle gestanti, al ricorso alla fecondazione artificiale e ai rischi infettivi. Lo sguardo dei massimi esperti mondiali è rivolto infatti sia al follow up a distanza dei piccoli già nati e trattati con lo scopo di migliorare la loro qualità di vita, sia al trattamento precoce (anche in utero) delle patologie con elevato rischio di mortalità intra uterina.
http://www.italiasalute.it/pediatria.asp
Andrea Sperelli
16/04/2013

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