La crononutrizione, sapere quando mangiare è fondamentale

Le tempistiche influenzano la risposta del metabolismo

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Keywords | dieta, crononutrizione, peso,

Forse il problema non è “quanto” ma “quando”. Parliamo del mangiare e della nostra continua lotta contro l’aumento di peso. Mangiare un bel piatto di pasta a pranzo ha effetti diversi rispetto al consumo della stessa identica portata a cena.
Ciò che cambia è infatti la risposta del nostro metabolismo, che sembra prediligere un apporto maggiore di nutrienti durante la prima fase della giornata.
È il principio alla base della crononutrizione, regime alimentare che sottolinea l’esigenza di sincronizzare i pasti con il proprio orologio interno.
Su Diabetic Medicine è stata recentemente pubblicata un’analisi incentrata su soggetti colpiti da diabete di tipo 2. Quelli che facevano colazione tardi mostravano maggiori possibilità di avere un indice di massa corporea più elevato rispetto a chi ha invece l’abitudine di far colazione al mattino presto. Tutto ciò a parità di calorie assunte, ovviamente.
Un’altra ricerca ha invece messo in relazione l’orario dei pasti con l’efficacia di un regime alimentare dietetico su un campione di 420 persone sottoposte a 20 settimane di dieta. I risultati indicano che chi aveva l’abitudine di mangiare più tardi perdeva anche meno peso e più lentamente rispetto a chi mangiava a orari anticipati.
“Sappiamo ancora poco di crononutrizione però sappiamo quello che osserviamo”, spiega Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca al CREA di Roma, a Repubblica. “E cioè che gli ormoni seguono un ritmo circadiano, vale a dire che la loro produzione varia nel corso delle 24 ore. È il caso dell’insulina, che ha un picco intorno alle 17, o della leptina, l’ormone anoressizzante, che ce l’ha verso l’una di notte. Non solo. Osserviamo che chi consuma la maggior parte delle calorie nella prima parte della giornata è più magro, ha minor rischio diabetico e cardiovascolare. Al contrario di chi per lavoro è costretto a stare sveglio la notte, che invece è a maggior rischio metabolico e cardiaco. Osserviamo – continua Ghiselli - che esiste un gradiente geografico obesità: in Europa la diffusione dell’eccesso di grasso corporeo aumenta scendendo verso i paesi del Sud, che sono gli stessi dove si tende a cenare la sera tardi. Infine abbiamo dati sugli animali da laboratorio, che non si possono trasferire sugli umani, ma sono indicativi: i ratti sottoposti a un ritmo luce-buio normale sono meno grassi di quelli tenuti artificialmente a un ritmo luce-meno luce, cioè mai al buio, che mangiano di più. Ecco, tutto questo ci dice che anticipare la quota maggiore di energia nella prima parte della giornata aiuta a sincronizzarci con i ritmi circadiani. Ma sulle ragioni, cioè sui perché le cose vanno così, oggi possiamo solo fare ipotesi”.
Uno dei motivi potrebbe riguardare i comportamenti individuali, vale a dire che se sei sveglio la notte è più probabile che tenderai a mangiare di più. Inoltre, potrebbe esserci anche una ragione legata al funzionamento dell’orologio biologico. In ogni caso, nell’attesa di saperne di più è bene cercare di concentrare l’introito calorico nella prima parte della giornata.
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Andrea Piccoli
12/06/2018



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