Shock

Keywords | urgenza, shock,

Shock

Lo shock è causato da un’insufficiente irrorazione dei tessuti e degli organi vitali con sangue ossigenato. Rappresenta un’emergenza grave e richiede l’intervento medico urgente poiché, se non curato, può causare la morte.
Alla base di uno shock possono esserci varie situazioni scatenanti:

- insufficienza respiratoria;

- arresto cardiaco o alterazioni gravi della funzionalità del cuore (infarto, aritmie);

- gravi ferite o perdite di sangue;

- ustioni;
- traumi gravi con schiacciamento;

- episodi di vomito e diarrea ripetuti;

- infezioni o intossicazioni gravi.

Ogni aggressione acuta dell’organismo può portare a uno shock, ma ci sono situazioni che possono indurlo o aggravarlo; è compito del soccorritore prevenirle.

Definizione di Shock

Lo shock può essere definito come:

• - Shock compensato
È affetto da shock compensato ogni paziente adulto che ha una pressione sistolica superiore a 90 mmHg e segni evidenti di perfusione inadeguata, come, ad esempio:

- stato mentale alterato, agitazione, confusione;

- tachicardia;

- pallore;

- diaforesi (sudorazione fredda);

- pallore congiuntivale;
- ricambio capillare ritardato: premete sull'unghia di un dito, poi rilasciate la pressione. Il letto ungueale dovrà apparire bianco per un breve momento e poi riacquistare colore non appena i capillari si riempiono. Se ciò non avviene nel giro di tre secondi il ricambio capillare viene definito ritardato.

- modificazione dei parametri vitali in ortostatismo (nel passaggio da una posizione supina a una in piedi).

• - Shock compensato in pazienti pediatrici
Riguarda ogni paziente pediatrico con segni di inadeguata perfusione periferica (distale) consistenti in:

- stato mentale alterato, agitazione, confusione;

- tachicardia;

- pallore;
- estremità degli arti fredde e cianotiche (colorazione bluastra delle dita);

- ricambio capillare ritardato;

- cianosi cutanea a chiazze;

- polsi periferici distali (radiale, tibiale, pedidio) assenti o deboli.

Per la diagnosi dello shock compensato nel paziente pediatrico non è rilevante la determinazione della pressione arteriosa.

• - Shock scompensato
È affetto da shock scompensato ogni paziente adulto che ha pressione sistolica inferiore a 70 mmHg ed evidenti segni di perfusione inadeguata, come, ad esempio:

- stato mentale alterato, coma, letargia;

- tachicardia;

- pallore;

- diaforesi;

- pallore congiuntivale;

- ricambio capillare ritardato;

- modificazione dei parametri vitali in ortostatismo.
• - shock scompensato in pazienti pediatrici
Riguarda ogni paziente pediatrico che presenta una pressione sistolica inferiore a 70 mm Hg o i seguenti segni di perfusione centrale (prossimale) inadeguata:

- stato mentale alterato (coma, letargia);

- cianosi che si estende a tutti gli arti;

- polsi centrali (femorale, brachiale, carotideo) deboli o impalpabili.


Che cosa fare:

- chiamate il medico;

- controllate se l’infortunato è cosciente. Se non lo è, ma sono presenti il respiro e una valida circolazione, mettetelo nella posizione di sicurezza;

- se è cosciente, sdraiatelo in posizione supina coi piedi sollevati di circa 30 cm da terra; questa è la cosiddetta posizione anti-shock, che può essere utile in diverse occasioni. Mettete una coperta o un cappotto sotto l’infortunato, per evitare un'eccessiva dispersione di calore;

- non muovetelo assolutamente se sospettate una frattura della colonna vertebrale, delle gambe o del bacino;
- se le parti colpite sono la testa, il torace o lo stomaco sostenete il capo e le spalle dell’infortunato in posizione semiseduta. Slacciate gli indumenti stretti;

- prevenite i fattori che possono peggiorare lo shock e, se possibile, agite limitando le cause scatenanti. Tamponate le ferite e immobilizzate le fratture. Ricordate che il dolore, le manovre intempestive, il trasporto in cattive condizioni, il caldo o il freddo eccessivi sono fattori aggravanti;

- coprite l’infortunato con una coperta e confortatelo in attesa dell’ambulanza. Se ha molta sete bagnategli le labbra, ma non dategli assolutamente nulla da bere.
Domanda al medico specialista gratis

Redazione
31/01/2012



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