Intossicazione e avvelenamento

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Intossicazione da alcol

Il motivo per cui le bevande alcoliche possono causare intossicazione è la presenza in esse dell'etanolo. L'etanolo, quando assunto in quantità tali da divenire tossico, agisce direttamente sul cervello ed ha come effetto non solo l'alterazione delle attività psicomotorie, delle funzioni visive e uditive, ma anche le capacità intellettive. L'alcol infatti mina le capacità di autocontrollo e può avere un potente effetto depressivo.
L'intossicazione alcolica si manifesta questi sintomi che possono essere presenti tutti o in parte:
impossibilità di coordinare i movimenti (per esempio, la persona non riesce a infilare una giacca), linguaggio confuso e biascicato, respirazione alterata, crisi di vomito, perdita di conoscenza, comparsa di venuzze rosse sulla parte bianca dell'occhio, forte odore di alcol nell'alito. La prudenza invita sempre a chiamare un medico, ma se la persona sembra addormentata, ma il cuore pulsa regolarmente e il respiro è normale, non occorre nel frattempo fare null'altro di particolare. Può essere importante invece controllare la persona di tanto in tanto.
Nel caso in cui la respirazione sia alterata, per cui appare corta, affrettata, affannosa, la situazione può essere invece più grave. In questo caso è necessario effettuare la respirazione artificiale e, se il battito del cuore risulta assente, anche il massaggio cardiaco. Ovviamente in questo secondo caso va subito chiamata un'ambulanza. Potrebbe darsi che la persona sia svenuta o stia dormendo, ma in questo caso basterebbe scuoterla per capirlo. Se reagisce, risvegliandosi anche per pochi istanti, non c'è nulla di cui preoccuparsi. Occorre stare attenti invece se dopo le scosse ricevute non si nota neanche una minima reazione.

Intossicazione alimentare

La causa più frequente di intossicazione alimentari è l'ingestione di alimenti avariati o mal conservati. Un esempio tipico è quello di alimenti non conservati in frigorifero. Un modo efficace per riconoscere l'intossicazione alimentare è notare se più persone che hanno mangiato la stessa cosa hanno avuto un malore o se lo accusa solo chi ha mangiato un determinato cibo.
In particolare l'intossicazione da stafilococchi è dovuta a cibi conservati a temperatura ambiente, insorge a poche ore dal pasto e si manifesta con vomito, dolori addominali, diarrea, febbre. Più grave, e spesso mortale, è l'intossicazione da tossina botulinica ed è dovuta all'ingestione di cibi conservati, in scatola e sottolio, o insaccati. Se si sospetta che l'intossicazione sia di origine botulinica , in base al tipo di cibo che può averla causata, è assolutamente necessario trasportare con urgenza la vittima al Pronto Soccorso.
I più comuni alimenti alterati o inquinanti sono la carne andata a male, cibi in scatola mal conservati, frutti di mare raccolti nelle vicinanze dei porti. È buona norma buttare via le scatole che presentano il coperchio rigonfio o che emettono un soffio di gas all’apertura, ed evitare di raccogliere frutti di mare se l'acqua non è cristallina.
I sintomi di intossicazione alimentare, che possono essere presenti o singolarmente o tutti insieme, sono: mal di pancia e di stomaco, diarrea, vomito, alterazione della respirazione, forte salivazione, intensa sudorazione, senso di vertigine. La prima cosa da fare è mettersi in contatto con il Centro Antiveleni più vicino in modo da ottenere istruzioni precise sul da farsi. Nel caso ciò non sia possibile immediatamente l'alternativa immediata è quella di indurre il vomito, se non è già arrivato spontaneamente. La manovra di induzione del vomito può essere (anzi è preferibile che lo sia) fatta dalla persona stessa con due dita o un cucchiaio posti in fondo alla gola. Evitare assolutamente di far ingerire alla persona alcun tipo di bevanda come ad esempio caffè salato, neanche se ciò serve ad indurre il vomito. Anche se la persona riesce a vomitare deve comunque essere visitata da un medico. Nel caso contrario va immediatamente portata al pronto soccorso.

Intossicazione da farmaci

Il sintomi da sovradosaggio da farmaci possono essere vari, ma quasi sempre sono a danno dell'apparato intestinale e del sistema nervoso. Possono variare a seconda del tipo di farmaco. In generale, l'intossicazione da farmaci provoca: rallentamento dell'attenzione e dello stato di coscienza, insorgenza di uno stato di torpore e sonnolenza, riduzione progressiva dell'attività respiratoria.
Vista poi la varietà dei farmaci esistenti è utile soffermarsi sui farmaci che più frequentemente vengono assunti in modo tale da dare luogo a intossicazione. I barbiturici, ad esempio, provocano sonnolenza, nausea, vertigini, ebbrezza, pallore, sudorazione, perdita d'urina e di feci, rilassamento del sistema muscolare, arresto della respirazione.
La prima cosa da fare urgentemente è quella di rivolgersi ad un centro antiveleni. Nell'attesa del soccorso ospedaliero, è bene attenersi a delle regole molto precise: Non somministrare bevande o cibi se la vittima non è cosciente; conservare i residui del farmaco, o i relativi contenitori o foglietti illustrativi, in modo da consentire al personale medico l'immediata identificazione della sostanza ingerita per portare subito le cure del caso; Se il caso si presenta più grave potrà rendersi necessario praticare la respirazione bocca a bocca e sistemare la vittima nella posizione di sicurezza se è in stato di incoscienza.

Intossicazione da gas

In questo caso siamo in presenza di un infortunio dalle caratteristiche "subdole", in quanto la vittima rimane intossicata un po' alla volta senza rendersene conto, passando lentamente dallo stato di sopore a quello confusionale con manifestazioni di cefalea acuta, nausea e vomito, sonno profondo e, nei casi in cui non si interviene in tempo, coma ed arresto cardiaco. In altre parole, la vittima rimane colpita lentamente da asfissia senza avvertire nessun pericolo.
Il monossido di carbonio è il gas più velenoso. È incolore, inodore e si libera dai tubi di scappamento delle auto, da bruciatori difettosi a gasolio, metano o a combustibile solido.
È importante, quando si deve prestare soccorso alla vittima, attenersi alle seguenti norme per non rimanere colpiti dallo stesso infortunio, data la presenza di esalazioni di gas nell'aria: nell'ambiente saturo di gas è necessario in primo luogo tutelare la propria incolumità: ci si deve proteggere il viso con un panno bagnato e prima di irrompere nel locale si deve respirare profondamente per cinque-sei volte e poi eseguire un'ultima inspirazione profonda.
non si devono azionare interruttori elettrici o qualsiasi apparecchio elettrico, né usare candele o corpi illuminanti a fiamma libera;
Procedendo carponi (a quattro zampe) o, meglio, strisciando con il ventre a terra, si deve raggiungere la persona in difficoltà, afferrarla per un braccio e trascinarla immediatamente fuori dalla stanza. Bisogna agire in fretta in modo da non correre il rischio di dover inspirare il gas. È importante non entrare in posizione eretta perché il gas tende a salire verso l'alto: procedere all'altezza del pavimento riduce il rischio di inalarlo. Se è possibile è opportuno arieggiare l'ambiente aprendo tutte le finestre;
Una volta fuori dal locale saturo di gas, la persona deve essere trasportata all'aria aperta e i suoi vestiti devono essere slacciati. La vittima, se presenta difficoltà respiratorie, a respirazione artificiale. Sistemarla in posizione di sicurezza per evitare il soffocamento in caso di vomito. Provvedere quindi con urgenza a trasportarla al più vicino Pronto Soccorso.
Se le sue condizioni lo richiedono praticare il massaggio cardiaco. Nel frattempo, se è possibile, farsi aiutare a chiamare un'ambulanza, specificando che occorre dell'ossigeno. Se invece il soccorritore è da solo, non deve allontanarsi per telefonare prima che la persona si sia ripresa completamente. L'ambulanza deve essere chiamata anche se la persona sembra stare bene.

Avvelenamento e ingestione sostanze tossiche o corrosive

L’ingestione di acidi, alcali o altre sostanze corrosive (caustici) non produce avvelenamento, ma causa la distruzione dei tessuti dell’apparato digerente, con effetti simili a quelli di un’ustione: non di rado infatti si potranno notare dei segni di ustione attorno alle labbra dell’infortunato.
Se è stata ingerita una sostanza corrosiva non bisogna assolutamente provocare il vomito per evitare di aumentare le lesioni con la ripetizione del passaggio della sostanza nell’apparato digerente. Avendo la certezza che non sono in causa irritanti o caustici, se l’infortunato non presenta convulsioni ed è cosciente, è utile provocare il vomito. In molte città esistono centri antiveleni a cui è possibile rivolgersi anche telefonicamente per ricevere istruzioni su come comportarsi in caso di intossicazione alimentare o di avvelenamento.

Che cosa fare:


• Sostanze corrosive

- chiamate l’ambulanza;

- controllate se la persona è cosciente e se respira. Se è priva di sensi mettetela nella posizione laterale di sicurezza (vedi). Se non respira sarà necessario iniziare la respirazione artificiale (vedi): fate attenzione a non contaminarvi con la sostanza corrosiva nella respirazione bocca-bocca;

- se l’infortunato è cosciente non fatelo vomitare ma somministrategli latte o acqua in abbondanza. Questo servirà a diluire la sostanza corrosiva;

- lavategli le labbra e la bocca delicatamente con abbondante acqua;

- raccogliete tutte le informazioni possibili sulla sostanza e sul tempo trascorso da quando è stata ingerita. Queste notizie, con gli eventuali contenitori ritrovati nelle vicinanze dell’infortunato, saranno utilissime al medico per decidere il tipo di intervento;

- fate trasportare l’infortunato al più vicino ospedale.
Portate anche le sostanze rinvenute vicino a lui che riterrete responsabili dell’incidente perché possano essere analizzate.

• Sostanze tossiche

- chiamate l’ambulanza;

- se la sostanza è stata ingerita da poco cercate di provocare il vomito: potete farlo stimolando con le dita la gola dell’infortunato.
Non ricorrete a sostanze emetiche saline. Non provocate il vomito se la persona è priva di sensi o addormentata o se l’ingestione del veleno è già avvenuta da un po’ di tempo;

- fate ricoverare l’infortunato nel più vicino ospedale.
Portate anche le sostanze che possono essere state causa dell’avvelenamento;

- non inducete il vomito se il paziente non è perfettamente cosciente;

- non inducete il vomito se la fonte del veleno è un acido forte, una sostanza alcalina o un prodotto petrolifero (come detergenti per il forno, detergenti per il WC, l’ammoniaca, i candeggianti, il cherosene e la benzina).

Avvelenamento da funghi

I funghi più pericolosi sono l’amanita panterina, l’amanita muscaride, l’amanita falloide. È utile sapere che quasi tutti i funghi velenosi hanno il cappello a lamelle e tutti quelli mortali hanno un sacco biancastro (volva) da cui sporge il gambo. I sintomi variano da quelli tipici della banale indigestione (nausea, vomito, diarrea) a disturbi nervosi (vertigini, confusione mentale, delirio, sincope) e shock. In particolare, si possono avere due quadri clinici diversi:

- precoce (entro 4 ore dall’ingestione), con i sintomi dell’indigestione e uno stato simile a quello di ebbrezza;

- tardivo (10-15 ore dopo l’ingestione), con sintomi più gravi e maggior rischio di morte.

Che cosa fare:


- provocate il vomito. Non utilizzate a tale scopo sostanze saline, ma stimolate con le dita la gola dell’infortunato;

- cercate di individuare la specie dei funghi in causa;

- fate ricoverare l’infortunato nel più vicino ospedale, dove potrà essere sottoposto a lavanda gastrica. Se non fosse possibile raggiungere rapidamente un pronto soccorso, somministrategli un antidoto, preparato mescolando 4 albumi di uovo con un litro di latte o di acqua, o del carbone vegetale;

- se il paziente perde conoscenza mettetelo in posizione laterale di sicurezza (vedi).

Intossicazione da alimenti alterati o inquinanti

I più comuni alimenti alterati o inquinanti sono la carne andata a male, cibi in scatola mal conservati, frutti di mare raccolti nelle vicinanze dei porti. È buona norma buttare via le scatole che presentano il coperchio rigonfio o che emettono un soffio di gas all’apertura, ed evitare di raccogliere frutti di mare in prossimità dei porti.
La contaminazione di cibi da stafilococchi, dopo poche ore (2 o 3) dall’ingestione, dà luogo a vomito, diarrea, talvolta febbre, che si risolvono in genere in 24 ore. Può essere utile provocare il vomito e somministrare un medicinale a base di carbone vegetale.

Danni da calore

Tra i danni da calore rientrano oltre alle ustioni, che possono essere di diversa natura (da caustici e da fuoco, per esempio) e di diverso grado, anche quelli procurati da temperature elevate, come il colpo di calore. Per tutti è necessario un intervento di pronto soccorso, così da scongiurare complicazioni e da alleviare il più presto possibile il soggetto colpito.
http://www.italiasalute.it/Risorse/soccorso.asp Domanda al medico specialista gratis

Redazione
27/11/2011

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