Il calcio nelle arterie rivela il rischio di infarto

Maggiori possibilità di crisi cardiaca in chi ha livelli elevati

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Keywords | calcio, cuore, infarto,

Uno studio di ricercatori dell’Intermountain Healthcare Heart Institute di Salt Lake City segnala che la presenza di calcio nell’arteria coronaria può determinare il rischio di infarto in un soggetto.
Non tutte le persone che si recano al pronto soccorso accusando dolori al petto hanno un infarto o sono a rischio di averne uno. L’identificazione di un parametro efficace per verificare il rischio reale può ridurre il numero di visite al pronto soccorso e agevolare il lavoro dei medici.
"La presenza di calcio dell'arteria coronaria può aiutarci a prevedere chi ha maggiori probabilità di avere un evento cardiaco, non solo nel prossimo futuro, ma anche quando arrivano i primi sintomi", assicura Viet Le, autore principale della ricerca.
Allo studio hanno preso parte 5.547 pazienti senza una storia di malattia coronarica che si sono recati all’Intermountain Medical Center con dolore toracico fra l’aprile del 2013 e il giugno del 2016.
I pazienti sono stati sottoposti a scansioni Pet/Tc per valutare l’ischemia, un'interruzione del normale flusso sanguigno attraverso le arterie cardiache ai tessuti muscolari del cuore.
La scansione cerca anche la presenza di Cac, i depositi di calcio sulle pareti delle arterie del cuore che possono indicare l’aterosclerosi, segno distintivo delle malattie cardiache.
Dopo aver analizzato i risultati medici dei pazienti per i successivi 4 anni, i ricercatori hanno scoperto che i soggetti con presenza di Cac nell’arteria coronaria mostravano un rischio più elevato di avere un evento cardiaco entro 90 giorni rispetto a quelli la cui Pet/Tc non mostrava tracce di Cac.
I soggetti con Cac avevano anche più probabilità di soffrire negli anni seguenti di malattia coronarica ostruttiva di alto grado, interventi chirurgici di rivascolarizzazione o altri importanti eventi cardiaci, rispetto ai pazienti che non avevano calcio nelle coronarie.
Una conferma indiretta allo studio viene da un’altra ricerca che mette sotto accusa gli integratori a base di calcio.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Heart da un team dell'Università di Zurigo guidato dalla dott.ssa Sabine Rohrmann, ha preso spunto dai dati provenienti dagli oltre 24 mila partecipanti allo studio europeo Epic, una vasta indagine settoriale sui rapporti fra cancro e alimentazione. Attraverso l'analisi di vari questionari sulle abitudini alimentari, i ricercatori hanno verificato che il calcio assunto attraverso integrazione causa un innalzamento significativo del rischio di infarto. Al contrario, non risulta che il calcio assorbito attraverso l'alimentazione abbia una qualche conseguenza sull'apparato cardiovascolare. La differenza è data dal fatto che il calcio degli integratori entra in circolo immediatamente, aumentando in maniera evidente la concentrazione ematica di questo minerale, il che causerebbe squilibri che faciliterebbero la comparsa di problemi cardiaci.
“Dovremmo tornare a vedere il calcio come un'importante componente di una dieta bilanciata e non come una panacea a basso costo per l'universale problema della perdita di densità ossea tipica della menopausa”, hanno dichiarato gli autori della ricerca.
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Andrea Sperelli
16/04/2019



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