Il pisolino aiuta la memoria

Dormire il pomeriggio migliora le potenzialità del cervello

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Keywords | pisolino, cervello, neonati,

Una pennichella dopo pranzo potenzia le nostre capacità cerebrali. Lo dicono diversi studi, l'ultimo dei quali ad opera di ricercatori della prestigiosa Johns Hopkins University.
Grazie al sonnellino, infatti, migliorano le funzioni mentali, la capacità di prendere decisioni e la memoria.
Lo studio, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, ha analizzato 2974 adulti cinesi oltre i 65 anni. Il 60 per cento ha dichiarato di fare un pisolino dopo pranzo, della durata variabile fra i 30 e i 90 minuti. I volontari sono stati sottoposti a dei test volti a verificare le loro prestazioni mentali.
I risultati indicano che quelli che si rilassavano dopo pranzo con un pisolino mostravano capacità più elevate a livello mentale rispetto a chi non dormiva.
A sostenere i vantaggi del riposo pomeridiano è anche uno studio pubblicato su Neurobiology of Learning and Memory da un team della Saarland University, in Germania.
Secondo gli esiti dello studio, un pisolino di 45 minuti aumenta di 5 volte la memoria. I ricercatori tedeschi hanno chiesto a un gruppo di volontari di imparare 90 parole singole e 120 coppie di parole non legate fra di loro da un senso logico. Finito il test, alcuni volontari hanno guardato un Dvd, mentre gli altri si sono riposati.
Il coordinatore della ricerca, Axel Mecklinger, spiega: «Le prestazioni mnemoniche dei partecipanti che avevano fatto un pisolino erano buone come prima di dormire, cioè immediatamente dopo aver completato la fase di apprendimento. In poche parole, le prestazioni mnemoniche non sono migliorate nel gruppo che ha fatto un pisolino rispetto a quelle misurate subito dopo la fase di apprendimento, ma sono rimaste costanti. Quindi, un breve pisolino in ufficio o a scuola è sufficiente a migliorare in modo significativo il successo dell'apprendimento. Dovremmo pensare seriamente agli effetti positivi del sonno».
Il pisolino pomeridiano aiuta anche i neonati nelle fasi di apprendimento. A stabilirlo è una ricerca dell'Università dell'Arizona che dimostra come i bambini che dormono durante il pomeriggio riescano a imparare più rapidamente rispetto agli altri neonati.
I ricercatori hanno proposto a un gruppo di 48 bambini di 15 mesi una serie di frasi in una lingua che non esiste, ma strutturata grammaticalmente in maniera simile all'inglese. Dopo aver ascoltato le frasi, alcuni bambini sono stati messi a letto per il pisolino, altri invece sono rimasti svegli.
Dopo qualche ora, i medici hanno fatto dei test per verificare il grado di apprendimento dei due gruppi. Si è stabilito che entrambi erano in grado di riconoscere il linguaggio ascoltato in precedenza, ma soltanto i bambini che avevano dormito ne avevano compreso la struttura, applicandola a frasi nuove. Come controprova, il test è stato ripetuto dopo il sonno della notte, ma anche in questo caso i bambini più “svegli” sono risultati quelli che avevano fatto il riposino pomeridiano.
Da uno studio americano del dipartimento di psichiatria dell'Harvard Medical School risulta che con 45 minuti di sonno non-Rem, quelli solitamente dedicati alla pennichella pomeridiana, l'archivio dei ricordi viene potenziato. I ricercatori hanno preso in esame 33 persone (11 uomini e 22 donne) di 23 anni di età media. I volontari sono stati sottoposti ad alcuni test. Al loro arrivo al laboratorio alle 11,30 del mattino, essi venivano sottoposti ad alcune sessioni di apprendimento, seguite da test di memoria alle 12.15 e alle 13. Dopodiché, a 16 dei volontari veniva concesso un pisolino, mentre i restanti 17 venivano lasciati svegli nel laboratorio.
Dopo il riposo tutti restavano nel laboratorio fino alle 16. Dalle risposte ai test si è visto che la memoria era rinforzata dal riposo, ma solo se i giovani si erano concentrati al massimo durante l'apprendimento.
«Questi risultati – afferma Mattew Tucker del Centro del sonno dell'ateneo – suggeriscono che c'è una sorta di livello ideale per apprendere attraverso il sonno, che aiuta a elaborare in modo ottimale i ricordi. L'importanza di questa scoperta è anche che il sonno può essere utile, ma non a elaborare tutte le informazioni acquisite nella fase di veglia». Cioè la pennichella funziona solo con le nozioni che sono state imparate bene. Un'altra conferma della validità della “pennichella” pomeridiana per la memoria viene da uno studio americano svolto dal neuroscienziato William Fishbein della City university di New York.
La ricerca ha provato che bastano solo 12 minuti o un'ora e mezza con gli occhi chiusi nel pomeriggio per rafforzare la memoria e sedimentare nozioni appena apprese mentre, al contrario, non dormire o dormire male la notte danneggia pesantemente le capacità mnemoniche.
L'indagine scientifica del dott. Fishbein e dalla sua équipe ha sottoposto più di 20 studenti universitari di lingua inglese a test di apprendimento sulla lingua cinese, che i soggetti esaminati non conoscevano per nulla. I ragazzi sono stati divisi in due gruppi da dieci: nel primo i giovani facevano un pisolino pomeridiano di 90 minuti dopo aver appreso le parole cinesi loro comunicate, mentre nel secondo gruppo tutti i soggetti restavano svegli.
Lo stesso pomeriggio del “sonnellino”, gli scienziati hanno sottoposto tutti gli studenti coinvolti a test e quiz su altre parole cinesi mai viste prima e la differenza nell'apprendimento dei ragazzi è apparsa evidente. I giovani reduci dalla dormitina hanno mostrato di intuire la composizione in sillabe e persino l'origine semantica delle nuove parole cinesi, nonché di riuscire a collegarle a quanto imparato prima molto meglio dei ragazzi che erano rimasti svegli. «In pratica chi aveva fatto un riposino ha capito subito il senso dei quiz mentre per gli altri la memoria faceva cilecca», ha osservato Fishbein. Secondo lo studioso ciò che conta nel rafforzare la memoria è la fase del sonno chiamata “ad onda lenta” che si raggiunge velocemente una volta chiusi gli occhi in quanto precede la fase Rem in cui si manifestano i sogni.
Per usufruire di un riposo notturno che ristori al massimo dall'American Academy of Sleep arrivano alcuni suggerimenti. Per prima cosa bisogna tenere presente che bisognerebbe dormire almeno 7-8 ore a notte, poi si devono seguire alcune semplici regole come dedicare qualche minuto al relax prima di dormire; non andare a letto troppo tardi; non fare uso di stimolanti o bevande con caffeina prima di dormire; non essere affamati né con lo stomaco troppo pieno; evitare di fare attività fisica intensa nelle sei ore precedenti al momento di andare a letto. Infine la camera da letto deve essere buia, silenziosa e fresca e bisogna cercare di svegliarsi sempre alla stessa ora.
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Andrea Sperelli
12/01/2017



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