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ARTICOLI TROVATI : 1779

Risultati da 621 a 630 DI 1779

30/10/2013 Ricerca italiana svela il potenziale di questo approccio terapeutico

Le staminali della pelle per curare la sclerosi multipla
Cellule staminali della pelle trasformate in staminali cerebrali per curare gravi malattie del sistema nervoso centrale come la sclerosi multipla. È l'ipotesi messa in campo da una ricerca italiana pubblicata su Nature Communications dagli scienziati dell'Istituto di Neurologia sperimentale del San Raffaele di Milano coordinati dal direttore della Divisione di Neuroscienze Gianvito Martino.
Lo studio, realizzato su modello murino, evidenzia la capacità delle cellule della pelle trasformate ... (Continua)

30/10/2013 Migliorano le condizioni della prima bambina italiana sottoposta al trattamento

Paralisi cerebrale, la speranza delle staminali
La speranza di una bambina di 4 anni affetta da paralisi cerebrale fin dalla nascita è affidata alle cellule staminali del suo cordone ombelicale. È lei la prima italiana sottoposta a trapianto con cellule cordonali autologhe e, stando ai primi dati disponibili, le sue condizioni sembrano migliorare.
La notizia arriva dal quarto congresso mondiale ESH/NetCord/Eurocord sulle "Cellule staminali del cordone ombelicale", che si è svolto a Montecarlo dal 24 al 27 ottobre. La piccola è stata ... (Continua)

28/10/2013 Scoperte fondamentali per la lotta all’obesità

Come ti spengo la fame
Per chi ha sempre fame due notizie molto interessanti. La prima è che un team di ricerca della Cambridge University ha scoperto un “gene della fame” che induce a mangiare di continuo e rallenta il metabolismo.
Analizzando il Dna di oltre duemila persone, i ricercatori guidati da Sadaf Farooqi, che hanno pubblicato i dettagli sulla rivista Cell, hanno evidenziato una mutazione a carico di KSR2 che spinge le persone colpite a mangiare di più e a bruciare un minor numero di calorie.
Il dott. ... (Continua)

25/10/2013 Nuove prospettive terapeutiche per chi è dipendente

Curare l’alcolismo con farmaci antidiabetici
Farmaci antidiabetici per curare l’alcolismo. Questa la strada tracciata da alcuni studi condotti da un Gruppo di ricercatori coordinati dal Professor Roberto Ciccocioppo del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica dell’Università di Camerino, che aprirebbero nuove prospettive nel trattamento della dipendenza alcolica.
Il Prof. Roberto Ciccocioppo mette in evidenza i risultati di alcuni lavori recentemente pubblicati dai quali emerge come i farmaci agonisti del recettore ... (Continua)

24/10/2013 15:34:36 La ricerca farmacologica in ambito neuro-psichiatrico

Potenziare con i farmaci l'autoriparazione del cervello
La relazione tra neurogenesi e malattie neuropsichiatriche costituisce un nuovo ed affascinante campo di indagine neurobiologica, in cui la cellula staminale neurale adulta costituisce un potenziale bersaglio, sia per interventi terapeutici di nuova concezione, sia per l’interpretazione dell’attività di farmaci da tempo utilizzati in ambito clinico.
Nel corso dei lavori della 36° Edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia, in programma a Torino dal 23 al 26 ... (Continua)

24/10/2013 11:01:07 Riduzione del volume di materia grigia in età adolescente

Con cocaina in gravidanza sviluppo del cervello non corretto
Assumere cocaina durante la gravidanza non è esattamente una buona idea. Quel che appare al senso comune come la scoperta dell'acqua calda ha trovato tuttavia una validazione scientifica grazie al lavoro di alcuni ricercatori della Yale University School of Medicine di New Haven in Connecticut.
Negli adolescenti, infatti, l'esposizione prenatale alla cocaina è associata a una riduzione del volume di materia grigia nelle regioni frontali e posteriori del cervello. “Studi su animali dimostrano ... (Continua)

23/10/2013 Dormire poco può avere effetti molto negativi

I disturbi del sonno associati all'Alzheimer
In genere, dormire poco non è affatto una buona idea. Nello specifico, lo è ancora meno se si paventa l'insorgenza del morbo di Alzheimer. Uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health ha infatti associato la presenza di disturbi del sonno all'aumento delle probabilità di Alzheimer.
L'analisi, pubblicata su Jama Neurology, dimostra che sia il sonno di breve durata sia una scarsa qualità complessiva del riposo notturno sono tratti associabili a una ... (Continua)

22/10/2013 12:08:59 Nuova teoria sul funzionamento dell'organo principe

Come pensiamo, cervello alto o basso?
Sarà che si tratta di un organo estremamente complicato da analizzare, ma riserva sempre molte sorprese. È il cervello, protagonista di un libro in uscita che promette di mettere in discussione i fondamenti su cui si sono basate finora le teorie sul funzionamento cerebrale.
L'autore è un neuroscienziato americano, Stephen M. Kosslyn dell'Università di Harvard, affiancato nella parte redazionale dallo scrittore G. Wayne Miller. I due utilizzano termini inediti per parlare di cervello, “alto” ... (Continua)

21/10/2013 14:20:37 Comportamento influenzato dal ritmo sonno-veglia

Il sonno dei bambini
Il modo in cui si comportano i bambini durante i primi mesi di vita è associato al ritmo sonno-veglia che il bimbo adotta. Lo dice uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Pediatrics dalla dott.ssa Yvonne Kelly dello University College di Londra: “lo stato di salute nelle fasi iniziali della vita ha una profonda influenza sul benessere a breve e a lungo termine, e identificare i fattori di rischio capaci di interferire con un armonico sviluppo pone le basi per migliorare la salute ... (Continua)

18/10/2013 17:01:12 L'integrazione dei vari biomarcatori rende possibile la diagnosi precoce

I segni dell'Alzheimer visibili con anni di anticipo
Diagnosticare in maniera precoce l'Alzheimer è possibile, e lo è già con gli strumenti attuali. Una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis ha infatti dimostrato che l'utilizzo integrato dei vari biomarcatori conosciuti rende possibile la diagnosi della patologia con anni di anticipo rispetto all'insorgenza dei primi sintomi.
Lo studio, pubblicato su Neurology dalla prof.ssa Catherine Roe e dai suoi colleghi, si è basato sullo studio dei campioni di liquido ... (Continua)

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