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ARTICOLI TROVATI : 1779

Risultati da 401 a 410 DI 1779

20/09/2014 10:39:35 Fondamentale per la funzionalità del cervello

L'attività elettrica dei neuroni
C'è un codice da scoprire all'interno del nostro cervello. L'obiettivo a lungo termine della neuroscienza è proprio dare un volto ai misteriosi meccanismi che innescano tutta l'attività cerebrale.
Tutto ciò che pensiamo, ricordiamo e avvertiamo subisce una sorta di codifica nel cervello. Se riuscissimo a scoprire la natura di questo codice potremmo compiere passi in avanti impensabili nel campo della neuro-ingegneria. Ad esempio, potremmo realizzare trapianti cerebrali capaci di potenziare ... (Continua)

17/09/2014 17:17:50 Iperattività cerebrale per compensare l’accumulo di beta-amiloide

La reazione del cervello all’Alzheimer
Di fronte all’Alzheimer il cervello entra in allarme e risponde con un’iperattività a livello cerebrale per compensare la perdita di funzionalità indotta dalla malattia. Un team di ricercatori dell’Università della California ha analizzato il comportamento di 71 volontari – 22 giovani adulti e 49 in età avanzata – senza disturbi di sorta.
I partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI) per la valutazione dell’attività cerebrale. Nel frattempo, i ricercatori ... (Continua)

17/09/2014 Il ruolo di un’area specifica del cervello

Attrazione fatale per il cibo spazzatura
Cos’è che ci spinge a mangiare alimenti che sappiamo essere di scarsa qualità e pieni di grassi? Se lo sono chiesto i ricercatori canadesi dell’Università di Waterloo, che hanno indagato i meccanismi in base ai quali il cibo spazzatura riesce ad essere così attraente ai nostri occhi e al nostro palato.
I ricercatori, che hanno pubblicato la loro analisi su Psychosomatic Medicine, Journal of Biobehavioral Medicine, il giornale ufficiale dell’American Psychosomatic Society, hanno effettuato ... (Continua)

16/09/2014 14:28:00 Studio italiano sui deficit neurocognitivi

Apnee, danni al cervello reversibili dopo il trattamento
Uno studio condotto dai ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele dimostra come i deficit neuro cognitivi associati a modificazioni strutturali del cervello nei pazienti con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA-obstructive sleep apnea), siano reversibili dopo il trattamento delle apnee.
La ricerca, coordinata dal professor Luigi Ferini Strambi, neurologo e responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele Turro e dal professor Andrea Falini, primario di ... (Continua)

15/09/2014 17:14:00 L’alterazione di SKA2 lo rende più probabile

Il suicidio predetto da un gene
Ad aumentare il rischio di suicidio sarebbe anche l’alterazione chimica di un gene specifico. Ne sono convinti i ricercatori della Johns Hopkins University, che hanno pubblicato su The American Journal of Psychiatry uno studio volto alla ricerca di uno strumento di tipo predittivo.
Il dott. Zachary Kaminsky, docente di psichiatria presso il prestigioso ateneo e coautore dello studio, spiega: “i cambiamenti in un gene coinvolto nella funzione della risposta del cervello agli ormoni dello ... (Continua)

13/09/2014 12:53:31 Nuove procedure possono aiutare a creare farmaci migliori

La genetica del cervello per le malattie mentali
C’è un nuovo approccio possibile per la farmacologia applicata al campo psichiatrico. Nei laboratori di ricerca Novartis di Cambridge si stanno studiando procedure genetiche atte a sperimentare nuovi farmaci che abbiano come target vari disturbi mentali.
Servendosi delle cellule staminali e della loro estrema capacità di differenziazione, i ricercatori Novartis possono analizzare a livello molecolare cosa esattamente non funzioni nelle cellule cerebrali dei pazienti che soffrono di patologie ... (Continua)

13/09/2014 09:36:00 Utilizzo del Brain Computer Interface propedeutico alla chirurgia

Nuova tecnica per l’epilessia
Un decisivo passo in avanti verso interventi neurochirurgici più sicuri e con minori effetti indesiderati è stato compiuto dal Centro per la Chirurgia dell’Epilessia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli nell’ambito del Progetto Cyber-Brain nato dalla collaborazione tra Fondazione Neuromed, Fondazione Neurone, Albany Medical Center e Iemest.
Per la prima volta in Italia è stata infatti applicata, su un paziente con epilessia, una metodica innovativa che si basa su tecnologie molto avanzate di ... (Continua)

12/09/2014 16:06:00 Un deficit può causare un disturbo cerebrale grave

Senza vitamina B1 il cervello soffre
Una carenza di vitamina B1 - detta anche tiamina - può causare danni gravi al cervello. Nello specifico, secondo uno studio del Loyola University Medical Center, il deficit della sostanza può essere alla base di un disturbo cerebrale chiamato encefalopatia di Wernicke, potenzialmente fatale.
I sintomi a carico della vittima sono allucinazioni, confusione, coma, perdita della coordinazione muscolare, problemi alla vista. In casi estremi, la condizione può condurre a danni cerebrali ... (Continua)

11/09/2014 17:37:00 Ricercatori italiani scoprono l'interruttore del bilinguismo

L'interruttore che ci fa cambiare lingua
Passare da una lingua all'altra è possibile grazie a una sorta di interruttore che abbiamo nel cervello. A scoprirlo è un gruppo di scienziati dell'Irccs Medea-Associazione La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco), che ha realizzato uno studio in collaborazione con l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
La ricerca, pubblicata su Neuropsychologia, ha localizzato il "bottone" nella corteccia temporale superiore cerebrale. Se opportunamente stimolato, questo "pulsante" fa ... (Continua)

10/09/2014 14:36:00 I farmaci ansiolitici aumentano le probabilità della malattia

Le benzodiazepine causano l'Alzheimer
Assumere benzodiazepine espone a un rischio maggiore di morbo di Alzheimer. Lo dice una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da Sophie Billioti de Gage dell'Università di Bordeaux.
La ricercatrice francese spiega: “abbiamo trovato che il rischio aumenta del 43-51% in persone (over-65enni) che hanno iniziato un trattamento con benzodiazepine in passato (più di 5 anni prima della diagnosi). Il rischio compare per individui che hanno usato i farmaci per almeno tre mesi e aumenta con ... (Continua)

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