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ARTICOLI TROVATI : 629

Risultati da 301 a 310 DI 629

29/03/2013 I sintomi correlati con maggior probabilità di arresto cardiaco

L'insonnia e il rischio cardiaco
Non riuscire a dormire è senz'altro una delle condizioni più spiacevoli per l'essere umano, tanto che la privazione del sonno costituisce probabilmente la tecnica di tortura più efficace. La mancanza di sonno, tuttavia, rappresenta un pericolo anche per la salute del nostro cuore, come sostiene un ampio studio osservazionale pubblicato sullo European Heart Journal.
La ricerca è stata condotta da un team dell'Università di Scienza e Tecnologia di Trondheim, in Norvegia, che ha analizzato più ... (Continua)

18/03/2013 17:14:06 La presenza di sintomi non modifica la prognosi nei diabetici con coronaropatia
Diabete di tipo 2 ed ischemia coronarica
I diabetici di tipo 2 con cardiopatia ischemica (CAD) possono avere sintomi anginosi o sintomi equivalenti come la dispnea da sforzo, oppure essere asintomatici. La presenza o meno di sintomi solleva la questione se trattare o non trattare gli asintomatici. L'ischemia silente può essere la prima manifestazione di una CAD o può,comunque, seguire una rivascolarizzazione coronarica per pregressa CAD sintomatica. Per questo motivo Gilles Dagenais, cardiologo del Quebec Heart and Lung Institute ... (Continua)
18/03/2013 16:43:03 Solo i diabetici sembrano non dover esagerare

Il consumo di uova non aumenta il rischio cardiovascolare
Le uova contengono grandi quantità di colesterolo, circa 210 mg in un uovo di grandi dimensioni, ed è noto che elevati livelli di colesterolo Ldl rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, ma la relazione tra consumo di uova e rischio di ictus o malattia coronarica era finora controversa. Per cercare di chiarire questa possibile associazione è stata condotta una metanalisi da parte di ricercatori della Huazhong University di Wuhan, Cina, in collaborazione con il ... (Continua)

18/03/2013 L'esposizione al veleno associata con la comparsa delle patologie

L'arsenico favorisce ipertensione e diabete
Un'esposizione prolungata all'arsenico aumenta il rischio di problemi cardiovascolari, in particolare ipertensione, ma anche il diabete potrebbe essere favorito dalcontatto con la sostanza.
Per quanto riguarda l'ipertensione, lo studio condotto dal dott. J. Kunrath e dai suoi colleghi dell'Università di Yale di New Haven, nel Connecticut, ha analizzato il fenomeno in una regione della Romania in cui la presenza dell'arsenico nell'ambiente e nelle falde ... (Continua)

13/03/2013 Benefici anche nelle persone che ingrassano

L'astinenza da fumo fa bene al cuore
Quando si smette di fumare il rischio cardiaco si dimezza, anche se il soggetto poi aumenta di peso. A dirlo è una ricerca pubblicata su JAMA da un gruppo di scienziati del Massachusetts General Hospital guidati da James Meigs.
I ricercatori americani hanno condotto uno studio sui volontari del Framingham Offspring Study, valutando l'influenza esercitata dal lieve aumento di peso connesso con la rinuncia al fumo. I medici hanno seguito un vasto campione di soggetti, fumatori e non, per ... (Continua)

07/03/2013 Nesso fra infezione e possibilità di un attacco cardiaco

Infarto più probabile se affetti da Hiv
Chi è affetto da Hiv ha anche un rischio maggiore di essere vittima di un attacco cardiaco. A dirlo è uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine da ricercatori dell'Università di Pittsburgh, secondo cui le persone sieropositive sconterebbero rispetto ai soggetti sani il 50 per cento di probabilità in più di incappare in una crisi cardiocircolatoria.
La ragione, secondo i ricercatori, risiederebbe nella combinazione degli effetti del virus sull'organismo e di quelli prodotti dai farmaci ... (Continua)

06/03/2013 Abituarsi da piccoli a muoversi riduce il rischio di problemi cardiovascolari

A scuola a piedi, il cuore ringrazia
Un passo dopo l'altro, e il cuore resta in forma. Per prevenire le malattie cardiovascolari, l'ideale sarebbe cominciare a fare prevenzione sin da bambini, ad esempio andando a scuola a piedi. A suggerirlo è Marco Moia, segretario scientifico dell'Associazione lotta alla trombosi (Alt): "le malattie cardiovascolari da trombosi, come infarto, ictus, embolia e trombosi, sono l'epidemia dei nostri giorni e ogni anno in Italia colpiscono 600 mila persone. Sono la prima causa di morte nei paesi ... (Continua)

25/02/2013 Lo stress associato allo spoglio aumenta il rischio cardiovascolare

Le elezioni fanno male al cuore
Non sono solo i governi a mettere a rischio la salute dei cittadini con continui tagli al comparto sanitario, ma anche le elezioni. A lanciare l'allarme sono gli esperti di cardiologia riuniti a Bologna per un incontro internazionale sulla fibrillazione atriale e l'infarto.
Lo stress associato alla campagna elettorale e allo spoglio delle schede può rivelarsi un fattore di rischio per la salute cardiovascolare dei cittadini, tanto da aumentare di 4 volte il pericolo di problemi ... (Continua)

15/02/2013 18:07:00 I risultati dello studio AMPLIFY-EXT condotto da ricercatori italiani
Terapia della trombosi venosa profonda con apixaban 
Buone notizie per i pazienti con trombosi venosa profonda (TVP) che anche dopo 6 -12 mesi di terapia anticoagulante "classica" non abbiano ancora raggiunto un ottimale equilibrio clinico per decidere la continuazione o la cessazione  del trattamento. L'utilizzo dell'Apixaban per un periodo di 12 mesi in questi pazienti si è dimostrato efficace e sicuro nel ridurre il rischio di TVP ricorrente senza aumentare il tasso di sanguinamento maggiore. È questa la conclusione dello studio ... (Continua)
11/02/2013 Messo a punto un programma di prevenzione negli Stati Uniti
La prevenzione del diabete fa bene anche al cuore
Fare prevenzione per evitare il diabete porta vantaggi anche al cuore. A dirlo è uno studio osservazionale condotto nell'ambito del Diabetes prevention program (Dpp – Programma di prevenzione del diabete) messo a punto negli Stati Uniti.
Il programma promuove l'adozione di cambiamenti nello stile di vita delle persone a rischio di insorgenza del diabete di tipo 2. Lo studio è opera di un gruppo di centri specializzati e di esperti coordinati dal prof. Trevor J. Orchard dell'Università di ... (Continua)

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