La così detta “medicina difensiva” consiste in un comportamento diagnostico orientato a ridurre il livello di esposizione del medico ad un conflitto giudiziale iniziato dal paziente; si differenzia in medicina difensiva positiva, se si concretizza in più tests o procedure, e in medicina negativa, se si concretizza, invece, nell’evitare pazienti o procedure diagnostiche ad alto rischio. Gli ultimi dati rivelano che a praticare questa scorretta forma di “autotutela” sono il 40% dei dottori italiani.
Il fenomeno della medicina difensiva origina principalmente dal crescente volume di cause legali intentate dai pazienti contro i medici: circa 30mila l’anno, con un costo per il settore della Sanità di 500 milioni di euro solo per le polizze di assicurazione professionale; l’incidenza sulla spesa sanitaria complessiva del Paese invece è stimabile tra un minimo del 12,3% ad un massimo del ...












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