Pochi centimetri di pelle prelevata da tessuto cutaneo fetale sono serviti per costruire una banca della pelle che ha permesso di curare otto pazienti con ustioni di secondo e terzo grado eliminando i problemi di rigetto. I risultati sono stati sorprendenti: le cellule dovevano servire, nelle intenzioni iniziali dei ricercatori, per un trapianto. Invece che il tessuto cutaneo, una volta applicato sulle parti ustionate come una sorta di benda, restituiva ai tessuti danneggiati la capacità di restaurarsi e di guarirle in tempi rapidi, evitando il trapianto e riducendo anche la formazione di cicatrici.
The Lancet ha reso noto il lavoro coordinato da Patrick Hohlfeld del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell'Universita' ospedaliera di Losanna.
fino ad oggi per riparare lesioni cutanee e ustioni di secondo e terzo grado la tecnica standard consiste nell'auto-trapianto di pelle, ovvero ...












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