La cosiddetta terapia adattiva, un metodo che prevede la riduzione delle attività quotidiane, fino a trovare il giusto equilibrio delle energie a disposizione, non è efficace quanto la terapia comportamentale e l’esercizio fisico che restano attualmente gli strumenti migliori per contrastare la sindrome da stanchezza cronica.
Prendere la vita con più lentezza non sembra quindi essere la risposta più efficace contro i sintomi della sindrome quali sonnolenza, affaticamento, dolore muscolare e vuoti di memoria, una patologia che, stando alle stime, colpisce il 2% della popolazione mondiale.
A stabilire l'inefficacia della terapia adattativa è una ricerca pubblicata sul Lancet, dove sono stati presentati i dati del più ampio studio comparativo mai dedicato all’argomento da quando nel 1994 è stata proposta la definizione medica della malattia. Di questo male si conoscono i sintomi ma le ...












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