Chi non vorrebbe cancellare un ricordo doloroso della propria vita, se non eliminandone l'esistenza almeno rimuovendolo dal proprio bagaglio di memorie? Uno studio dell'Università di New York diretto da Cristina Alberini punta proprio a questo risultato.
Lo studio, presentato nel corso di una conferenza sul futuro della scienza che si è tenuta a Venezia, ha individuato un meccanismo per l'eliminazione selettiva dei ricordi, senza dover per questo rinunciare al resto delle nostre conoscenze.
La dott.ssa Alberini spiega: “perché una memoria diventi a lungo termine serve un certo livello emotivo, di stress ed eccitazione. Più è alto, maggiore sarà la quantità e i dettagli del ricordo. Ma se lo stress diventa troppo elevato superando una certa soglia, si crea un deficit, si interrompe il processo di apprendimento e il ricordo non si consolida''. Dal momento che i ricordi negativi sono ...
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