Una svolta determinante nella lotta alla malattia di Crohn: adesso la malattia si può fermare se attaccata precocemente, senza ricorrere all’uso degli steroidi. La chiave è nell’uso più precoce possibile dei farmaci biologici, gli unici in grado di intervenire non solo sui sintomi, ma anche
sulla progressione della malattia.
Una svolta terapeutica che ha trovato conferma in un importante studio, denominato SONIC (Study of Biologic and Immunomodulator Naive Patients in Crohn’s), pubblicato recentemente sul prestigioso New England Journal of Medicine.
I dati emersi parlano chiaro: l’uso precoce della terapia biologica con infliximab ha condotto nel 70 per cento dei casi a guarigione della mucosa e a remissione della malattia. Per comprendere a fondo l’importanza di questa nuova opzione terapeutica va sottolineato che la malattia di Crohn, una
patologia infiammatoria cronica ...
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