(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) piccola variazione viene subito registrata come se fosse un imminente pericolo dando luogo a veri e propri attacchi di panico”.
La Vinciguerra aggiunge che “la vacanza, con l’interruzione delle abituali attività e della routine, ci dovrebbe stimolare a dare spazio ad interessi che nella ripetitività del quotidiano vengono spesso sacrificati, come la socializzazione, la curiosità, l’esplorazione ed anche l’ozio. Una vita programmata ci comprime ma ci tranquillizza. Durante il periodo di ferie l’ansia profonda che alberga nell’essere umano non è più contenuta nel rituale del quotidiano ma esplode nella libertà. Molto spesso, infatti, ci sono persone che ricercano vacanze dove non c’è spazio per l’imprevisto, per il cambiamento. Basta vedere come sono organizzati molti villaggi dove ogni attività è pianificata, ora dopo ora. Tutti sanno cosa accadrà durante la giornata.
Ciò è finalizzato a tranquillizzarci rispetto all’evento improvviso che viviamo come minaccioso”.
“Inoltre nel periodo di vacanza può esplodere un senso di inadeguatezza causato dalle difficoltà economiche che tutti stiamo vivendo – dice la psicoterapeuta - La sensazione è che gli altri si possano permettere ciò che noi non possiamo e che comunque faranno o hanno fatto una vacanza migliore della nostra. Stiamo quindi attenti ai racconti dei viaggi che gli altri ci diranno di aver fatto. Potremmo sentire un senso di disagio, di fallimento che ovviamente ci può provocare ansia e depressione. Tutto ciò è proprio l’opposto di cui, invece, abbiamo bisogno per poter affrontare un settembre carichi di energie e con fiducia in noi stessi per affrontare e risolvere le difficoltà che ci aspettano”.
“Quello che è opportuno fare per affrontare questo periodo di vacanza – conclude la Vinciguerra - è sforzarci di viverlo con serenità, ottenendo così una ricarica energetica per affrontare il nuovo periodo lavorativo. Bisogna prendere coscienza che la realtà molto spesso non coincide con la nostra percezione e quindi non si deve cercare di modificare la realtà, ma la nostra percezione di essa che è viziata in forma peggiorativa dalle nostre ansie, insicurezze e senso d’inadeguatezza. Si può riuscire a modificare la nostra immagine sia estetica sia caratteriale cercando di osservarci con un atteggiamento positivo che sottolinei i nostri pregi, le nostre capacità e non evidenziando soltando soltanto i nostri difetti.
Bisogna imparare a respirare per gestire i nostri stati d’ansia, distaccarsi dal pensiero ossessivo, ricordando episodi belli della nostra vita. Non pensiamo che evitando le situazioni che ci creano ansia saremo sereni, perché così è come dirci che siamo realmente e costantemente in pericolo e che non possiamo fidarci di noi stessi”.


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