Da oggi l’affido terapeutico, cioè la possibilità per il personale sanitario addetto ai Servizi per la Tossicodipendenza (Ser.T.) di consegnare ai pazienti una quantità di farmaco sufficiente ad autogestire la terapia per un certo periodo di tempo, è una pratica più agevole. E’ quanto deriva dalla disponibilità di un nuovo farmaco le cui caratteristiche contrastano appunto la possibilità di un suo uso improprio, rendendo così questa modalità terapeutica più sicura e praticabile. Il nuovo farmaco è un’associazione fissa di buprenorfina e naloxone in rapporto 4:1, in forma di compresse sublinguali, nella quale il secondo componente fa sì che l’eventuale iniezione endovenosa del primo produca effetti spiacevoli, non rispondendo alle attese dei tossicodipendenti.
In Italia c’è un largo consenso da parte del personale sanitario addetto ai Ser.T. verso l’affido terapeutico. Questa indicazione ...
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