(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) emerse dallo studio, la riduzione del desiderio sessuale era meno accentuata nelle donne nubili (21,2%) rispetto alle donne coniugate (36,7%), evidenziando che la menopausa chirurgica può compromettere fortemente la relazione col partner, soprattutto in presenza di calo del desiderio” - fa notare la professoressa Rossella Nappi, dell’Unità di Endocrinologia ginecologica e Menopausa della Fondazione Maugeri, Università di Pavia - “6 donne su 10, infatti, hanno dichiarato compromesso il loro rapporto con il partner a seguito della menopausa chirurgica e l’età più vulnerabile a riguardo sembra essere tra i 45 e 49 anni”.
“Oltre il 60% delle donne non sa che il calo del desiderio sessuale dopo ovariectomia è da attribuirsi a una riduzione dei livelli di testosterone” conferma il dottor Stefano Lello, responsabile del Servizio di Ginecologia Endocrinologica e Fisiopatologia della Menopausa dell’IRCCS-IDI e Ospedale San Carlo di Roma e vicepresidente della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGITE).
Secondo i risultati dello studio, le donne affermano di sentirsi sollevate quando comprendono che il calo del desiderio è legato ad una ragione biologica, più precisamente ormonale, e non psicologica, cioè alla diminuzione dei livelli di testosterone e non a “problemi di testa”. Sottolinea, infatti, il dottor Lello che “la consapevolezza che il testosterone possa essere responsabile del calo del desiderio sessuale è un elemento di sollievo per le donne che soffrono di tale problema perché in questo modo non si sentono in colpa (56,8%) e sono più incoraggiate ad assumere un farmaco (64.9%): 7 donne su 10, infatti, una volta saputo che il calo del desiderio dipende dalla carenza di testosterone, dichiarano di essere disposte ad assumere un farmaco. La maggior parte delle donne vorrebbe saperne di più sul ruolo del testosterone”.
E’ disponibile da meno di un anno in farmacia un cerotto trasdermico al testosterone, bioidentico e bioequivalente a quello prodotto in natura da tutte le donne, da applicare due volte a settimana sull’addome: rilascia 300 microgrammi di ormone, consentendo di ripristinare i livelli premenopausali.
“Gli effetti benefici si notano dopo 2-3 mesi dall’inizio della terapia” precisa il professor Andrea R. Genazzani, direttore della Cattedra di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Pisa e presidente della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica (ISGE). “Il testosterone, infatti, fa aumentare in modo fisiologico il tasso di ormone circolante: va ad agire sui centri nervosi del desiderio sessuale e a livello periferico anche sugli organi genitali, migliorandone la sensibilità. Per questi motivi è auspicabile l’integrazione di testosterone nelle donne in menopausa, non solo chirurgica, che soffrono di calo del desiderio: quando la donna arriva a 50 anni ha già perso infatti almeno il 50% di testosterone circolante, i cui livelli si riducono ulteriormente con la menopausa”. Il “disturbo da desiderio sessuale ipoattivo”, (Hypoactive Sexual Desire Disorder- HSDD), cioè il calo del desiderio vissuto con disagio nelle donne in menopausa chirurgica, può e deve essere diagnosticato. Ma le donne vanno aiutate a capire il loro problema, perchè spesso è proprio la mancanza di informazione che può rendere grave e difficile affrontarlo.
"Per aiutare le donne a riconoscere questo disturbo – conclude il Prof. Andrea R. Genazzani - la comunità scientifica ha messo a punto un questionario di autovalutazione, disponibile anche presso il proprio ginecologo: 7 semplici domande sul desiderio sessuale, sul piacere nel rapporto, l’eventuale delusione nella vita di coppia. Un punteggio finale, puramente indicativo, può segnalare uno scarso desiderio sessuale associato a disagio e quindi consigliare una visita specialistica. (3) Ed è proprio al ginecologo che le donne devono rivolgersi per ottenere un consiglio e un aiuto e anche una terapia efficace con il cerotto transdermico al testosterone”.
Il ruolo chiave del ginecologo è confermato dai risultati dello Studio Lei. Infatti, “un elevato numero di donne (73,9% sì; 14,3% abbastanza) - conferma ancora Rossella Nappi – parlerebbe volentieri del calo del desiderio sessuale con il ginecologo, soprattutto le donne disposte a prendere in considerazione l’utilizzo di presidi terapeutici (82,4%).”


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