Riattivare le cellule staminali già presenti, ma “addormentate“, dell’orecchio interno attraverso altre cellule della stessa famiglia portate dall’esterno grazie a nanomolecole. Non è fantascienza ma il frutto di alcune sperimentazioni già in atto. L’obiettivo è ripristinare le funzioni uditive perdute avvalendosi di cellule già presenti nell’orecchio, ma che hanno bisogno di uno stimolo per attivarsi. Un campo che vede in prima linea anche il nostro Paese. Di genetica, nanotecnologie e moderne metodologie di screening si parla in questi giorni in Egitto in occasione del Convegno Internazionale “Il Futuro dell’Otologia“, promosso dal Centro Ricerche e Studi Amplifon come importante momento di aggiornamento per gli specialisti di tutto il mondo.
“Il futuro dell’otologia ci parla il linguaggio delle nanotecnologie, della chirurgia robotica, dell’ingegneria genetica e dei più moderni ...
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