Abortire chimicamente sarà possibile anche in Italia. Lo ha stabilito il Cda dell'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) con una votazione decisa a maggioranza.
Non mancano le polemiche riguardo a questa decisione: non solo quelle del mondo cattolico, naturalmente contrario alla soppressione di ogni essere umano, ma anche quelle di grande parte del mondo scientifico, convinto che questo passo porterà le donne a esporsi a maggiori rischi e a vivere da sole l'esperienza traumatica e pericolosa dell'aborto.
La pillola Ru486 realizza la soppressione chimica dell'embrione tramite l'azione del mifepristone, uno steroide sintetico da somministrarsi entro le prime sette settimane della gravidanza, per evitare il raschiamento e un intervento chirurgico abortivo.
Il mifepristone uccide l'embrione inibendone la crescita: blocca l'azione progestinica sui recettori appositi e provoca il ...
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