(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) delle patologie e grazie alla quale si scopre che gli organi e gli apparati che sembrano presentare più differenze di genere sono il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso e quello immunitario. Emerge quindi, come numerose patologie, un tempo ritenute tipicamente maschili, si manifestino sempre più frequentemente nella popolazione femminile. Inoltre, gli studi scientifici effettuati per valutare l’impatto di nuove terapie sulle patologie più diffuse, quali le malattie cerebrovascolari ed i tumori, fino ad ora sono stati condotti su soggetti maschili, ritenendo, erroneamente, di poter traslare poi i dati anche sulla donna.
Se anche i più sono ormai soliti attribuire all’emicrania e cefalee una predominanza di genere femminile, con un’incidenza tra le donne che oscilla tra l’11% ed il 25%, rispetto al 4 e 9,5% degli uomini, emerge ora che anche numerose altre patologie come allergie, diabete, cataratta, ipertensione arteriosa, Sclerosi multipla, depressione e ansietà ed infine anche Alzheimer sono patologie tipicamente femminili.
Patologie più tipicamente legate al genere maschile restano invece schizofrenia, il morbo di Parkinson e le malattie cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale. È ormai noto, infatti, che le donne corrano, fino alla menopausa, un rischio di ictus minore rispetto all’uomo e questo grazie all’effetto protettivo degli ormoni sessuali femminili. Come reagisce il cervello davanti al dolore? Quest’ultimo è l’aspetto negativo di un sistema sensitivo indispensabile alla vita che viene chiamato nocicettivo. In tutto il corpo, sulla pelle, nei muscoli, nelle articolazioni, nelle ossa, nella maggior parte dei visceri disponiamo di “organelli” che sorvegliano e rilevano le perturbazioni esterne, segnalando il rischio di danni. In seguito, i segnali vengono convogliati attraverso i nervi al midollo spinale.
Il dolore può essere percepito in modo diverso, infatti fattori individuali stabili come il carattere e l’educazione e, fattori contingenti, come la preoccupazione, l’ansia o il tono dell’umore del momento influenzano la percezione. È stato dimostrato, inoltre, che i due sessi usano aree cerebrali opposte per elaborare la emozioni e lo stesso accade quindi anche per il dolore. Il che potrebbe spiegare perché la morfina fa più effetto sugli uomini e perché le donne diventano più facilmente dipendenti dalla cocaina. Nel corso della settimana verrà affrontata anche la tematica del sonno, uno stato che occupa circa un terzo della nostra attività e la cui alterazione qualitativa e quantitativa può compromettere enormemente le condizioni di salute di una persona. Nella popolazione generale, numerose e frequenti sono le malattie del sonno: il 10-20% delle persone soffre di insonnia, il 2-5% di sindrome delle gambe senza riposo e il 10-20% di difficoltà respiratorie. Il sonno è un fenomeno enormemente complesso, che ha origine, si sviluppa ed è regolato nel cervello ma coinvolge tutto l’essere vivente e alcune funzioni vitali come la termoregolazione, la fame, l’attività cardiorespiratoria, intestinale ed endocrina. Tutti noi apparteniamo ad un “fenotipo di sonno” che si trasmette geneticamente e che spiega il quanto si dorme, il quando si dorme, il come o quanto bene si dorme.

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14/03/2011

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