(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) una netta differenza tra chi fuma e chi no, come spiega la dott.ssa Kumar: “la prima cosa che si nota è l'assenza, nei fumatori, del 'prato' di batteri buoni che di norma colonizzano la bocca. In chi non fuma questo prato pullula di poche specie di batteri, e non ci sono quasi mai germi associati a malattie; inoltre entro breve tempo da una pulizia professionale i batteri buoni tornano a colonizzare il cavo orale ricreando un ambiente equilibrato, in cui non a caso il livello di citochine è basso, a significare che l'organismo non considera questi ospiti come una minaccia. Questo 'biofilm' di batteri positivi infatti si forma a poche ore dalla nascita e impariamo a conviverci perché ci consente di 'cacciare' i germi pericolosi. Ed è davvero come un prato, le cui condizioni possono però cambiare se si modificano le dinamiche di ciò che arriva: se per esempio cambia la quantità di acqua o fertilizzanti, l'erba può morire e possono arrivare le erbacce. Il fumo modifica l'ambiente del prato, favorendo l'arrivo delle 'erbacce-batteri patogeni'. Nella bocca di chi fuma entro 24 ore dall'igiene professionale tornano infatti batteri potenzialmente patogeni. Occorre inoltre molto più tempo perché si ricrei un ecosistema equilibrato, e quando lo si ottiene è 'occupato' da una maggior quantità di batteri cattivi ed è tendenzialmente molto più caotico rispetto a quello di un non fumatore”.
Analizzando i dati, i ricercatori hanno scoperto che nei fumatori il livello delle citochine era più alto, il che dimostra che l'organismo - condizionato dal vizio che in qualche modo interrompe una corretta comunicazione tra il nostro corpo e i batteri che vi risiedono - produce una reazione indiscriminata che si indirizza anche contro la flora batterica buona. Per questo motivo chi fuma rischia più di altri l'insorgenza di gengiviti.
“Il fatto che in breve tempo dopo una pulizia professionale la bocca dei fumatori tenda a riempirsi di nuovo di batteri cattivi implica che bisogna essere più incisivi, consigliando ai pazienti sedute di igiene più ravvicinate e anche supportandoli per aiutarli a smettere di fumare. Io stessa ho parlato con alcuni miei pazienti dei risultati del mio studio, spiegando quanto fossero pericolosi i batteri nella loro bocca: due hanno smesso di fumare”, è la conclusione della dott.ssa Kumar.
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26/04/2012 Andrea Piccoli

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