Forse non ce ne rendiamo più conto. Ma la nostra giornata è scandita da ritmi che, in qualche modo, dettano i tempi della vita quotidiana. La mattina si lavora, si fa una breve sosta per il pasto, si riprende nel pomeriggio. E la sera, prima della cena, qualche minuto dedicato al fisico. Per poi pensare alla cena e a ricadere nel mondo dei sogni. Con una fortunata appendice per chi può lasciare spazio al piacere del sesso.
Fin qua la regola, non scritta ma applicata, per la maggior parte dei comuni mortali. Eppure, se dovessimo muoverci, studiare e lavorare solo in base alle prestazioni ottimali del nostro corpo, probabilmente i nostri “orari di servizio” sarebbero leggermente diversi. Ad esempio, dovremmo concentrare tra le nove e le undici le nostre migliori prestazioni intellettuali, a scuola o sul lavoro, senza rinunciare al riposino dopo pranzo.
E per il sesso, aldilà delle ...
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