(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di anidride solforosa.
L’esposizione all’inquinamento atmosferico ostacola il corretto sviluppo cognitivo, aumentando pertanto il rischio di disabilità intellettiva: "Sappiamo che le persone con queste problematiche nel Regno Unito hanno una salute peggiore e muoiono prima di quanto dovrebbero - dice l'autore principale del lavoro Eric Emerson -. Questa ricerca aggiunge un altro tassello al puzzle, per capire perché succede e cosa deve essere fatto al riguardo".
Più di 1 milione e mezzo di bambini ogni anno nel mondo muoiono per cause di tipo ambientale, fra cui l'inquinamento. Ad affermarlo è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui buona parte dei decessi entro i primi 5 anni è attribuibile a polmonite, diarrea e malaria.
Tutte malattie prevenibili con interventi sull'ambiente, dall'accesso all'acqua pulita a quello a combustibili non tossici per cucinare. Le infezioni respiratorie costituiscono nel complesso la prima causa di morte, alimentate dall'inquinamento esterno e interno e dal fumo passivo.
«Un ambiente inquinato è letale - afferma Margaret Chan, direttore generale dell'Oms - specialmente per i bambini». Gli agenti inquinanti che circolano nell'atmosfera, peraltro, minacciano anche la salute cerebrale dei bambini. Un recente studio dell'Università di Umea, in Svezia, pubblicato su Bmj Open ha preso in esame l'esposizione all'inquinamento atmosferico di un totale di 500mila minori svedesi, incrociando i dati con quelli relativi alla registrazione dei farmaci prescritti per le malattie mentali.
Anna Oudin, principale autrice dello studio, spiega: «I risultati dimostrano che una concentrazione più bassa di inquinamento, in primo luogo quella dovuta al traffico, può ridurre i disturbi psichiatrici nei bambini e negli adolescenti».
Secondo i risultati, non sarebbero necessari livelli elevati di inquinamento per produrre danni di questo genere. La Svezia è peraltro uno dei paesi meno inquinati al mondo, con una quantità di PM10 pari a 16,6 mg/m3, la metà di quella fatta registrare in Italia.
Anche uno studio pubblicato su Jama Psychiatry da un team del Children Hospital di Los Angeles coordinato da Bradley Peterson è giunto a conclusioni allarmanti.
Secondo i ricercatori americani, ad aumentare il rischio di insorgenza dell'Adhd e a rallentare la velocità di elaborazione delle informazioni a livello cerebrale sarebbero gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), prodotti dalle emissioni dei veicoli, dagli impianti di riscaldamento domestico e dalla combustione di materiali organici come la legna e il carbone.
«Gli idrocarburi policiclici aromatici possono attraversare la placenta arrivando a danneggiare il cervello del feto», spiega il dott. Peterson. Da precedenti ricerche condotte su modello animale era stata verificata una compromissione sia dei processi di apprendimento che di quelli relativi al comportamento.
Il team californiano ha esaminato il nesso fra danni cerebrali fetali ed esposizione agli idrocarburi policiclici aromatici attraverso uno studio a cui hanno preso parte 40 bambini in età scolare provenienti da etnie latino-americane e afro-americane.
«I bambini sono stati seguiti nel periodo fetale e tra i sette e i nove anni di età, e le loro madri sono state sottoposte al monitoraggio degli idrocarburi policiclici aromatici durante la gestazione compilando appositi questionari», spiegano gli autori.
È emersa così una significativa associazione fra esposizione prenatale agli idrocarburi policiclici aromatici e riduzione della sostanza bianca cerebrale localizzata quasi esclusivamente nell'emisfero sinistro.
«Tale riduzione monolaterale è strettamente legata a un rallentamento dell'elaborazione delle informazioni risultante ai test di intelligenza e alla comparsa di disturbi del comportamento tra cui sintomi di Adhd. Se confermati da studi più ampi, questi risultati potrebbero avere importanti implicazioni di salute pubblica, data l'ubiquità degli idrocarburi policiclici aromatici come inquinanti atmosferici», conclude il dott. Petersen.
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22/11/2018 Andrea Sperelli

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