Sono diffusi a tal punto che 1 italiano su 2 “over 60” è portatore di almeno un nodulo tiroideo. Si tratta di condizioni generalmente benigne, o almeno trattabili, riscontrabili tra il 4 e il 7 per cento della popolazione generale, con una maggiore frequenza nelle donne. L’armamentario diagnostico, tradizionalmente basato su ecografia e scintigrafia, oggi si è arricchito di nuove tecniche più precise e mirate per accertare non solo l’opportunità della rimozione chirurgica del nodulo, ma anche la sua natura benigna o maligna.
Accanto alle metodiche diagnostiche tradizionali (ecografia e scintigrafia tiroidea) si affianca la citologia aspirativa per meglio determinare la natura dei noduli tiroidei: attraverso un ago sottile vengono aspirate delle cellule dal nodulo la cui analisi consente con elevata accuratezza di definire la natura della lesione tiroidea e l’individuazione del ...
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