I deficit di apprendimento e memoria sono correlati con l’alterazione dei ritmi del sonno e della veglia. Lo dimostra uno studio condotto sul modello animale di una forma genetica di ritardo mentale e pubblicato su Nature Neuroscience da Maria Passafaro, ricercatrice dell’Istituto Telethon Dulbecco che lavora a Milano presso l’Istituto di Neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche.
“Le nostre capacità cognitive sono influenzate dai ritmi circadiani, ovvero dalla scansione delle lancette di una sorta di orologio molecolare interno all’organismo”, spiega Passafaro. “A regolare il ritmo delle lancette sono dei particolari geni la cui attività oscilla nell’arco delle 24 ore, definendo così l’alternanza di sonno e veglia nel corso della giornata. In questo studio abbiamo dimostrato per la prima volta che esiste una correlazione tra una forma genetica di ritardo mentale legato al ...
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