Un'indagine condotta da JAMA, il giornale dell'associazione medica americana, ha rivelato che in molte università di medicina alcuni praticanti dottori sono stati segnalati per aver pubblicato sui blog personali, nei siti aziendali e nei social network più conosciuti, storie private o altre informazioni sui pazienti, e che almeno il 10% dei contenuti diffusi in rete contenevano evidenti violazioni della privacy dei cittadini utenti dei relativi ospedali.
In particolare sono trapelati precisi dettagli sul profilo clinico di questi pazienti, che potrebbero rivelare la loro identità. Ma non solo. In alcune occasioni sono state postate dai giovani dottori affermazioni con linguaggio sboccato, contenenti elementi di discriminazione razziale, allusioni sessuali ed insulti vari.
“Mostrare la vita di pazienti che devono rimanere anonimi e devono essere rispettati, come dovrebbero fare ...
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