(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) producevano un'interruzione del Dna e aumentavano quindi il rischio di tumore. Lo stesso risultato era stato poi confermato anni dopo da Jerry Phillips, ma in quell'occasione su campioni di tessuto umano.
Al contrario, una ricerca che sta per essere pubblicata sul British Medical Journal da un gruppo di scienziati dell'Istituto di epidemiologia oncologica di Copenaghen smentisce ogni tipo di preoccupazione annunciando l'innocuità dei telefonini. I ricercatori scandinavi spiegano i dettagli del loro studio: “abbiamo preso in considerazione tutti coloro (più di 400 mila persone) che hanno stipulato un contratto di telefonia mobile tra il 1982 e il 1995 in Danimarca e siamo riusciti a seguirne quasi 360 mila per ben 18 anni. Nel 1996 e poi di nuovo nel 2002 abbiamo confrontato la frequenza di tumori in questo gruppo di persone rispetto a quella che si è verificata nella popolazione generale, ma né allora né a un ulteriore controllo ripetuto nel 2007 abbiamo trovato nessuna differenza significativa tra chi da molti anni usava il cellulare e chi invece no”.
In realtà, gli allarmi sul rischio provocato dai cellulari vengono per lo più da studi effettuati su cavie animali, mentre i grandi studi epidemiologi come Interphone danno tutt'al più indicazioni contrastanti. Paolo Vecchia, un esperto della materia, spiega: “prima di tutto occorre chiarire che i telefonini non emettono radiazioni ionizzanti come quelle usate per le radiografie, capaci di provocare mutazioni del DNA, ma solo onde radio con frequenze vicine a quella utilizzata dai forni a microonde. E non è mai stato dimostrato che questo tipo di onde induca nelle cellule e nei tessuti trasformazioni pericolose”.
Nel partito degli scettici si arruola anche John Boice, direttore dell’International Epidemiology Institute di Rockville e docente della Vanderbilt University School of Medicine: “nel 2009 più di 5 miliardi di persone nel mondo facevano uso di un cellulare. Se il suo utilizzo potesse favorire in qualche modo lo sviluppo del cancro, dopo vent’anni o più che questo oggetto è diventato di uso comune, almeno nei paesi più ricchi, dovremmo cominciare a registrare un aumento sensibile dei casi di tumore al cervello. Un aumento che per fortuna non è stato osservato, neppure tra gli adolescenti che in teoria potrebbero essere più vulnerabili, soprattutto se hanno cominciato a usare l’apparecchio fin da piccoli”. In definitiva, ancora grande è la confusione sotto il cielo e più che mai sembra valido il consiglio di affidarsi al buon senso, utilizzando il telefonino quando serve, ma evitando di impiccarci all'albero di una comunicazione continua che somiglia più a un chiacchiericcio fatuo.

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28/11/2011 Andrea Sperelli

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