(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) la percentuale di cittadini che si ritiene insoddisfatta raggiunge il 57,8 contro il 23,3 di altre regioni più virtuose.
Sono circa 5 i miliardi spesi dagli italiani per i farmaci, le visite specialistiche e gli esami diagnostici, una cifra che dal 2014 diventerà di 7 miliardi a causa dei tagli previsti dall'ultima finanziaria Tremonti del 2011.
Alla spesa “diretta” i cittadini devono aggiungere quella indiretta delle tasse, che aumentano sempre di più, in particolare le addizionali regionali utilizzate dagli amministratori locali per rispondere ai tagli voluti dal governo centrale.
La crisi economica e i tagli hanno spinto molte asl e molti ospedali all'innovazione e alla riorganizzazione, ma il fenomeno, seppur positivo, è frenato dall'influenza della politica che nomina i direttori delle strutture sanitarie. Questi ultimi cambiano più rapidamente della durata media dei contratti in essere, il che aumenta ancora di più le spese e riduce l'efficienza del sistema.
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21/03/2013 Andrea Sperelli

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